E sono proprio di morbido velluto i tratti di pennello con i quali l’autrice ha dipinto l’acquerello che fa da sfondo a
questa storia.
I colori sono quelli dell’amarcord e i personaggi sembrano tratti da un film di Pupi Avati.
La scena è quella della Senigallia degli anni ’50 con la stessa atmosfera che canta Amedeo Minghi.
Solo che gli americani non hanno le camice a fiori ma cantano il R&B come Paul Anka e i Platters.
In un romanzo dove i dialoghi sono solo discorsi indiretti c’è anche tanta musica che si annida nei ricordi dell’epoca.
Rimbalza il lettore dai sofisticati sound americani a quelli veraci di Rocco Granata, del Quartetto Cetra o di Fred Buscaglione.
Il dopoguerra è appena alle spalle e la cittadina adriatica vive la ripresa economica con tutti i colori della provincia.
La vita sembrerebbe scorrere placida ma un brutale omicidio ne scuote la quiete.
E così Sibilla, splendida donna della alta borghesia senigallese, diventa il nome che circola in ogni angolo, piazza, o ritrovo della città.
Il commissario Gastone Moscardi svolge le indagini lacerato tra il suo ruolo di poliziotto e quello di amico di famiglia della vittima.
Le investigazioni infilano come perle personaggi che appartengono alla vita della comunità di Senigallia.
E così dalla prostituta Belinda al suo Fausto, dalla baby sitter Zebeide a Elpidio, da Floride a Omero, la trama del romanzo narra anche la storia della comunità della città marchigiana.
E poi la famiglia di Giulio, l’avvocato che piange la moglie uccisa, con il fratello Francesco e la cognata Marianna.
Ognuno nasconde un segreto di cui è prigioniero e il colore dl sottofondo non è diverso da quello della provincia americana narrata nei “Peccati Peyton Place” il celebre romanzo di Grace Metalious.
Il mistero sembra un buco con un tappo e neanche un secondo assassinio, quello di Peppino un giovane adolescente un po’ discolo, aiuta a dipanare la matassa.
Così come restano flebili indizi le piccole tracce che l’autrice lascia un po’ qui e un po’ là come le caramelle al miele.
Il lettore dovrà arrivare alle ultime pagine per scoprire chi è l’assassino.
Ma dietro si nasconde altro, un tormento dell’animo che colora alla fine il romanzo di antica umanità.
Il vero protagonista però è Spiros, un convitato di pietra che non partecipa alla storia ma ne apre e chiude il cerchio dando al lettore l’unica cosa che rende vera giustizia alla vicenda: la verità.
E per conoscerla davvero e capirne il senso bisogna attendere le ultime righe.
“L’importante è non scappare dalle proprie radici”.
Non è un monito è il thema del romanzo e probabilmente è la promessa che anche Barbara ha fatto al suo cuore.
“Omicidio sulla spiaggia di velluto”, di Barbara di Castri, edito da Cabletto Editore in vendita in libreria e su Amazon a €.15,00

