Premessa
Da quarantuno anni, l’analisi della scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori ha tracciato una netta linea di demarcazione tra chi vede nei due casi, quello della cittadina vaticana e quello di Mirella Gregori, un intreccio ineludibile, e chi, al contrario, ritiene che non vi siano prove, indizi o ragioni sufficienti per giustificare una correlazione tra le due sparizioni.. Questo vale sia per coloro che alle vicende si sono approcciati per motivi professionali, sia per coloro che si sono appassionati al mistero che circonda queste drammatiche vicende.
La versione spy-story, scaturita dal clima di guerra fredda, che in quegli anni vede il mondo diviso in due blocchi contrapposti da una Cortina di Ferro, e che fungerebbe da scenario per una molteplicità di eventi e intrighi internazionali, se mai mi ha persuaso per il caso di Emanuela Orlandi, lo ha fatto ancora meno rispetto la scomparsa di Mirella Gregori, il 7 maggio 1983.
Pochi giorni fa una insostituibile risorsa del mio piccolissimo ma appassionato gruppo di collaboratori, che ha da tempo sostituito la rivista dell’enigmistica con agende e diari di Mirella, mi ha fatto notare qualcosa di singolare: nelle rubriche telefoniche della ragazza, negli anni 1982-1983 sono annotati (due per il 1982 e tre per l’anno successivo) numeri riconducibili ad utenze facente capo a Paesi del centro e sud America, nella fattispecie Messico, Nicaragua e Venezuela.
Ipotesi
Prima di intraprendere ulteriori indagini, ho ritenuto indispensabile esaminare in profondità l’origine di questi recapiti, cercando di stabilirne una collocazione precisa. La mia prima ipotesi si è concentrata sulla possibilità che la famiglia Gregori potesse avere dei legami parentali nelle aree in questione. Sebbene non abbia avuto l’opportunità di parlare direttamente con Maria Antonietta, la sorella di Mirella, ho consultato persone a lei vicine e ben informate sul caso. Da tali confronti è emerso che, in effetti, non risulta che la famiglia avesse parenti in quelle regioni del mondo.
In un secondo momento, ho considerato l’ipotesi che questi contatti potessero essere riconducibili a un corrispondente estero, una figura popolare negli anni ’80 e ’90, quando avere un “penfriend” era una pratica molto diffusa. Ho quindi preso contatto con le ex compagne di classe di Mirella, ma anche in questo caso l’esito è stato negativo: nessuna di loro ricorda che a scuola fossero stati avviati programmi di corrispondenza con l’estero, né che Mirella avesse mostrato particolari interessi o intrattenuto contatti in quelle zone del mondo. Una delle sue compagne mi ha inoltre spiegato che, all’epoca, anche qualora ci fosse stato un amico di penna, probabilmente sarebbe stato in una città europea come Parigi, Londra, Berlino o Madrid, e non certo in Nicaragua.
Le dinamiche geopolitiche dell’epoca si intrecciavano strettamente con le realtà politiche e le tensioni internazionali, delineando un panorama mondiale tripolare. In questo contesto, il Centro e Sud America emergevano come aree strategiche dove proliferavano attività criminali di portata globale. Il traffico di stupefacenti, soprattutto la cocaina, raggiungeva livelli senza precedenti, mentre il commercio internazionale di armi prosperava, alimentato da conflitti e instabilità diffuse. Queste regioni, già segnate da complessità sociali e politiche, divenivano epicentri di tali fenomeni, contribuendo a rendere il quadro geopolitico di quel periodo particolarmente turbolento.
È evidente che nessuna organizzazione criminale affiderebbe a un’appena adolescente la gestione di traffici internazionali, da gestire con cartelli della droga, narcos e trafficanti di diversa natura. Da questa riflessione emergono due ipotesi: Mirella Gregori potrebbe aver avuto contatti innocui, sconosciuti al di fuori della ristrettissima cerchia familiare, oppure la giovane potrebbe essere stata ingannata.
Nel contesto della Roma dell’epoca, appare plausibile che Mirella sia stata indotta, forse in assoluta buona fede, a compiere azioni che, pur sembrando innocue, servivano in realtà a uno scopo criminale di cui lei era ignara.
Considerando le modalità di adescamento tipiche dei traffici di esseri umani e le tecniche di manipolazione psicologica ormai ben note, non possiamo escludere che sia stata indotta a eseguire telefonate o altre operazioni che, inconsapevolmente, abbiano depistato le indagini, facilitando spostamenti o altre attività illecite. È possibile che Mirella fosse convinta di agire nel pieno rispetto della legalità, mentre in realtà veniva strumentalizzata per finalità illecite. Tuttavia, queste rimangono, per ora, solo ipotesi.
Venezia
Un po’ sgomenta questa scoperta mi ha lasciato. Per Mirella mi sono sempre posta il dubbio se bisognasse o meno uscire dal bar Baffo, di proprietà della famiglia De Vito, per scoprire la verità rispetto la sua scomparsa, figuriamoci se abbia mai ipotizzato di uscire da Roma.

Non io, ma Mirella sì. Dall’istituto Reginaldo Giuliani, frequentato dalla Gregori erano all’epoca emersi elementi interessanti, ma mai pienamente confermati dalla famiglia, secondo cui la ragazza si spese fortemente affinchè la scuola acconsentisse la sua partecipazione, con una classe e una sezione differenti, alla gita scolastica che si sarebbe tenuta a Venezia.
A detta degli insegnanti, Mirella comunicò di voler fortemente recarsi in quel territorio perchè terra natia della madre, Vittoria Arzenton. Nonostante l’assenso accordato dalla scuola, Mirella finì per non prendervi parte a causa delle momentanee ristrettezze economiche, frutto di un importante impegno economico sostenuto dalla famiglia per la ristrutturazione del bar di via Volturno.
L’aspirazione di visitare la Serenissima non era stata apertamente manifestata in famiglia, né le amiche ricordano un’impellenza o una particolare bramosia di ripercorrere gli itinerari materni, oltretutto la madre era vicentina e non veneziana. Perché, dunque, Mirella chiede ai docenti di unirsi a una gita di un’altra classe, più avanti di un anno, pur di visitare Venezia?
Non sembrano esserci collegamenti diretti con la città se non, forse, la luna di miele di Eleonora Cecconi e Marco Accetti, ossia l’uomo che si è auto-accusato della scomparsa della ragazza e che, attraverso una telefonata anonima, elenca tutti i vestiti che Mirella indossava, con tanto di marche, quel 7 maggio 1983.
Si può infine aggiungere che l’amico di Marco Accetti, GianAlberto Larrosa, personaggio non secondario si era da poco trasferito in Veneto, precisamente a Verona. Questo potrebbe essere il motivo, o uno dei motivi, per cui MFA frequentemente in Veneto .
