I fatti, soltanto i fatti.
Cestinate le indicazioni dei comitati regionali nella formazione della Direzione Nazionale, cacciati il direttore dell’Avanti e le due vice segretarie, cancellati dal Consiglio nazionale i dissidenti eletti al Congresso, commissariato il partito del Veneto, commissariate le federazioni di Padova e di Belluno, esito del congresso regionale dell’Emilia Romagna contestato con fondatezza di argomenti e nessuna risposta, commissariato il partito toscano, tentativo di devitalizzare la segreteria regionale dell’Umbria in vista delle elezioni regionali ormai prossime, tentativo di piegare la Fgs con la decisione assunta nel Consiglio Nazionale del 24 luglio: Fgs organica al partito o si fonda un’altra giovanile. C’è dell’altro: mai tenuti i congressi in Lombardia e in Calabria dove pure spiccano alti dirigenti del partito, in Calabria soprattutto, sede del Presidente Nazionale la cui funzione dovrebbe essere quella di garante dello statuto. Ancora: calo degli iscritti, scomparsa dai mezzi di informazione, nessun eletto alle elezioni politiche, carambola nelle alleanze alle Europee, prima favorevoli ad una coalizione con Fratoianni-Bonelli poi, con triplo salto mortale, nella lista con Italia Viva e Bonino, proprio la scelta che il segretario contestò nel Consiglio Nazionale dell’ottobre 2022 promettendo la presentazione di una lista socialista. Ancora: nessun esito del progetto ‘costituente socialista’ ruotante attorno a Valdo Spini. Al contrario, piede di ferro con abuso dello Statuto contro ogni opposizione interna, nessun tentativo di ricucire gli strappi.
Un partito personale, a doppio filo campano. Con quanta autonomia?
Non ne sono più segretario da cinque anni ma ricordo bene le difficoltà a guidare un partito piccolo con una storia grande alle spalle. Sono ancora iscritto e dico la mia dopo parecchi mesi, senza pudore. Tacere ancora significherebbe condividere o piegarsi, una mente sonnambula, e invece bisogna guardare in faccia la realtà, quello che siamo diventati.
Ci sarà un congresso e ci sarà con un quadro politico in evoluzione: una sinistra massimalista più forte, un polo riformista in crisi, un governo Meloni in piedi con una destra estrema in crescita, opposizione col Pd centrale. E noi? Raccogliere i cocci dovrebbe essere il primo obiettivo: come si fa ad aprire le porte a chi ha fatto per anni scelte conflittuali col PSI ed a chiuderle a chi lo ha difeso negli anni più bui?
Sanare le ferite aperte nelle regioni, ripristinare lo Statuto (si commissaria chi ha tenuto regolarmente il congresso e non si muove foglio dove i congressi non si sono tenuti), consentire alleanze elettorali locali anche differenti senza vietare l’uso del simbolo del partito (a Firenze e’ avvenuto anche questo), vietando però coalizioni con partiti di destra (il caso trapanese, regno del vicesegretario socialista), affidarsi a un comitato politico di garanzia che faccia perno sugli amministratori, a partire dai sindaci, tessere la tela di un progetto incentrato sulla difesa di diritti civili quotidianamente lesi (la Rosa nel Pugno 3.0?).
Troppo poco? Sarebbe abbastanza.
Riccardo Nencini


5 commenti
Il Psi di oggi non è più semplicemente un partito, pur avendone il nome di uno vero e glorioso. È una lega di comitati elettorali quasi tutti fallimentari. Avevo costruito Sezioni unite Colli Bolognesi ma è rimasta lettera morta in un partito che non è più nel territorio. Avevo costruito Officine Riformiste ma è rimasta lettera morta per un partito che non è più nella società. Solo l’idea è rimasta. Viva i socialisti, non viva chi è già morto…Paolo
Compagno Nencini come è possibile che il Segretario Socialista della Toscana faccia propaganda per una lista diversa da dove è impegnato il simbolo Socialista.
Ti ricordo che il Giudice ti ha annullato un Congresso che hai dovuto rifare in modo anomalo.
Dopo la debacle del 1994 nessuno è stato in grado. di dare personalità al nostro Partito. Boselli dopo Fiuggi (dove D’Alema è praticamente venuto a “imporci” cosa” dovevamo fare – vedi Amato – il nostro Partito con la formazione del PD VELTRONIANO – si è democristinizzato, eliminando ideali e ideologie della sinistra, comunists e riformista. Praticamente ora con Maraio, mantiene in vita eterni funzionari praticamente “morandiani” No c’è più il PSI DI NENNI che amava dire “quando abbiamo tutti contro vuol dire che abbiamo ragione! Questi “tengono famiglia”
Anche a R.Emilia ci fu qualcosa di anomalo…
Dopo che mi dimisi da segretario per gravi motivi personali…
E dopo che mi si disse di ripensarci…
Ad un congresso farsa indetto in una giornata estiva con pochissimi presenti…
Appresi di non fare più parte del direttivo…
Nessuna comunicazione e regolare svolgimento etc.
Chiesi i verbali e non mi furono mai dati…
Nonostante abbia pagato e rinnovato la tessera online non l’ ebbi più ricevuta per due anni di seguito…
Ergo bye bye…
Ora che nel PSI ci sia qualcosa che non va da anni lo si scrive solo ora…
Pensare che il pensiero socialista ora è nominato dalla Schlein come riferimento…
Mentre il partito che porta tale nome…
Amareggia molto…
Noi socialisti siamo capaci di tutto , non parliamo più di progetti politici ma solo contro noi stessi . Finiamola di piangerci addosso , lavoriamo per diffondere le nostre idee socialiste . La corsa alla gestione del partito non porta da nessuna parte . Apprezziamo il lavoro che Maraio sta facendo in tutta Italia , aiutiamolo a mettere insieme i tanti compagni che si sono allontanati o che hanno altre sicle socialiste . Il mio orgoglio è quello di vedere il nostro partito presente nelle Istituzioni per contribuire alla crescita sociale e politica del nostro paese .