Di Alessandro Palumbo
Milan l’è un gran Milan, si dice da tempo e Milano davvero è stata ed è da tempo un punto di riferimento, l’unica grande città europea in terra italiana. Industria, finanza, comunicazione, nuove tendenze, università, ricerca, movimenti civici, incubatore di nuovi progetti politici.
La narrazione vede la Milano ricca, con locali pieni di giovani, ristoranti esotici sempre pieni, turisti che riempiono le vie dello shopping.
Ma cosa succede se lo sguardo si fa più attento e si alza il tappeto?
Ci sono argomenti di cui poco si parla, ma che oscurano il luccichio milanese.
Nel silenzio della amministrazione a Milano si sta consumando la più importante gentrificazione, con interventi edilizi che espellono non solo le classi popolari, ma anche la classe media, il mercato immobiliare è diventato proibitivo, i prezzi tagliano fuori larghissime fasce di popolazione, il rialzo dei tassi ha reso difficile anche l’accesso ai mutui, gli affitti sono esorbitanti.
lo stipendio medio in Milano è il più alto in Italia, poco più di 2000 euro mensili, malgrado ciò l’accesso alle abitazioni è proibitivo, secondo abitare.co comprare 70mq a Milano costa in media 385.000 euro (a Torino 175.000), secondo abitare.it l’affitto medio per 70mq è di 1500 euro mensili, per non parlare del problema degli affitti per gli studenti fuori sede.
Inoltre gli interventi edilizi hanno scatenato una polemica fortissima tra amministrazione comunale e Procura della repubblica con decine di avvisi di garanzia.
Il patrimonio edilizio pubblico è in preda al degrado, mentre di nuove abitazioni di edilizia popolare non se ne vedono.
Le spinte speculative hanno coinvolto anche la Scala del calcio, lo stadio Meazza, intorno al cui destino si discute da tempo, con interessi che nulla hanno a che vedere con lo sport.
L’infiltrazione della criminalità organizzata è un problema serissimo, le inchieste ci dicono di una presenza capillare, i locali della movida sono spesso sequestrati.
Secondo il Procuratore di Napoli, Gratteri, tutti i locali vip del centro di Milano sono in mano alla ndrangheta, mentre il Tribunale del Riesame milanese scrive che è ampiamente dimostrato un patto tra mafia, camorra e ndrangheta sul territorio.
Ciliegina sulla torta si è scoperchiato il caso della gestione criminale delle curve di Inter e Milan, società (non coinvolte) che muovono interessi milionari e migliaia di persone.
Inchieste che hanno sfiorato anche “campioni” delle notti milanesi insigniti di ambrogino d’oro.
Ma non basta: ogni sabato centinaia di persone (gruppi islamici, centri sociali) sequestrano la città con manifestazioni piene di odio e di antesemitismo, senza che nessuno intervenga.
Per finire il tema sicurezza che vede una città impaurita dalla microcriminalità, borseggi nella metropolitana, scippi, risse, rapine. una situazione che viene continuamente minimizzata, ma che sta portando i cittadini ad una crisi di nervi.
Questa Milano è la Milano nascosta che sembra invisibile alle autorità, sommersa dalle luci abbaglianti dei nuovi grandi grattacieli, tra periferie degradate, zone d’elite con vigilanza privata e slogan pieni di iperbole.
Le luci e le ombre si mischiano, la politica si muove tra silenzi e retorica, un velo leggero cala su un a città da dimenticare.
Tutti i giorni i suoi cittadini si mettono in strada, spesso da molto lontano perchè espulsi dalla città ricca, per lavorare, pazientemente (per ora) sopportano disagi e problemi, vanno al cinema, al teatro quando possono, rifuggono dalla politica, che sentono estranea, a volte si chiudono in casa, a volte scendono per le strade di notte per portare aiuto ai barboni abitanti silenziosi di questa metropoli. Ogni giorno fanno il miracolo di costituire il tessuto sociale che tiene in piedi una città che meriterebbe amministratori più attenti e più consapevoli.
Grazie a questi cittadini e solo a loro che ancora si può dire che Milan l’è un gran Milan.
Alessandro Palumbo
“Di una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà ad una tua domanda”
Italo Calvino