Anche in questo caso non sembra possa esserci una risposta sensata all’interrogativo ma, se vogliamo provare a collegarci al discorso precedente, potremmo ipotizzare che la ragazza era stata ingannata da una eventuale “trasferta lavorativa sottotraccia“, oppure le era stata prospettata la possibilità, in corrispondenza dei medesimi giorni della gita, di affrontare un prestigioso provino che le avrebbe aperto chissà quale promettente carriera nel mondo dello spettacolo o similari, per poi dimostrarsi, nella triste realtà, un crudele inganno.
Messico, Nicaragua e Venezuela

Le tre utenze rintracciate nella rubrica di Mirella, rimandano al Messico e al Nicaragua nel 1982 e 1983; a queste nell’83 si aggiunge anche il Venezuela. Non si tratta solo di numeri di telefono, ma di indirizzi veri e propri. A cosa corrispondono?
–Calculistas 153, Colonia El Zuinfo, México 8, D.F, México. L’indirizzo conduce ad un immobile privato rispetto al quale, ad oggi, non sono riuscita ad ottenere notizie di maggior utilità.
Di rilevanza maggiore è l‘utenza del Nicaragua, che conduce diretti all’ambasciata messicana di Managua.
Perchè a quindici anni non è esattamente la norma appuntare con dettagli tecnici, indirizzo e numero telefonico di un’ambasciata diversa da quella italiana, ubicata in un altro Paese, per giunta in stato di conflitto civile.
-Av. 28 nº 33-29, La Blanquera Acarigua, Estado Portuguesa Venezuela. E’ questo il terzo contatto oltreoceano annotato da Mirella nella sua agenda, e presente solo nel 1983.
Infine, vi è l’utenza risalente al 1983, collegata al Venezuela. Essa si riferisce a una serie di numeri civici situati nella stessa via. Tuttavia, l’impossibilità di visualizzare la strada tramite Google Street View e Google Earth non mi ha consentito di formarmi un’idea precisa sulla tipologia di immobile a cui questi numeri civici fanno riferimento.
Contestualizzazione storica
Durante i primi anni ’80, il Messico affrontò una delle crisi economiche più gravi della sua storia, caratterizzata da alta inflazione, crescente debito estero e svalutazione della moneta. Miguel de la Madrid, diventato presidente nel 1982 dopo José López Portillo, implementò riforme economiche per stabilizzare l’economia, tra cui austerità, liberalizzazione del commercio e privatizzazioni. Tuttavia, il Paese fu anche segnato da una forte attività criminale, con i cartelli della droga che influenzavano la stabilità nazionale, e da una corruzione diffusa, nonostante gli sforzi del governo per combatterla.
In Nicaragua, il Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale (FSLN), al potere dal 1979 dopo aver rovesciato la dittatura di Somoza, affrontò l’opposizione dei Contras, un gruppo guerrigliero sostenuto dagli Stati Uniti. Questo conflitto, alimentato dall’amministrazione Reagan, portò a gravi violazioni dei diritti umani e culminò nello scandalo Iran-Contra, dove fondi derivanti dalla vendita segreta di armi all’Iran furono usati per finanziare i Contras.
Il Venezuela, nel frattempo, attraversava una fase di transizione economica e politica, resa instabile dalla dipendenza dal petrolio e dall’influenza dei cartelli della droga colombiani, che utilizzavano il paese come via di transito per la cocaina destinata agli Stati Uniti e all’Europa. La corruzione e la violenza legate al traffico di droga aumentarono, evidenziando il legame tra il governo venezuelano e il crimine organizzato.
Le relazioni tra questi tre paesi erano complesse e segnate dalla cooperazione economica e diplomatica, con il Messico e il Venezuela che mantenevano relazioni di supporto verso il governo sandinista nicaraguense, nonostante le pressioni esterne, in particolare dagli Stati Uniti.
Attività criminali internazionali
Negli anni ’80, il traffico di esseri umani, in particolare quello finalizzato alla prostituzione e al fenomeno dei “viados” (travestiti coinvolti nella prostituzione), rappresentava un fenomeno complesso e radicato in ampie reti criminali internazionali.
Paesi Coinvolti e Modalità Operative
Nei decenni precedenti al 1980, le principali nazioni coinvolte nel traffico di esseri umani per sfruttamento sessuale erano principalmente situate in America Latina e in Europa Orientale. Tra i paesi di origine figuravano Brasile, Colombia e Venezuela, insieme a Polonia e Ungheria. Le vittime erano frequentemente indirizzate verso l’Europa occidentale (Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi) e il Nord America, dove il mercato della prostituzione era particolarmente lucrativo.
Il Brasile, in particolare, era un importante punto di partenza per i viados, che venivano reclutati attraverso false promesse di occupazione o migliori opportunità di vita all’estero. Le principali rotte di traffico passavano per l’Europa, spesso attraverso la Spagna o il Portogallo, per poi essere smistati verso altre nazioni europee o nordamericane.
Le reti criminali utilizzavano diversi metodi per reclutare e trafficare le vittime. Queste venivano spesso ingannate con offerte di lavoro legittimo all’estero, per poi essere forzate nella prostituzione una volta giunte a destinazione. Il costo per acquisire una persona destinata alla prostituzione negli anni ’80 variava, con stime che andavano da 500 a 2.000 dollari per singola vittima, il che comportava profitti significativamente più elevati per i trafficanti. Le persone transessuali o travestiti erano spesso considerate particolarmente redditizie, vista la domanda specifica nei mercati occidentali.
Le organizzazioni criminali coinvolte erano altamente strutturate e spesso interconnesse con altri settori illeciti, come il traffico di droga, il contrabbando di armi e il riciclaggio di denaro. I cartelli della droga in America Latina, ad esempio, avevano sovente legami con il traffico di esseri umani, sfruttando le stesse reti per il movimento di persone e stupefacenti. Queste reti operavano con una struttura multilivello, comprendente reclutatori locali, intermediari e coordinatori logistici, supportati da documenti falsi e corruzione a vari livelli della burocrazia e delle forze dell’ordine.
Negli anni ’80, emersero numerosi scandali che evidenziarono l’entità e la brutalità del traffico di esseri umani. In Italia, ad esempio, si verificarono indagini che rivelarono reti di traffico di donne e viados, con implicazioni che coinvolgevano membri della polizia corrotti e funzionari governativi. Molteplici furono i casi che sì verificarono in diverse nazioni europee, tutte implicate in attività a sfondo sessuale. Tali imprese comprendevano la tratta di esseri umani e vedevano la presenza di minorenni. Un esempio emblematico fu il caso delle bambine prostitute a Montefalcone in provincia di Gorizia, e vide come principale indagato il preside di origine calabrese Alberto Raso, che si suicidò proprio a causa dello scandalo.
