Riproponiamo l’ultimo editoriale di Riccardo Nencini a commento del risultato elettorale in Francia, pubblicato su Linkiesta.it
Inutile girarci intorno: se l’obiettivo era bloccare la Le Pen, Macron, con l’azzardo del secolo, vi è riuscito.
Un eccezionale numero di votanti come non si vedeva dagli anni Ottanta, in netta controtendenza con quanto accade in tutti i paesi democratici, e soprattutto un ‘voto consapevole’ sospinto dalla volontà di non rinchiudere la Francia in un recinto nazionalista a sfondo razziale.
Il Fronte Popolare, così caro a Leon Blum che lo sperimentò con successo negli anni Trenta, ha ottenuto i consensi maggiori.
Un successo più difensivo che strategico per la convivenza forzata di forze riformiste e massimaliste con idee in conflitto sulle politiche economiche e talvolta sulla politica estera. Anche il partito di Macron, rispetto al risultato delle Europee, esce decisamente rafforzato e avrà un ruolo centrale nella formazione di maggioranze e governi.
Non ci sono dubbi: il doppio turno ha aiutato l’azzardo del Presidente a vestirsi di ossa, grazie alla politica delle desistenze impossibile con una diversa legge elettorale. Si tratta ora, ed è l’operazione più complicata, di ricucire lo strappa tra città e campagna profonda, lo stesso strappo vissuto in Gran Bretagna al tempo del referendum sulla permanenza o meno nell’Unione Europea. Li’ prevalse la Brexit, oltre la Manica ha vinto la ragionevolezza, l’apertura al mondo, il modello della nazionale di calcio.
La strada sarà quella della coabitazione, non c’è alternativa. Il duo Le Pen – Bardella va incontro alla sconfitta più cruda e potrebbe perciò radicalizzare le sue posizioni, ma risalire la china sarà arduo. Conviene invece prestare maggiore attenzione alle mosse di Melanchon. Una previsione? Userà toni più moderati. Governare una comunità complessa in una fase del mondo così delicata fa a cazzotti con gli slogan urlati. Il banco di prova, il primo, sarà dare una risposta alle ansie degli ultimi e del ceto medio, il problema che la globalizzazione ha generato in tutta Europa e oltreoceano. A ruota, e riguarda tutte le forze riformiste europee, definire un nuovo disegno per l’Europa. Chi siamo, cosa siamo destinati a diventare al tempo della sfida tra Stati Uniti e Cina e dell’emergere di potenze regionali. Continuo a pensare che la soluzione è quella degli Stati Uniti d’Europa. Con questa Francia se ne può ragionare.


1 commento
Magari…..si potrebbe ricominciare con il ritorno dell’ UK nell’UE.