Cosa lega Niger , Mali e Burkina Faso, i tre Paesi dell’ Africa occidentale dai territori uno vicino all’ altro? La contiguità geografica appunto anche se con diverse connotazioni naturali e paesaggistiche ma non solo. Innanzitutto la forma di Governo: sono reduci tutti e tre , negli ultimi anni da golpe militari con i capi dell’ esercito alla guida del Paese naturalmente con le solite promesse mai mantenute di un rapido ritorno alla prassi democratica con il ripristino degli organi istituzionali tradizionali .
Nel caso del Burkina Faso addirittura i colpi di stato sono stati due , uno nel 2020 e uno nel 2022 da parte di diverse fazioni delle forze armate. La seconda affinità consiste nell’ aver subito la dominazione coloniale francese ( non solo ma prevalente)e il conseguente sfruttamento delle risorse minerarie ed energetiche presenti. Contano anche tutti e tre di un grande indice di povertà con le popolazioni che in gran parte soffrono la crisi alimentare e la pessima situazione economica.
Ma non basta . Negli ultimi tempi hanno sostanzialmente optato per avvicinarsi politicamente alla Russia di Putin facendo ormai parte integrante dell’ influenza in Africa del Cremlino. Vi sono parecchi episodi e circostanze che testimoniano questo processo, suffragati anche dalla decisione dei Governi di questi Stati di dare origine nello scorso settembre all’ Alleanza del Sahel. In Niger e Mali i militari hanno firmato un documento congiunto in cui hanno sospeso gli accordi con la Francia in materia di esenzione fiscale provocando la fuga degli investimenti di Parigi e il rientro in patria di gran parte dei cittadini francesi ancora residenti.
Una presa di distanza non solo da Emmanuel Macron che ha reagito negativamente ai golpe militari ma anche dall’ Unione Europea che ha reclamato il rapido ritorno alle forme democratiche. Macron non ci ha pensato un attimo al ritiro delle truppe presenti e alla chiusura delle ambasciate minacciate dalle proteste organizzate dai militari . Ma anche Bruxelles ha dovuto prendere atto della situazione: in Niger sono stati cancellate le intese di difesa con l’ Unione Europea nella lotta contro il terrorismo islamico e una normativa sulla emigrazione che riducevano i pericoli che questo territorio divenisse terreno di transito per i clandestini diretti verso il continente europeo. Inoltre sta per essere revocata la missione civile Eucap che prevede la messa a disposizione di agenti di polizia forniti dagli Stati europei.
Di contro il Viceministro della Difesa russo Evkourov ha compiuto una visita a Bamako, capitale del Mali e in seguito a Niamye , capitale del Niger, accolto benevolmente dai rispettivi vertici militari con i quali sono stati firmati importanti accordi economici e di cooperazione in vari settori compreso quello dell’ estrazione mineraria . Dopo che in Mali si era notata la presenza di mercenari del gruppo Wagner , e’ giunta l’ ora del Burkina Faso a ospitare mercenari di Mosca.
A Ouagadougou, secondo fonti di stampa, sarebbero giunti qualche decina di soldati dell’ esercito russo con il compito di proteggere il Presidente della giunta militare. Fatto che conferma la collaborazione militare con Putin del Burkina Faso. Ecco ormai è abbastanza evidente, nonostante le smentite dei rispettivi governi, l’ allineamento geo politico dei tre Stati dell’ Africa occidentale alla Russia di Vladimir Putin che ormai ha preso il posto delle precedenti scelte di cooperazione con la Francia e con l’ Unione Europea. Niger, Mail e Burkina Faso rappresentano la prova che l’ infiltrazione di Mosca nel continente africano ha raggiunto risultati concreti e visibili a tutti nell’imbarazzo degli Stati Uniti che hanno scelto la strada del disimpegno in questi territori.