Le bambine non erano solo abusate ma anche filmate. Nel 1992, emerse la consapevolezza di questa vicenda, rivelando l’esistenza di una rete di individui dediti alla produzione e alla distribuzione di materiale pornografico, anche di carattere orgiastico. Furono rinvenuti oltre 300 filmati e videocassette.
Le indagini su questi crimini sessuali e di sfruttamento umano si rivelarono connesse agli stessi gruppi coinvolti nel traffico di droga, armi e petrolio, svelando un intreccio criminale che attraversava diversi settori illegali.
Un altro scandalo significativo riguardò le reti di prostituzione in Germania, dove emerse che numerose case di tolleranza erano gestite da gruppi criminali che trafficavano donne dall’Europa dell’Est. Questo scandalo portò a numerosi arresti e a un’indagine approfondita che svelò la vastità del fenomeno in tutta Europa.
Scandalo della “Casa delle Bambole”
Uno dei casi più eclatanti degli anni ’80 fu lo scandalo della “Casa delle Bambole“, scoperto in Belgio. Questo scandalo rivelò un’organizzazione complessa di sfruttamento sessuale di minorenni, operante all’interno di una villa alla periferia di Bruxelles. Le vittime, spesso reclutate con false promesse, erano costrette a partecipare a eventi per una clientela elitaria, subendo abusi sessuali sistematici.
La scoperta di questo scandalo avvenne grazie alle indagini su sparizioni di minori. Le autorità belga trovarono prove di una rete criminale ben organizzata, con collegamenti a diversi settori della società e del sistema legale. La rete operava a livello internazionale e coinvolgeva traffico di esseri umani, pornografia infantile e prostituzione minorile. Si sospettava che personalità di spicco nel mondo politico ed economico fossero tra i clienti regolari degli eventi organizzati.
Lo scandalo suscitò un’enorme indignazione pubblica in Belgio e in tutta Europa, portando a manifestazioni e richieste di giustizia. Le indagini portarono a numerosi arresti, ma i veri responsabili, protetti da potenti alleanze, rimasero in gran parte impuniti. Questo scandalo rimane uno dei capitoli più bui nella storia recente dell‘Europa e della chiesa cattolica, evidenziando la gravità e la complessità della tratta di esseri umani e dello sfruttamento sessuale.
Conclusioni
I contatti di Mirella con l’Ambasciata messicana in Nicaragua appaiono, senza dubbio, enigmatici e del tutto inaspettati. È chiaro che ci troviamo di fronte a una situazione ben diversa da quanto supposto finora. L’annotazione di questa ambasciata messicana a Managua è particolarmente insolita e suscita una serie di interrogativi. È difficile immaginare un ruolo plausibile per Mirella in questo contesto, persino se si trattasse di una connessione familiare.
Considerando varie ipotesi, è possibile che Mirella sia stata ingannata o coinvolta in qualche chiamata fuorviante. Potrebbe anche aver facilitato l’inserimento di qualche giovane, convinta di svolgere un’attività legittima, ma che in realtà era legata al traffico di esseri umani. Sarebbe di grande interesse scoprire cosa accadeva in quegli anni all’interno di quella sede diplomatica e chi fossero le persone annotate nella sua rubrica.
Le ricerche sui nomi riportati nella rubrica di Mirella, svolte negli archivi giornalistici dell’epoca, non hanno indirizzato a nulla di concreto. Nei social media, invece, la quantità di persone omonime, rende quasi impossibile un’identificazione precisa.
Alla luce di quanto fin qui detto, che non è molto e invece che semplificare o chiarire, complica ulteriormente la vicenda Gregori, la vera domanda da porsi è come Mirella entra in possesso di questi contatti, e attraverso chi.
Le uniche persone che possono farmi azzardare qualche ipotesi sono l’ormai noto Marco Accetti, che da sempre sostiene che nelle sue attività criminali, che personalmente ritengo di natura assai diversa da quel che predica, si sia sempre avvalso dell’ausilio di giovani ragazze, solitamente ignare della reale natura delle attività proposte; e la cugina di Mirella, Marta Capozzi, o meglio una persona con cui potrebbe essere entrata in contatto attraverso la cugina. Mi riferisco all’americano Stanley Adams. Marta, così riportò agli inquirenti la signora Vittoria Arzenton, madre di Mirella, aveva avuto una relazione con il sopracitato Stanley Adams, che appare un personaggio controverso, che ha vissuto a lungo in Italia e che parlava italiano con un forte accento anglosassone. Adams aveva frequentato per un lungo periodo anche Diana Ruggi, segretaria particolare del Presidente Sandro Pertini.


77 commenti
Come sempre, Rossella porta sul tavolo informazioni rivoluzionarie. Congratulazioni. Una ragnatela profonda che cattura la “preda” e la consegna alle persone giuste.
Magari… chi sono le persone giuste?
Né maniaci assassini né zii o amici della zia. no, questo è ciò che alcuni “preferiscono” pensare. è il modo più semplice per ottenere una risposta e chiudere il caso. L’intero meccanismo delle sparizioni tradisce il profilo di chi ha dato l’ordine. Era un gioco di fumo e specchi, perfettamente orchestrato. Se si fosse trattato di qualcuno dei suddetti, incluso Ali Agca o persone a lui vicine, il caso sarebbe stato risolto fino ad ora. Quanto rispetto Accetti aveva per De Pedis? Quanta paura? Ricordi la scena epica del Libro della giungla in cui Shere Khan va a Kaa e cerca Mowgli? Accetti era il serpente ipnotico, De Pedis il predatore apicale, ma chi era il re della giungla?
Ottimo
Che botta Rossella!
Allora, calma e ricapitoliamo:
Questi contatti sulle agende e diari di Mirella li ha trovati uno dei tuoi collaboratori dopo 41 anni? E le forze dell’ordine all’epoca non avevano scandagliato minuziosamente i suoi diari e tutto ciò che aveva in camera sua e fatto indagini approfondite?
Le quindicenni, e lo siamo state anche noi, conservano qualunque cosa per loro abbia un valore emotivo/affettivo: dai bigliettini dei baci Perugina a cartoline, persino tovaglioli e fazzoletti con le scritte degli amici/moroso, insomma ci siamo capiti.
Possibile che questi recapiti sudamericani vengano fuori solo ora? Resto basita.
Non posso fare a meno di pensare alla famosa telefonata ai genitori di Alessia Rosati pochi mesi dopo la sua scomparsa, erroneamente attribuita a donna slava, che invece tu e io abbiamo identificato come sudamericana. C’è un gap di 10 anni tra le scomparse di Mirella e Alessia, ma se ci fosse un legame?
