Ma che ci sia uno, uno solo, che contesta la legge sull’ordinamento giudiziario per quello che c’é scritto. Rispondo a tutte le obiezioni, e lo faccio con citazioni, argomenti e dati inconfutabili. E cominciando dalla prima. Adesso salta fuori che la legge cambia articoli della Costituzione. Scoperta invero impressionante. D’altronde trattasi di legge costituzionale e nella procedura fissata dall’articolo 138 se non ha ricevuto i due terzi dei voti delle due Camere in doppia lettura può essere sottoposta a referendum. Le ultime tre grandi leggi costituzionali sono state: la riscrittura dell’intero titolo V, voluta dall’Ulivo per tagliare la strada alla Lega (la sostituzione é stata di 15 articoli della Costituzione), la seconda la legge del centro-destra, ovvero la cosiddetta devolution, perfino più moderata di quella ulivista, bocciata a referendum, che cambiava 50 articoli della Costituzione, e infine la legge Renzi, per un Senato federale e competenze diverse delle due Camere, abolizione del Cnel e altro, voluta dal governo di centro-sinistra, e bocciata a referendum, che ne cambiava 47. Questa legge di riforma dell’ordinamento giudiziario ne cambia sette. E in tanti a gridare “Giù le mani dalla Costituzione”. La verità é che non solo le mani, molte mani, e nel silenzio di coloro che adesso gridano, sono state messe sulla Costituzione, ma anche i piedi, com’é stato il caso della legge sul taglio dei parlamentari, che testimonia la barbara retorica populista di settori del cosiddetto campo largo.
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Direttore. Nasce a Reggio Emilia nel 1951, laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna nel 1980, dal 1975 al 1993 é consigliere comunale di Reggio, nel 1977 é segretario provinciale del Psi, nel febbraio del 1987 è vice sindaco con le deleghe alla cultura e allo sport, e nel giugno dello stesso anno viene eletto deputato. Confermato con le elezioni del 1992, dal 1994 si dedica ad un’intensa attività editoriale (alla fine saranno una ventina i libri scritti). Nel 2005 viene nominato sottosegretario alle Infrastrutture per il Nuovo Psi nel governo Berlusconi. Nel 2006 viene rieletto deputato nel Nuovo PSI. Nel 2007 aderisce alla Costituente socialista nel centro-sinistra. Nel 2009 é assessore allo sport e poi all’ambiente nel comune di Reggio. Dal 2013 al 2022 dirige l’Avanti online.


1 commento
Nel leggere il curricola di Mauro sembra trattarsi di un lavoratore indefesso, deve esserci un errore !
Invece no, è tutto vero ma poco verosimile .
Il trucco?
Amare quello che si fa ,avere qualche dote e crederci, fino in fondo.
Beh….complimenti a Mauro….