Premessa
Tra tutti i mitomani a me noti, Marco Accetti è indubbiamente il più camaleontico, in grado di uscire ed entrare nelle questioni di suo interesse, con l’abilità di un grande illusionista. Ma il Pifferaio tragico non è un grande illusionista, il Pifferaio tragico è un grande criminale. Un criminale di lunga data e ampia esperienza, come dimostra la sua fedina penale da urlo, inaugurata quando era ancora minorenne, e dove mancano all’appello molti dei suoi impuniti reati.
L’Accetti, ormai finalmente riconosciuto come il principale telefonista nell’affare Orlandi, l’interprete di Mario e dell’Americano che si rapportò anche con la Segreteria di Stato vaticana e il cardinale A. Casaroli, è dunque personaggio a conoscenza dei fatti, quantomeno quelli imminenti le scomparse, ma anche l’individuo che su spinta terza o per propria iniziativa – ciò non è ancora elemento chiarito- ha per mesi depistato e tenuto banco a livello nazionale, affaccendando giornali e giornalisti, legali, prelati, politici, servizi e le forze dell’ordine tutte, creando un danno irreversibile e un allontanamento irresanabile tra la verità dei fatti e la fanta-spy story che tutt’oggi continua ad affascinare taluni.
in un paese normale l’Accetti sarebbe in una stanza con una brandina e la porta a sbarre. In Italia, quando ha voglia, organizza eventi per teenagers nel suo locale nel quartiere africano, e paga un legale, caso unico al mondo, che sta svolgendo personali indagini al fine di dimostrare la colpevolezza del proprio assistito. Un avvocato d’esperienza costretto a barcamenarsi tra evidenze negate e palesi sparate, che non hanno mai retto oltre la parentesi di iniziale sgomento che si determinò nel 2013, in seguito al ritrovamento del flauto e altri indizi oggi raccolti, numerati e documentati.
Insomma, piacerà o meno, ma l’Uomo del Piffero non è estraneo alla vicenda: non conosciamo la portata, il ruolo, i motivi e gli obiettivi, ma l’Accetti sa, ed oggi c’è una reo confessa che lo ribadisce. La domanda spontanea è quindi solo una: perchè, di grazia, mr. fedina penale da Golden Globe è a piede libero e, pur di non coinvolgerlo nel processo, negli anni si è arrivati addirittura a rimuovere magistrati senza degna motivazione?
L’ovvia risposta è che, ogni volta che è stato escusso, l’uomo non ha mai dato risposte pertinenti, anzi non ha proprio mai dato risposte ma ha sempre preteso di gestire lui la discussione. Possiamo dunque immaginarci i nervi di Amelio che lo interroga sul trafugamento della bara di Katty Skerl, unico suo capo d’imputazione, e si sente rispondere con il sequestro Orlandi-Gregori. E se fosse tutto una tattica, l’ennesimo depistaggio? Se, nonostante lui sostenga il contrario, l’apparire un mitomane sconnesso facesse parte del piano? Quel che di certo sappiamo è che il Pifferaio Tragico è stato profilato da specialisti, e non è pazzo. Logica vuole che, se non ci sei, ci fai.
Prìncipi e princìpi
Sequestro di persona, detenzione d’armi, oltraggio a pubblico ufficiale, tafferugli, scontri, omicidio. Questo per citarne solo alcuni. MFA fa parte di quel manipolo di piccoli principini a cui è sostanzialmente stato concesso tutto, e non solo dalla propria famiglia, ma dalla società in generale.
Questo è un argomento che ho già affrontato in più occasioni, in particolar modo qui e qui. Può sembrare incredibile agli occhi di noi comuni mortali, eppure non lo è. Si pensi al solo fatto che l’Accetti si sposta regolarmente in automobile, ma la patente la consegue (o compra) solo nel febbraio del 1983, all’età di 28 anni. Pochi mesi dopo, il 20 dicembre dello stesso anno, è coinvolto nella morte del giovane Josè Garramon, per cui si vedrà commutare una condanna per omicidio colposo e omissione di soccorso, grazie all’operato di un perfettamente selezionato Franco Ionta che, dai banchi dell’accusa riuscirà a agevolare la difesa al punto di cancellare l’iniziale accusa di omicidio volontario e sequestro di persona.
Le carte del processo Garramon sono più simili a un romanzo grottesco che a documenti giudiziari, e la conclusione del giudice che laconicamente si giustifica con l’unica scusante possibile: le indagini lacunose non g li hanno permesso di andare oltre ogni ragionevole dubbio.
Perché non si approfondisce la figura di Accetti e la natura delle sue attività, specialmente quelle reclutative? La risposta è spiccatamente mediocre, italica ma vera: perché “tiene famiglia” e perché l’ambiente delle sue attività è immerso in quello degli intoccabili. Non è un complotto, è una prassi che che se ne dica.