E se Mirella fosse stata segretamente coinvolta in questioni politiche e avesse deciso di aiutare in qualche modo persone fuggite da quei paesi all’epoca molto problematici con delle coperture? Con l’ingenuità tipica delle quindicenni idealiste intendo.
E se quando disse alla madre che presto i loro problemi economici sarebbero finiti intendesse proprio che stava -secondo lei- per essere lautamente ricompensata per l’aiuto che stava dando a dei rifugiati tramite amici?
Ormai qui non si può più escludere assolutamente nulla.
Non ha alcun senso per una ragazzina che sogna lo spettacolo o di fare la modella avere in agenda i numeri e i recapiti di luoghi in centro e sud America che rimandano, in un caso, ad un’ambasciata messicana.
E poi come avrebbe potuto chiamare quei luoghi senza spendere un patrimonio che non aveva nemmeno? L’unica idea che mi viene in mente è che li contattasse attraverso le case di gente coi soldi o circoli di partito.
E qui si inserisce bene Accetti, che soldi ne aveva parecchi e non era certo un problema fare telefonate intercontinentali da casa sua.
Cosa sappiamo veramente dei legami di Accetti con personaggi di ambasciate e consolati sudamericani o gente legata a queste istituzioni?
Su Venezia è più facile farsi idee anche se è comunque una faccenda assai strana. E guarda caso Accetti era a Venezia con la moglie nello stesso periodo.
E se Mirella avesse dovuto incontrare qualcuno legato a tali luoghi sudamericani a Venezia?
Un carabiniere che aveva fatto indagini private sulla scomparsa Orlandi disse che il numero 158 usato come codice dal Vaticano per comunicare coi “rapitori” rimandava al Sudamerica e a ciò che stava accadendo in alcuni paesi, ma non ricordo bene cosa disse esattamente.
A me sembra tutto collegato, che ne pensi?
Saranno pure voli pindarici i miei, ma non mi sembra che il famoso “rasoio di Occam” qui e in altri casi abbia portato a chiusure definitive con ritrovamento resti.
E se ci pensi bene, “l’amica” della Rosati, Claudia, dice che era scappata in sud-america…
Stai s vedere che accetti diceva il vero
Rossella, hai considerato quanto segue? Nel 1983 era possibile avere un numero di telefono dal Sud America che instradava le chiamate verso una località di Roma. Ciò è stato ottenuto utilizzando la rete telefonica internazionale e potenzialmente impiegando tecniche come lo spoofing dei numeri o la deviazione delle chiamate. Lo spoofing dei numeri implicava il mascheramento della vera origine di una chiamata, facendola sembrare come se provenisse da una località diversa. Ciò avrebbe potuto essere fatto utilizzando apparecchiature specializzate o sfruttando le vulnerabilità nei protocolli di instradamento della rete telefonica. Una volta che una chiamata raggiungeva una specifica stazione di commutazione, poteva essere deviata verso una destinazione diversa. Ciò potrebbe essere stato ottenuto mediante l’intervento manuale da parte di un operatore di rete o utilizzando sistemi automatizzati. I call center internazionali, spesso situati in paesi in via di sviluppo come il Sud America, avrebbero potuto essere utilizzati per ricevere chiamate e quindi reindirizzarle alla località desiderata. Ciò avrebbe consentito di utilizzare un numero di telefono sudamericano mentre le chiamate effettive ricevevano risposta a Roma.
Cosa intendi per call centre innanzitutto? Centralini internazionali per smistare chiamate? O il call centre di oggi inteso come servizio clienti? Nel 1983 quest’ultimo non esisteva ancora, e non avrebbe comunque avuto alcun senso chiamare un numero straniero per poi avere la chiamata smistata a Roma, in genere è sempre stato il contrario, ovvero il call centre ha un numero italiano ma rispondono da un paese europeo tipo Albania o Romania.
E poi i numeri nell’agenda di Mirella fanno capo a località in Sudamerica, uno addirittura all’ambasciata messicana in Nicaragua, per cui per me la storia dei call centre non ha molto senso.
In ogni caso una quindicenne che ci fa con numeri sudamericani nell’agenda? Non è una cosa normale se non hai parenti o amici stretti in quei posti. Io a quindici anni usavo pochissimo il telefono, e non conoscevo alcun numero straniero, figuriamoci extra europeo.
Il 1983 era veramente un altro tempo, molte cose che oggi sono normalissime allora erano qualcosa di impensabile.
Capisco il tuo punto riguardo all’evoluzione dei call center. Tuttavia, nel contesto del 1983, un ‘call center’ si riferiva semplicemente a una posizione centralizzata dotata di linee telefoniche e operatori. Questi centri non necessariamente fornivano assistenza clienti come la conosciamo oggi.
Nel mio scenario, suggerivo che un call center sudamericano potesse essere utilizzato per stabilire una presenza in quella regione mentre si instradavano le chiamate in arrivo a Roma. Ciò avrebbe potuto essere fatto per vari motivi, come operazioni commerciali, ragioni personali o persino per ingannare qualcuno o coprire le proprie tracce.
Mentre è vero che lo scenario tipico in passato prevedeva che le aziende utilizzassero call center stranieri per il servizio clienti domestico, la mia ipotesi suggerisce uno scenario inverso, che era tecnicamente fattibile data la tecnologia dell’epoca.
Per chiarire ulteriormente, non sto proponendo che questa fosse una pratica diffusa o che grandi call center operassero in questo modo. Sto semplicemente esplorando la possibilità sulla base della tecnologia disponibile e delle potenziali motivazioni, compreso il desiderio di ingannare o rimanere irraggiungibili.
È importante ricordare che i numeri di telefono, come quelli utilizzati in questo scenario, possono lasciare una traccia che può essere investigata. Nei casi in cui qualcuno vuole ingannare gli altri o evitare di essere identificato, utilizzare tali tecniche potrebbe essere una strategia potenziale. Inoltre, vale la pena notare che le chiamate potrebbero essere state automaticamente reindirizzate, utilizzando tecnologie disponibili all’epoca.
Mirella Gregori aveva pure i numeri telefonici dei marziani. I tuoi collaboratori non te lo hanno fatto notare? Strano!
le tue abilità comiche raggiungono un nuovo livello. come sta andando, ancora sudando per portare quello “zio” all’attenzione del mainstream?
Quei numeri ci sono. Se ne faccia una ragione. Secondo lei cosa succede a Mirella? Zio Mario immagino.
Stai sprecando il tuo tempo con questa persona. Non può entrare in una discussione logica. Trolla solo gli articoli.
Mirella Gregori figlia di Pablo Escobar, coinvolta in un traffico di sostanze stupefacenti con il Sudamerica. Fantastico! Ottimo scoop. Cambia collaboratori.
