di Salvatore Sechi
Insieme a Gaza City, colpita a morte dalla mobilitazione (con compiti aggressivi) dell’esercito israeliamo,sta morendo ogni giorno un’altra vittima. E’ la democrazia di Israele.
A lungo è stata evocata -con un orgoglio anche insolente-contrapponendola alle autocrazie petrolifere e ai regimi tribali e parentali dei paesi arabi.
Il premier Netanihau può andare fiero di questo straordi narion esito.Sotto i carri armati, le politiche della rarefazio ne dell’acqua e del cibo,l’eliminazione a mano armata di decine di migliaia di bambini,soccombono due comunità: il popolo palestinese (identificato irresponsabilmente con le bande criminali e terroristiche di Hamas) e quello israeliano che da die ci anni l’ha eletto.
Come ogni spietato(e allucinato) dittatore, Netanihau non ha avuto il minimo scrupolo morale di perseguire, scatenando una serie di guerre nei confronti degli Stati confinari, un disegno ambizioso e insieme folle.Lo si può ricavare dalla lettura dei testi di tutti i suoi predecessori. Mi riferisco all’obiettivo espansionistico e sub-imperialistico di creare una grande Israe le cacciando via,con ogni mezzo,il popolo arabo dai suoi insediamenti.
Chi ha qualche dubbio sull’esistenza di questo intento scellerato può scorrere la silloge impressionante che ha riportato il settimanale La Giustizia (cioè la vecchia testata fondata da un socialista evangelico come Camillo Prampolini e riportata in vita dan Mauro Del bue a Reggio Emilia).
Netanihau un anno e mezzi fa ha dichiarato, con un’enfasi tronfia, che Hamas era stata sconfitta. Poi ne ha segnalato l’esistenza nei punti in cui erano accampati centinaia di camions con i viveri per alimentare popolazione palestinese.Di qui decine e decine di morti ogni giorno per debellare l’azione di boicottaggio e appropriazione indebita da parte dei terroristi di Hamas. Poi, la decisione in corso d’opera da giorni di evacuare e radere al suolo una città di 800 mila abitanti come GazaCity.Vi si sarebbero insediati nuclei armati e costruiti tratturi suburbani dalle bande di Hamas.+Il troppo stroppia. Il premier israeliano è un mentitore.
Per non essere contestato nella sua rettorica giustificazionista di azioni militari delittuose ed efferati crimini contri l’umanità ha imposto ai mezzi di comunicazione televisivi di non offrire agli israeliani le foto che testimoniano l’abbominio dei massacri dei palestinesi. In secondo luogo ha impedito che giornalisti ev fotoreporter possano visitare i luoghi e riferire che cosa sta avvenendo.
Questi atti denotano la deriva politica e mentale del premier in carica.Invece di sottoporre il suo operato criminale al giudizio del suo popolo, indicendo nuove elezioni,si è esibito nel ribadire quanto da sempre è un suo chiodo fisso: i palestinesi non hanno diritto a vivere in uno spazio politico, istituzionale e sociale che da secoli si chiama Stato.
Chi può negare che questo richiamo corrisponda all’intenzione macabra e disumana di promuovere un’eliminazione definitiva dei palestinesi?
I nazisti nei confronti degli ebrei amarono chiamarla soluzione finale.
Non si capisce perchè’ con questi disegno, Netanihau e l’inclita compagnia dei suoi ministri che provengono dall’occupazione abusiva della Cisgiordania, possano lamentare il comporta mento infame degli Stati arabi che negano l’esistenza di Israele come Stato,e finanziano e armano ogni tentativo di cancellarla dalla carta geografica.Col silenzio complice delle Nazioni Unite.
Servizi segreti e ed alti esponenti militari hanno da tempo informatoil oremier di Tel Aviv che per controllare Gaza City bisognerebbe collocare dei reparti armati in ogni punto illuminato della città e disporre di centinaia di migliaia di uomini per rovistare i sottoifondi, le gallerie della città clandestina suburbana. Pertanto non esiste alternativa a quella di mettere per strada 800 mila abitanti e trasferirli non si sa dove.
Il premier israeliano e il gruppo politico che lo sostiene non valutano le conseguenze elementari della loro incontrollabile ossessione bellicista.
Che cosa, se non la distruzione di Israele,costi quel che costi, si proporranno le migliaia e migliaia di palestinesi che sono stati condannati a morire di fame,di sete, di mancanza di ogni assistenza sanitari, di spostamenti ed evacuazione da una città all’altra?
La lotta senza tregua contro i terroristi di Hamas per i massacri di cui si sono macchiati un anno fa, non deve essere sospesa. Ma identificare una popolazione come i palestinesi con una manica di assassini e tagliagole significa non avere il senso delle distinzioni e delle differenze.
Per questo, temo che Israele abbia un’esistenza dai tempi contati. E’ la vita breve che le hanno assegnato il governo presieduto da Netanihau e dai famelici coloni della Cisgiordania.

