María Corina Machado, leader dell’opposizione democratica venezuelana, ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace 2025. Il Comitato Norvegese ha motivato la scelta con parole forti e simboliche: «Per il suo instancabile impegno nella promozione dei diritti democratici per il popolo del Venezuela e per la sua lotta per una transizione giusta e pacifica dalla dittatura alla democrazia».
Un riconoscimento che va ben oltre i confini dell’America Latina: è un messaggio al mondo intero sulla forza della resistenza civile, sulla coerenza politica e sulla dignità di chi difende i diritti umani senza protezioni o clamori.
La designazione di María Corina Machado al Nobel per la Pace 2025 è molto più di un premio: è un segnale culturale, politico e morale. Un messaggio di speranza per chi combatte ogni giorno in condizioni difficili.
È una lezione, silenziosa ma potente, per chi pretende riconoscimenti solo perché visibile, ricco o potente.
In un mondo che troppo spesso confonde visibilità e merito, il Nobel a Machado ricorda che il valore vero è nella lotta coerente, pacifica e solitaria per la libertà e la giustizia.
In questo contesto, la figura di Machado brilla per contrasto: una Donna, in un Paese in crisi, senza potere reale, che continua a resistere senza mai rinnegare i propri ideali. La scelta di premiare Machado è anche un messaggio alle democrazie occidentali: la vera leadership si costruisce nel sacrificio, nel rischio personale, nella coerenza, e non nell’autoproclamazione.
In tempi in cui anche in Europa si registrano derive autoritarie, tagli ai diritti e un crescente disinteresse per la partecipazione democratica, il Nobel a Machado rappresenta una chiamata alla responsabilità civile. Una voce latinoamericana che ricorda quanto i valori della democrazia vadano difesi ogni giorno, ovunque.
Il riconoscimento alla leader dell’opposizione venezuelana premia la lotta civile e silenziosa contro l’autoritarismo, mentre delude Donald Trump, da tempo in attesa del Nobel per la Pace.
In parallelo alla designazione di Machado, ha fatto notizia, infatti, il mancato riconoscimento a Donald Trump, che da anni aspira a ricevere il Nobel per la Pace.
Il Presidente USA aveva pubblicamente più volte rivendicato i suoi presunti meriti in campo internazionale, dichiarando:
«Prenderà il Nobel qualcuno che non ha fatto nulla. Lo daranno a un tipo che ha scritto un libro sulla ‘mente di Donald Trump’. Sarà un grande insulto al nostro Paese. Non lo voglio per me, ma per l’America».
In un’altra occasione aveva detto:
«Molti dicono che lo merito. Ma qualsiasi cosa faccia, non me lo daranno. Sarebbe un grande onore, certo, ma so che troveranno una scusa per negarmelo».
Queste frasi mostrano chiaramente l’amarezza del Presidente Trump per un riconoscimento mai arrivato, e probabilmente mai voluto dal Comitato, notoriamente indipendente e poco incline alle pressioni mediatiche.
Il premio a Machado premia il coraggio di una Donna perseguitata politicamente, estromessa dalla possibilità di candidarsi, minacciata, e tuttavia rimasta il simbolo più credibile dell’opposizione democratica a Nicolás Maduro.
Leader di “Vente Venezuela”, Machado è stata vittima di un sistema repressivo che ha cercato di silenziarla in tutti i modi. Eppure, ha continuato la sua battaglia per libere elezioni, per la legalità costituzionale e per la fine delle persecuzioni.
Il Nobel non è solo un premio personale: è un atto politico e morale, che denuncia implicitamente l’autoritarismo ancora in atto in Venezuela.
Angioletta Massimino


3 commenti
Sarà stato un colpo al cuore per il M5S ed ex eventuali tipo Di Battista e compagnia cantante
Cara Angioletta, grazie sempre per il prezioso contributo alla conoscenza e per le alate parole in perenne ricerca della verità.
Di più, ecco le dichiarazioni di Avs, Bonelli e Fratoianni si dicono non convinti di questo Nobel.
Eh già, per loro è “una scelta che risponde più all’egemonia politica che la destra conservatrice e i suoi adepti nel mondo stanno cercando di rendere predominante”.
Sono parole loro eh. Forse avrebbero voluto darlo a Maduro.
Bah, come si fa a votare per questa gente?
Rendiamoci conto