Nel mondo della pasticceria professionale italiana la frutta candita ha vissuto negli ultimi anni una vera rivalutazione. Per lungo tempo percepita come ingrediente secondario o addirittura divisivo per il consumatore, oggi è tornata al centro dell’attenzione grazie alla ricerca sulle materie prime, alla qualità agrumaria e al lavoro di aziende specializzate capaci di riportarla alla sua dimensione originaria: un prodotto tecnico, non un semplice ingrediente decorativo.
Tra queste realtà si inserisce MIS Romeo – Master Italian Specialities – azienda italiana, con sede a Monza, specializzata nella produzione di frutta candita e semilavorati per l’alta pasticceria, che affonda le proprie radici nella tradizione milanese della lavorazione degli agrumi.
Ci siamo fatti raccontare la storia direttamente dai titolari di MIS Romeo per capire come oggi si realizza un candito professionale destinato alla pasticceria di qualità.

In che anno nasce ufficialmente MIS Romeo Srl?
“Nel 2014, a metà anno. La compagine societaria è composta da Marco Romeo e Maurizio Rivera”.
Perché avete deciso di trasformare un’attività familiare in un’azienda strutturata?
“Le esigenze erano soprattutto commerciali e organizzative, legate anche alle persone coinvolte. Serviva una struttura più chiara e solida per poter crescere”.
Cosa significa “MIS”?
“È l’acronimo di Master Italian Specialities”.
Quali difficoltà avete incontrato all’inizio?
“All’inizio avevamo immaginato un progetto di specialità alimentari molto ampio, forse troppo rispetto alle nostre competenze specifiche. Poi abbiamo fatto una scelta precisa: concentrare tutte le energie su ciò che sappiamo fare meglio, ovvero la frutta candita. Facciamo parte della storia della canditura italiana e non abbiamo timore a dirlo: è semplicemente la realtà”.
Qual è stato il primo prodotto commercializzato con il marchio MIS Romeo?
“L’arancia candita da frutto fresco, tagliata a cubetti 10×10”.
Come avete trovato i primi clienti?
“Erano già legati alla nostra precedente esperienza e hanno seguito MIS Romeo senza esitazioni”.
Ricordate la prima grande commessa?
“Sì, un ordine da parte di un rivenditore in Svizzera”.
All’inizio producevate internamente o vi appoggiavate a terzisti?
“Avevamo già deciso che la nostra esperienza poteva essere condivisa con partner produttivi selezionati.
Noi forniamo capitolato tecnico, ricetta e controllo qualitativo, mantenendo il marchio MIS Romeo”.
C’è stato un momento in cui avete capito che l’azienda avrebbe avuto futuro?
“Il futuro si costruisce ogni giorno, passo dopo passo. Però sì: lo abbiamo capito subito, quando i clienti storici dell’attività precedente hanno iniziato a ordinare gli stessi prodotti con il nuovo marchio”.

