Siamo subissati di commenti sul voto agli americani, ma prima di parlare di voto toccherebbe parlare di americani. Di tutte le immagini e i ritratti sui cittadini degli States la mia preferita è quella che ne fece il papà di un’amica, agronomo abruzzese e contadino, che era stato qualche volta oltreoceano a trovare il fratello e quando la nipote venne dalla figlia a vedere Roma, il suo commento è stato netto e spiazzante: “L’unico modo per farli andare a vedere lu Colosseo è dar na Coca Cola e lu Pick Up”.
Non è una bella immagine degli americani e sicuramente non tutti saranno così, ma sappiamo bene anche che tra i Paesi industrializzati e avanzati gli Usa sono gli unici che non tengono affatto conto del cambiamento climatico, eccezion fatta negli ultimi anni da Joe Biden, ma in maniera ancora molto timida. Sta di fatto che le politiche energetiche green non attecchiscono ed è molto facile vedere gente che vive in case fatiscenti e di ‘cartongesso’ ma che non riesce a rinunciare all’aria condizionata.
La vittoria di Donald Trump non è affatto una sorpresa in un Paese che difende il diritto di possedere un’arma piuttosto che quello alla salute, che fa indebitare i propri ragazzi per farli studiare.
Chi dice che gli Stati Uniti sono la patria della democrazia dimentica che sono anche la culla del capitalismo e i suoi abitati ne sono pregni, vengono cresciuti così e salvo rari casi difficilmente adottano un pensiero divergente.
Sulle previsioni si potrebbe obiettare che ci sono state le mobilitazioni di star e vip in favore di Kamala Harris, ma è lo stesso che avveniva qui (in piccolo) su Berlusconi, la nostra intellighenzia e il nostro mondo della cultura si sono sempre schierati contro, salvo poi che nel segreto dell’urna, a votare non è l’élite, non è la piccola percentuale di chi va in televisione o scrive libri, ma il popolo. Quel popolo fatto di classe media e medio bassa, la maggiorparte. Anche lì a votare non è solo Madonna, non è solo New York City, anzi non è solo l’Upper east side.
Qui invece sono arrivate previsioni come se l’americano medio fosse Oprah Winfrey, ma d’altronde mi sono ritrovata servizi sull’America fatti da chi alla stessa stregua in Italia non sa niente dell’americano medio, non sa che questo ha un livello scolastico molto basso perché istruirsi è per pochissimi ‘eletti’; che soffre di malattie cardiovascolari perché non può permettersi altro che il cibo del fast food; che probabilmente ha perso la casa a causa dei mutui subprime; che ha un figlio nell’esercito e come tutte le persone che attraversano una crisi sogna il passato e quindi spera che l’America torni ‘indietro’. Non guarda al futuro come prospettano i democratici e prometteva Harris.
Avrei voluto intitolare questo pezzo Inventing Usa, su come dai tempi in cui emigravamo per fame abbiamo sempre avuto un’idea totalmente fallace dell’America. Ma soprattutto lo avrei voluto fare in onore della storia di Anna Sorokin e per ricordare quanto il sistema finanziario sia talmente retto dall’apparenza da creare di volta in volta delle bolle che per colpa di pochi scoppiano in faccia a tutti. Poi però mi sono ricordata del grande Roth, di quel bellissimo romanzo e mi ha ricordato quanto gli americani siano sempre diversi da come si raccontano.
“Non sei tenuto a venerare la tua famiglia, non sei tenuto a venerare il tuo paese, non sei tenuto a venerare il posto dove vivi, ma devi sapere che li hai, devi sapere che sei parte di loro”. Un monito per tutti i democratici oltreoceano e… di casa nostra.


1 commento
Laddove leggo che “la nostra intellighenzia e il nostro mondo della cultura si sono sempre schierati contro”, mi verrebbe da dire, se la memoria non mi tradisce, che lo hanno fatto soprattutto verso il centrodestra, e al Cavaliere non hanno certo risparmiato critiche ed ostilità, salvo poi spostare la contestazione verso altri attori di tale versante politico, forse per unirsi all’intento di convincere Forza Italia a prenderne le distanze, e si ha l’impressione che il tentativo di convincimento non si sia tuttora interrotto, ma non credo che possa avere riuscita, vuoi perché il Cav. è stato il promotore-fondatore del centrodestra, vuoi perché gli elettori della sua creatura politica non sarebbero d’accordo (almeno mi viene di pensarlo).
Paolo Bolognesi 11.11.2024