Colgo l’occasione dello scritto di M. Serra apparso su Repubblica lo scorso 25 luglio. Serra, anche lui non economista, osservava che la proposta Franco Brasiliana di tassare al 2% tutti i grandi patrimoni porta a conseguenze clamorose circa la disponibilità di risorse da parte dei vari paesi.
La proposta, per certi versi, ricalca quella del prof. Tobin, premio Nobel per l’Economia di qualche anno fa, il quale sosteneva che se si tassasse con una specie di IVA allo 0,1%, tutti gli scambi della Borsa, in poco tempo si potrebbero risanare i pesanti debiti accumulati dai vari stati.
Se non ricordo male aggiungeva che se la tassazione arrivasse allo 0,2-0,3% si potrebbero azzerare tutte le diverse tassazioni. Una semplificazione della nostra vita veramente incredibile. Naturalmente su questa possibile Tobin tax, chiamiamola così, si sono scatenati i più diversi dibatti ideologici volti a definire questa ipotesi di destra, di sinistra, comunista, ecc.
Provo a fare un esempio di mero buon senso. Questa mattina, come sempre, sono andato a prendere il pane. Se non mi sbaglio l’IVA sul pane è al 4%. Mi pare che se per comperare una cosa importante come il pane, pago il 4% di IVA, non ci vedo niente di così sconveniente nel dire che se questa mattina acquisto una azione della FIAT, non ci debba pagare sopra una IVA dello 0,1%. Se posso chiosare, si può anche dire che l’esazione di questa tassa sarebbe di incredibile semplicità visto che gli acquisti in Borsa non sono come il pane per cui bisogna andare dal fornaio, essendo che tutto avviene a mezzo computer, sarebbe immagino proprio facile esigere la tassa da parte dello stato. Sarà un dettaglio ma non poi così banale.
Ipotizziamo che le poche righe sopra citate abbiano un minimo di credibilità, in questo caso sorge spontanea una domanda: perché non lo si fa?
Per quanto mi riguarda la risposta è inutilmente difficile. Superficialità? Subordinazione ai cosiddetti “Poteri Forti”? Stupidità? Usuale abitudine a complicarci inutilmente la vita?
Mi pare che comunque la si voglia vedere non siamo mai di fronte a possibili risposte di una qualche intelligenza.
Bisognerà che tutti i partiti politici, nessuno escluso, prendano una decisione in tal senso. Non farlo significa venire meno al compito fondamentale che è proprio della Politica.
In Italia, se si esclude la Lega che in questa fase sembra necessitare di un robusto ripensamento al proprio interno, dovrebbero essere tutti interessati alla cosa. Estremizzando, anche Calenda.
Credo che un argomento così ostico, come viene generalmente intesa l’Economia, possa trovare in considerazioni di questo tipo uno spazio di comprensione e dibattito.
Piero Furlan