Barbato, è l’ultima volta che ti parlo sul serio. Rispondi a queste domande – Hai visto una foto con Natalina Orlandi all’età in cui riceveva “attenzione” dallo zio? – Quali erano i legami di sangue tra lo zio e Natalina? – Confronta Natalina con Emanuela, è una differenza. Capisci? Spero che tu non mescoli il succo d’uva con il vino rosso. Oppure lo fai? Un tuono non colpisce mai due volte nello stesso punto, in questa specifica situazione.
Un lupo perde il pelo ma no il vizio.
Stai facendo confusione. È una differenza tra fare “proposte” a una giovane donna a un assassino, uno stupratore e un assassino. Non ho niente contro di te, tranne il fatto che commenti i buoni articoli di Rossella. Ma non capisci concetti diversi. Ascolta, ci sono personaggi diversi con reazioni diverse con motivazioni diverse. Non è il momento giusto per spiegarti qui, e sinceramente non mi interessa spiegartelo. SE zio Mario ha fatto delle “proposte” a Natalina, e lei ha rifiutato, ehhhh succede in molti casi. Era bellissima. Ma Emanuela era bambina, c’è una differenza enorme. Pensa come un uomo normale.
E’ colpa di pennivendoli come Rossella Pera se certe verità non verranno mai più a galla. Perché a forza di mescolare nel torbido avete creato racconti utili solo per intrattenere una schiera di lettori ebeti che se con il dito gli mostri la Luna, loro, invece di guadare la Luna, guardano il dito. Secondo me, dovreste andare a raccogliere tutti quanti patate nei campi, perché le vostre sono braccia sottratte all’agricoltura.
https://freeskipper.altervista.org/si-sapra-mai-la-verita-su-emanuela-orlandi/
E’ una questione personale. E stai andando in acque profonde sferrando attacchi personali. Ascoltate e ascoltate bene, perché da persone come Rossella Pera che sono più coraggiose e intelligenti di voi, le brave persone sono attratte dal dare aiuto. Persone come Rosella ispirano e danno coraggio agli altri. Ora andate a riflettere sulla domanda, se lo zio Mario è innocente, se non c’è coinvolto nessun parente, nemmeno un amico, chi è il colpevole?
Mi dispiace dire che non hai potuto rispondere a nessuna delle 3 domande. Mi fai pensare che stai mescolando il succo d’uva con il vino rosso. Oppure non guardi molto le donne. Sei così aggressivo nei confronti di Rossella, ti fa sentire piccolo e cattivo?
Come sempre, Rossella porta sul tavolo capitoli di romanzi che esistono solo nella sua testa. Io ormai seguo solo gli articoli di Nicotri, l’unico che dice cose concrete. Perfino ex fan della fruttivendola hanno mollato lei per seguire Nicotri. Ecco un esempio niente male.
https://fai.informazione.it/FAB1E58F-11FF-4CCC-9F04-48E6AAAAFAAA/Emanuela-Orlandi-Tanto-uguale-e-tanto-dissimile-pare-quando-all-altrui-compara
Ma certo, Nicotri ha pure risolto il caso Orlandi! Ah no, non lo ha risolto.
Cambia solo versione ad ogni libro, che per fortuna non leggo, mi basta ascoltare le sue perle durante le interviste.
Attendiamo con ansia le prossime verità rivelate, a breve ve le dá direttamente la Madonna in persona.
Il caso Orlandi e Gregori sono due casi che non verranno più risolti proprio grazie alla strampalate piste di pennivendoli come la Pera. Pino Nicotri non ha scoperto nulla? Non credo. Penso che abbia scoperto più di quello che vuol far credere. Solo che i media preferiscono dar credito ai complotti di Pietro Orlandi. Quindi, perché rovinargli lo spettacolo? Meglio ignorare tutti.
“Meglio ignorare tutti”.
Senza tralasciare di continuare a pubblicare libri sulla vicenda però, ci mancherebbe.
Perché non fare soldi su un caso di cronaca di decenni fa dopotutto? Sul mostro di Firenze campano da 50 anni centinaia di “esperti”, figuriamoci. E lì ci sono stati persino dei colpevoli passati in giudicato, per dire.
Intanto Pietro Orlandi non scrive libri sulla sorella, e nemmeno la Pera sui casi che segue, mi domando come mai…
Sa qual è la cosa comica di tutto questo suo aggredire e offendere la dottoressa Pera? Che lei e Nicotri hanno un ottimo rapporto, Nicotri la stima, tanto che lui stesso ha messo Morassut in contatto con la dottoressa e, sempre Nicotri, ritiene sia il caso che venga ascoltata. Se non mi crede può andare a domandarglielo.
Nicotri diventa quindi ora un cretino?
Non ho detto che le fruttivendola non debba essere ascoltata dalla commissione parlamentare. Ritengono semplicemente anormale che una maestra di liceo che non era nemmeno nata quando Emanuela e Mirella scomparvero, mentre io c’ero e conosco benissimo la confusione mediatica che si scatenò, tanto da mandare in tilt perfino il Vaticano, abbia la presunzione di poter scoprire cose su cui si è raccapezzata una generazione di magistrati e investigatori senza che scoprissero nulla. Se Nicotri l’ha consigliata ai commissari è solo per spiegare il contesto storico in cui si svolsero i fatti, non certo per raccontare alla Bicamerale storie fantasy che complicherebbero ancora di più le acque, per giunta dando importanza a un personaggio con certificati problemi mentali come Accetti. L’importante è le sue paturnie mentali restino fuori dalle inchieste della Procura di Roma, perché quello è il luogo deputato alle indagini, non una commissione che come tutte le commissioni che l’hanno preceduta, da Moro a Falcone e Borsellino, non ha mai scoperto una cippa. Se poi come ho saputo, la commissione ha intenzione di inventarsi una verità di comodo per accontentare tutti e non fare l’ennesima figura di merd*, allora meglio che vada a occuparsi delle due guerre che sono alle nostre porte.
Ah adesso pure in contatto telepatico con Nicotri il Barbato, che abbiamo scoperto avere almeno 70 anni ed essere affetto da rincoglionimento misto a sindrome di Tourette.
Già che c’eri all’epoca potevi dirglielo subito agli inquirenti che avevi la soluzione del caso no?
A proposito, maestra di liceo è una figura professionale della tua era, l’età del bronzo? Sai, il materiale di cui è fatta la tua faccia…
Non fare troppa concorrenza ad Accetti che finisci per vincere tu la gara 🤣🤣🤣
I personaggi che hanno avuto un ruolo nella scomparsa di Emanuela Orlandi sono stati Giulio Gangi, Mario Meneguzzi e un pezzo grosso della Camera dei deputati. Emanuela morì in un prestigioso appartamento in vicolo Valdini, a due passi da Montecitorio, dove si tenevano dei festini tra papaveri del parlamento e del senato. Gangi fungeva da reclutatore di ragazze mentre il Meneguzzi fu usato come depistatore perché era ricattabile, prima che subentrasse Gennaro Egidio, pagato dagli stessi papaveri politici, affinché tenesse gli inquirenti lontano da ambienti. Voi tenetevi pure le vostre fisime mentali e tante belle cose. Bye bye.
