Franza o Spagna purché se magna. Macché
E nemmeno una rievocazione contemporanea della vicenda Sigonella anche se la base è la stessa.
C’eravamo illusi, pensavamo fosse amore e invece era un calesse.
E già perché il rifiuto di Crosetto di far atterrare dei bombardieri americani destinati in Iran, per i necessari rifornimenti alla base di Sigonella, ci aveva dato la felice sensazione che si trattasse di un no come quello di Craxi a Reagan nel 1985 o, senza andare troppo indietro nel tempo, come il no che ha recentemente spiattellato Sanchez a Trump.
Invece no. Inutile farsi castelli in aria. Non c’è nell’aria, se non uno strappo, finalmente una manifestazione di dissenso dalle decisioni del Presidente Americano.
Il ministro della Difesa Crosetto ha negato l’autorizzazione per l’atterraggio del velivolo solo perché, come era stato già preannunciato, per quel tipo di autorizzazione si dovrebbe passare per il Parlamento, quindi servono tempistiche diverse.
“Gli accordi internazionali disciplinano”, dice Crosetto, “e distinguono con chiarezza ciò che necessita di specifica autorizzazione del governo (per la quale si è deciso di coinvolgere sempre il Parlamento) in assenza della quale non è possibile concedere nulla e ciò che invece è considerato autorizzato tecnicamente perché ricompreso negli accordi. Un ministro deve solo farli rispettare. Terzium non datur“.
“Qualcuno sta cercando di far passare il messaggio che l’Italia avrebbe deciso di sospendere l’uso delle basi agli assetti Usa”, ha aggiunto il Ministro, “cosa semplicemente falsa, perché le basi sono attive, in uso e nulla è cambiato. Il governo continua a fare ciò che hanno sempre fatto tutti i governi italiani in totale aderenza agli impegni presi in Parlamento ed alla linea ribadita anche in Consiglio Supremo di Difesa in continuità con tutti i precedenti Consigli, nei decenni.”
“Non c’è alcun raffreddamento”, chiarisce il ministro che ribadisce “o tensione con gli Usa, perché conoscono le regole che disciplinano dal 1954 la loro presenza in Italia bene come le conosciamo noi”.
Piglia pesa incarta e porta a casa.
E se qualcuno sperava in una inversione di tendenza amen.


2 commenti
Le squadre italiane sono quasi tutte di proprietà estere. Hanno fatt0 degli investimenti e non si curano della nazionale.
Scusate ho sbagliato articolo.