Ho la stessa età che avrebbe oggi Emanuela Orlandi, sono un suo coetaneo, mentre Rossella Pera non stava manco nei pensieri dei suoi genitori quando questa scomparve. Conosco benissimo tutta la storia, dalla scomparsa a oggi. Maestra di liceo, docente liceale, insegnate liceale non cambia niente. Sempre di liceo si parla. E come allora bisognava essere laureati per fare i docenti liceali, così oggi bisogna essere laureati per fare i docenti liceali. Come ieri si insegnavano il classico o lo scientifico nei licei, così oggi si insegna il classico o lo scientifico nei licei. Non è cambiato nulla. Quindi, l’età del bronzo esiste solo nella sua testa. Come ho detto precedentemente, potete credere a tutte le cazzate che si leggono in giro dal 1983, comprese quelle dei novelli investigatori di oggi. Il rincoglionimento semmai ce l’ha lei che legge storie romanzate che offrono un minimo di visibilità a una fruttivendola che fino a ieri molti ignoravano perfino che esistesse e che adesso sul suo profilo Facebook si vanta perfino di essere “personaggio pubblico”. Un personaggio pubblico che scrive su un giornaletto da periferia. Ma fatemi un favore: fatevi una vita.
Senti Barbato o come ti chiami, com’è che adesso te ne esci con questa roba di Via Valdini? E tutta questa tua sicumera a cosa la dobbiamo?
Ma soprattutto, hai raccontato questa storia agli inquirenti o sono solo tue illazioni che in quanto tali dovrebbero essere precedute da un rigoroso “secondo me” o “a mio avviso” o ancora “per come la vedo io”, altrimenti sono passibili di denuncia da parte dei nominati o i loro eredi?
E poi visto che ci sei fai il nome del “pezzo grosso della Camera”, o di costui o chi per lui hai timore a distanza di 41 anni?
O magari il nome è la sorpresa sul nuovo eccitante libro di Nicotri?
Passi troppo tempo su Facebook, esci e riossigena i neuroni fidati.
Ah, e portate le PROVE di quanto affermate signori, sai quella cosa che non si scrive su un libro per vendere ma si fornisce gratis ai magistrati.
Perché continui a offenderti invece di rispondere alle mie domande? ti ho fatto 3 domande? perché corri? vigliacco
Interessante invece su fai.informazione.it lo scambio nella sezione commenti tra Emilia Fantagami- autrice di un articolo giorni fa in cui spiega le motivazioni per cui credere alla pista familiare per il caso Orlandi sia abbastanza ridicolo e molto infondato- e “magazine”, ovvero Barbato o lo stesso Nicotri? Lei lo chiama giornalista…
Naturalmente Barbato di quell’articolo non mette il link, sperando che nessuno lo legga, e in effetti il sito stesso è un pullulare di pubblicità e gli articoli sono sepolti tra annunci di ogni genere.
Ma io l’ho letto e do ragione alla Fantagami. Se non emergono prove inconfutabili è tutta solo aria fritta e molto stantia, mentre le prove del coinvolgimento Vaticano sono tutte davanti agli inquirenti ma si sa, er cupolone e chi ci sta dentro sono intoccabili da secoli…comandano loro, vedete un po’ voi se qualcuno può dirgli o fargli qualcosa, basta seguire le gesta del finto Papa Bergoglio per capire il livello toccato da chi dirige San Pietro.
Livello iniziato dopo il Concilio Vaticano II.
Beh! Può essere. Se Mario Barbato ha detto la verità sulla sorte di Emanuela Orlandi, questo spiegherebbe tante cose. L’intervento dei servizi segreti, l’attivismo di Gangi e di Meneguzzi, la sagra dei depistaggi, i silenzi del Vaticano…Può anche essere.
Il caso Montesi ha insegnato: mai far ritrovare in cadavere.
Massì con Barbato e il suo mentore siamo nel regno del può essere, del vero provato e certificato mai.
Ahò, e se l’avessero presa gli alieni?
In effetti mancano solo loro.
Io chiederei a Fox Mulder e Dana Scully fossi in voi.
La frase di Barbato sul caso Montesi mi ricorda la questione resurrezione di Cristo: il migliore e più geniale éscamotage della storia e degli autori biblici per non dover far cercare tombe e lapidi a fanatici religiosi d’ogni dove.
Chi non esiste non muore, e quando muore risorge così si evitano inutili spese di manutenzione cimiteriale e scavi scomodi 🤣🤣🤣
Allora lei non capito una mazza. Glielo spiego più chiaramente. Una fonte introdotta nella Bicamerale mi ha riferito che la commissione parlamentare, in gran segreto, si è già messa d’accordo su quale pista seguire: la “pista estera”. Così da accontentare tutti: Lo Stato che si vanterebbe di aver trovato la soluzione; il Vaticano che verrebbe scagionato da ogni accusa; la magistratura che potrebbe finalmente chiudere questo caso definitivamente; la famiglia Orlandi che saprebbe (falsamente) la verità su Emanuela; la famiglia Meneguzzi che vedrebbe allontanato ogni sospetto dal loro congiunto Mario; i media che avrebbe tutte le notizie da dare e l’opinione pubblica che avrebbe un nemico esterno da criminalizzare, possibilmente sponda Russia. Davanti a questa ennesima messinscena, andare dietro alle paturnie mentali della fruttivendola vuol dire perdere solo tempo. Io quello che so su Emanuela Orlandi me lo tengo per me e con me verrà. Voi, nel frattempo, andate a lavorare e rendetevi utili alla società. PASSO E CHIUDO.
Che piattola sei Barbato, mamma mia!
Ma chi se ne infischia della commissione parlamentare, è una pagliacciata come tutte le altre che serve sempre solo a coprire i veri mandanti e i veri colpevoli di tutte le schifezze accadute in Italia da Mattei a oggi.
Ma voglio dire, lo stato italiano non racconta ancora la verità su Mattei, Moro e tutte le varie stragi di stazioni, treni e aerei e tu pensi al caso Orlandi?
Ma fammi il piacere.
Persino i vaccini fatti nel 2021 per una finta pandemia sono segreto militare e di stato e ancora stai a perdere tempo con commissioni parlamentari?
Ricambio il consiglio, tu e i tuoi contatti dentro ai “palazzi”
rendetevi davvero utili per una volta, andate a piantare alberi che con tutti questi incendi dolosi ce n’è bisogno.
Barbato ha vuotato il sacco. Paperhand, ecco cosa è. Grazie per il gioco.
Lei è di una maleducazione rara, nei confronti di una donna che, nonostante le sue continue offese, è sempre stata educata e rispettosa. dandole una sonora lezione di vita. A voi cattolici insegnano questo genere di comportamento e linguaggio? Avrò letto il Vangelo sbagliato. Le propongo un confronto on line video con la dr. Pera, così la vedremo in tutta la sua infinita sapienza. Immagino sarà una passeggiata per lei. Accetta?
Lei è male informato! Ho letto tutte le gravi offese che la fruttivendola ha elargito nei confronti di Patrizia De Benedetti, a tal punto da essere stata querelata dalla stessa De Benedetti. Quindi, mi faccia un cortesia, non mi venga a parlare di donna educata e rispettosa. Di conseguenza, non accetto confronti con una scostumata che proferisce parole ingiuriose contro chiunque non la pensa come lei. E con questo ho chiuso. Aggiunto una chiosa importante: fatevi una vita anziché fare i tuttologi dei miei stivali.
Mi fai rispondere in modo serio. Facciamo partire il gioco. – consideri Accetti un pazzo. È un pezzo importante della storia, molto più importante di quanto pensi. – Rossella ha un istinto molto migliore di TUTTI i precedenti investigatori. Spero che non cambierà mai. – Stai dicendo grandi cose su Nicotri, qualunque cosa dica è un vero disastro. – Tutto quello che hai detto su Gangi e Meneguzzi è utopico. È uno scenario di fantascienza. E non ti spiegherò perché non è vero perché semplicemente non meriti di saperne di più.
Pure innamorato perso della De Benedetti?
Divertente come spari a zero su Accetti ma veneri la DB, che Accetti lo conosce da oltre 40 anni…
Non sono le scomparse e i delitti qua la vera tragedia ormai, ma tutto ciò che ad essi gira intorno totalmente indisturbato da decenni.
Buongiorno, io non sono stata assolutamente querelata da nessuno, io non ho offeso ma riportato la documentazione che dimostra come la signora menta. L’unica ad essere stata querelata è proprio la signora PDB. Come sempre il male informato è lei. Io accetto volentier il confronto e attendo le sue scusanti per sottrasi allo stesso, come sono certa farà.
Buon tutto
Ma va a cagare, tu e il confronto. Ho capito che sono finito in un covo di complottisti che credono perfino che la pandemia stia stata una finzione. Andatelo a a dire e tutti quei poveracci che hanno perso un familiare a causa del Covid. Pagliacci!
Hai problemi di rabbia. calmati, soffri di impotenza? Se offendi ancora Rossella, ti offenderò ancora più gravemente. Lasciala stare, idiota
Intanto sulla farsa pandemica ho scritto io Barbato, quindi rivolgiti a me se hai le palle per un confronto, così ti asfalto una volta per tutte.
Cambiare discorso non ti serve, anzi fai solo figure di tolla sempre più grandi.
Sei solo un poveraccio!
Vuole il confronto? Vediamo se è preparata sul caso Orlandi? La telefonata del 22 giugno delle ore 21 giunta alla segreteria di stato vaticano e nella quale si diceva che Emanuela era stata rapita, secondo lei è vera o falsa?
Sei un troll, non perderà tempo con te
Si, fruttivendola, non è che posso aspettare i comodi tuoi per avere una risposta. Fai una cosa: occupati dei fantasmi dietro la Orlandi e la Gregori così farai felici i tuttologi che ti seguono e che ti sbavano dietro. Stammi bene!
Insomma l’ennesima figura di M del Barbato.
Complimenti a te e a chi ti manda!
Signor Barbato, buonasera, sono Alessandro Inzillo, glielo dico giusto per evitare fraintendimenti, non mi piace nascondermi dietro un fake per nascondere la mia identità. Ha scritto qualcosa che mi obbliga a intervenire, lei dice, “Io quello che so sulla Orlandi me lo tengo con me e con me verrà”. Immagino che intenda che si porterà il segreto nella tomba. Ora, visto che io ho deciso di darle il beneficio del dubbio e di prendere almeno in considerazione la possibilità che lei conosca come sono andate le cose, le chiedo. Non le sembra omertoso questo suo atteggiamento? Portarsi nella tomba un segreto per cui una famiglia vive in un limbo di sofferenza da 41 anni? Ci dica chi è questo parlamentare, ci dica come hanno convinto Emanuela a prendere parte al festino, come è morta, come è stata occultata, visto che sa tante cose, si liberi la coscienza, agisca da buon cristiano e da cittadino responsabile
The Knight, quando parli abbi la compiacenza di ragionare con la testa e non con il testosterone, che fai la figura del morto di figa,
Sei una persona malata e perversa. Stai cercando di fare il prepotente e attaccare una donna. Non hai né testa né testosterone né onore, un completo bastardo. E quello che ti spaventa è la verità, una piccola creatura che attacca dietro una tastiera. Stai trollando e sudando evitando ogni opportunità di dire cose logiche. Sei bipolare, debole e frustrato. E questo è il trattamento che riceverai e queste sono le parole che ti descrivono.
Non solo ruffiano e cospiratore, ma pure psicoanalista che elargisce diagnosi a distanza. Un fenomeno!
Veramente quello che sembra non poter vivere senza di me è lei
La sua impressione è sbagliata: non riesco a sopportare i tuttologi come lei. Il discorso, se ha notato, è completamente diverso. A differenza del suo mastino napoletano come The Knight, che le sbava dietro e che le darebbe ragione anche se lei dovesse avere torto marcio, io attacco chiunque si dimostri presuntuoso e protervo, senza distinzioni di età, sesso ed estrazione sociale. E se dovesse essere convocata per sbaglio dalla commissione dei perditempo parlamentare, dica loro che sulla Orlandi stanno facendo tutte le domande possibili, tranne quelle che dovrebbero fare veramente. A meno che non vogliano far passare la tesi di Martella sulla congiura planetaria che non sta né in cielo né in terra, con tanto di libro sponsorizzato (guarda caso). Se passa questa tesi, cadono pure i suoi romanzi neri sui bunga bunga vaticani, sui reclutatori dei film porno e sui rapimenti di quei quattro morti di fame della banda della Magliana. Che figura ci farebbe, dopo? La figura della capra. Ossequi.
Bipolare, come stai? Sei tornato per un altro giro? Non ne hai avuto abbastanza? Raccontaci, oggi ti attieni alla pista dello zio colpevole o l’hai cambiata? Tutto è possibile con te, incluso il fatto che ti piace annusare le persone che hanno il testosterone. Tu, strano ometto…
MM è colpevole al cento percento. Se non fosse colpevole, non si sarebbe messo tra la famiglia Orlandi e l’ambiente esterno svolgendo più il ruolo di depistatore che quello di investigatore. Non avrebbe parlato subito di rapimento in stile Sabrina Misseri e avrebbe lasciato che della scomparsa di Emanuela Orlandi se ne occupassero polizia e carabinieri. Come fanno tutte le famiglie che vedono un familiare sparire. E, soprattutto, non avrebbe pressato la procura per sapere cosa stessero scoprendo gli inquirenti, ficcando il naso nelle indagini per tutelare se stesso. Si dice che la verità su Emanuela Orlandi sta in cielo. Io invece dico che la verità è sepolta a Torano, dove Ercole Orlandi riuscì a trovare il cognato solo a mezzanotte, cinque ore dopo la sparizione della figlia vista a colloquio con un uomo somigliante allo zietto, molestatore di nipoti e ricattatore sessuale delle dipendenti di Montecitorio o aspiranti tali. Per me il caso Orlandi è chiuso. Lascio a voi fantasticare su piste da Thriller. Un saluto alla capra.
Ma se Rossella ti querela la richiesta danni arriva a te o a qualche cardinale der Cupolone? 🤣🤣🤣
Per lui signori il caso Orlandi è chiuso, sbaracchiamo perché manca solo il 118 che venga a prenderselo 😂😂😂
E tenetevelo per carità!!!
Ma il Vaticano si è ridotto veramente a mandare un poveraccio di tale livello per tentare malamente di intimorire Rossella e farla desistere da ciò che sa fare parecchio bene?
Vabeh che con Bergoglio hanno toccato il fondo del barile ma caspita stanno con l’acqua ben oltre la gola ormai…
Che pena fate.
Taci e pensa ai tuoi complottismi pandemici.
L’annusatore ha cambiato la sua teoria più di una volta. direi che è:
– Mandato qui per ingannare
– Stupido come una roccia
– Un omino molto fiero di possedere un vecchio Rolex. Allora Barbato, che non è il tuo vero nome, scegli e rispondi dall’alto. Sei libero di fare anche combinazioni.
Hehehe.
Salutaci il gesuita finto Papa!! 🤣🤣🤣
eeeeee Macarena!
https://www.youtube.com/watch?v=LPYw3jXjd74
Ciao, fruttivendola, ti saluto con questo video. Ti si addice.
https://www.youtube.com/watch?v=TiVNgBq8Sl0
“Mario Barbato on 4 Maggio 2024 11:36
State perdendo il vostro tempo! L’assassino di Emanuela Orlandi è stato un conoscente della ragazza che dopo il delitto ha fatto perdere le sue tracce. Non è stato né Meneguzzi, né Accetti, né chicchessia. Un assassino non si espone a livello mediatico, non va in televisione e non si fa intervistare dai giornali rischiando di essere riconosciuto da qualcuno. ”
Guarda il tuo commento che hai scritto a maggio. Non sei una persona bipolare? Adesso dici che è Meneguzzi. Vedi che chiacchierone sei? Lascia questa sezione commenti e non tornare mai più, perché ti mordo di nuovo.
Tu devi essere proprio incapace di usare la logica dinamica. Un sospetto di tre mesi fa può benissimo essere messo da parte per seguire ipotesi dettate da indagini più approfondite. Io almeno ho fatto passare tre mesi prima di aggiornare l’idea, ma qui c’è gente che ha fatto passare anni prima di transitare dalla pista terroristica a quella dei video porno (che sembrano tanto piacere alla fruttivendola), passando per il rapimento malavitoso e i bunga bunga in Vaticano. Adesso mi avete davvero stancato e noto che se non fosse per me questo articolo avrebbe collezionato sì e no quattro commenti.
Barbato, il tuo modo di pensare dimostra esattamente che tipo di persona sei. In agguato nell’ombra, come una piccola creatura spaventata. Pensi che difendere una donna sia sbagliato. Sei l’avatar della mentalità che lascia Emanuela Orlandi e Mirella Gregori indifese di fronte a chi condivide il tuo modo di pensare. Servi dell’oscurità che fingono di servire la luce. Questa mentalità è sbagliata, non la tua esistenza, la tua esistenza non ha nemmeno importanza. Vedi perché ti mordo ogni volta che esci dalla tua caverna? E continuerò a farlo, fino alla prossima volta, danzerai per noi sui ritmi della Macarena.
Così parlò il pirletto tutto ormoni.
Un applauso scrosciante per Barbato!!! Hai vinto il “premio scimmia d’oro”! L’omino che ha davvero preso un bunga bunga nella sezione commenti. Promettimi che non scriverai mai più qui. Ho capito che sei un bipolare che, in soli tre mesi, ha cambiato opinione e quell’opinione non ha fondamento. Vai nella tua caverna, piccolo troll
Questo Mario Barbato vi sta dando però del filo da torcere.
Con questa gente mi diverto. Sono così stucchevoli nelle loro esibizioni.
sei tornato di nuovo. ti stai umiliando. dimmi, ti piacciono ancora i vecchi stivali di pelle?
Ti risponderò quando imparerai a mettere le lettere maiuscole dopo i punti di chiusura delle frasi. Questo denota fretta e soprattutto tanta rabbia. Pigliati duecento gocce di Valium e vedrai che ti sentirai più calmo.
Signor Barbato, buonasera, sono Alessandro Inzillo, glielo dico giusto per evitare fraintendimenti, non mi piace nascondermi dietro un fake per nascondere la mia identità. Ha scritto qualcosa che mi obbliga a intervenire, lei dice, “Io quello che so sulla Orlandi me lo tengo con me e con me verrà”. Immagino che intenda che si porterà il segreto nella tomba. Ora, visto che io ho deciso di darle il beneficio del dubbio e di prendere almeno in considerazione la possibilità che lei conosca come sono andate le cose, le chiedo. Non le sembra omertoso questo suo atteggiamento? Portarsi nella tomba un segreto per cui una famiglia vive in un limbo di sofferenza da 41 anni? Ci dica chi è questo parlamentare, ci dica come hanno convinto Emanuela a prendere parte al festino, come è morta, come è stata occultata, visto che sa tante cose, si liberi la coscienza, agisca da buon cristiano e da cittadino responsabile
Ma filo da torcere a chi?
Ma fammi il piacere.
Rossella non se lo fila di pezza, lo perculiamo tutti e dice solo cagate un tanto al chilo, cagate che cambiano più spesso di quanto costui si cambi i calzini, d’altronde non ha un solo neurone suo, quei 4 che ha li divide equamente con Nicotri e il gruppo su Facebook 🤣🤣🤣🤣
Viene qui perché ce lo manda il Vaticano e perché si sente molto solo, ha bisogno di sfogarsi come tanti ometti dell’era dei social.