Gli ambienti in cui è immerso sono quelli delle alte cariche statali, della magistratura, dell’imprenditoria, del mondo dello spettacolo ma, soprattutto, dei servizi segreti, delle mafie, delle massonerie e degli alti livelli ecclesiastici, soprattutto vaticani. In questo ambiente l’Accetti è immerso perché è l’habitat naturale del padre, Aldo Accetti, un uomo che ha auto un ruolo ma, soprattutto potere. Molto potere e il primo elemento a riprova di ciò sta nel fatto che nessuno lo conosca o ne ricordi le fattezze.
Noti servizi e relazioni internazionali
Sulla carta il signor Aldo Accetti è stato un noto palazzinaro di Roma, uno di quelli che tiene il profilo basso, ma che ha potuto contare su tutto ciò che c’era e c’è di alto. Il suo nome non è mai apparso sulle pagine della stampa, difficilissimo trovarne fotografie. Il suo nome rimane tra quelli tutt’oggi oscurati nomi nella lista di Licio Gelli.
Accetti senior, nato in Libia nel 1926, è un monarchico, nazionalista e fascista convinto, legato al mondo massonico e all’esoterismo di ritualità egizia, come il suo caro amico principe Giovanni Alliata di Montereale grazie al quale è membro della, tesse loggia Compagnia del Mediterraneo e, probabilmente, altre di cui si ignora l’esistenza.
Nato e cresciuto in Libia tesse importanti relazioni anche con le gerarchie militari e con le elites locali, relazioni che mantiene e, sotto taluni aspetti intensifica, dopo il definitivo rientro in Italia determinato dalla presa di potere da parte di Gheddafi. Questi importanti contatti si costruiscono soprattutto durante il conflitto, quando Aldo Accetti si occupa del traffico mercantile civile tra Libia e Italia. Lo scambio di materiali, ma non solo, prosegue durante gli anni successivi, e vede nel porto di Ostia il centro operativo.
L’amicizia con la famiglia Scimone con la quale condivide le origini siciliane, il trasferimento in Libia per soggiorno obbligato e l’attività di costruttore, la vicinanza con il principe Alliata e il suo coinvolgimento nel Golpe Borghese e nella strage di portella della Ginestra ci suggeriscono come il padre del Pifferaio fosse elemento attivo in quelle formazioni aderenti ai servizi segreti, che trovano la loro ragione d’essere nelle criticità dell’Italia del dopoguerra: Gladio e, con maggior probabilità, il Noto Servizio.
Aldo Accetti proviene dunque in origine da un ambiente malavitoso, è membro di logge massoniche, orbita nell’ambito dell’estremismo di destra a base evoliano-occultista e fa affari con la malavita locale, in parte con quella internazionale. Ha potere economico e politico e questo gli ha consentito di intervenire e cambiare il corso di determinati eventi, soprattutto quelli provocati dalla scelleratezza del figlio Marco.
Celebi e gli Accetti

Questa fotografia all’apparenza è autentica. Così mi è stato risposto dai due tecnici a cui mi sono rivolta. Lascio tuttavia aperta ogni possibilità. La pellicola utilizzata, di cui si riconosce distintamente la parte inferiore, è diffusa per circa 15 anni, in commercio dal 1964 al 1982. Questo dato può agevolarci nella datazione dello scatto e collocarla tra il 1979 e il 1983. Verosimilmente ci troviamo nel 1980, dal momento che durante il processo per l’attentato subito da Giovanni Paolo II, è emerso che Musa Celebi, leader nell’Europa occidentale dei Lupi Grigi, vene in Italia solo una volta, nel 1980, per questioni di lavoro, e i si trattenne un solo giorno, del quale sono stati registrati pressochè tutti gli spostamenti.
Questo è un dato più che interessante perchè ci informa che l’allora capo del movimento ultranazionalista turco dei Lupi Grigi in Germania, dove l’uomo risiedeva, in quelle poche ore in territorio italiano, inserì una visita, probabilmente di breve durata, ad Aldo Accetti. Tenderei ad escludere che si sia trattato di un saluto tra vecchi amici del bar. Se un uomo della portata di Celebi, nel suo solo soggiorno italiano decide di doversi incontrare cn l’Accetti, un motivo ci sarà, e anche di una certa importanza.
Da parte sua, Accetti Jr., Marco, ha in più occasioni affermato di aver ospitato presso la sua abitazione Musar Celebi per alcuni giorni. Questa notizia cozza brutalmente con i fatti e gli elementi circostanziati in sede giudiziaria. Non è possibile dare una soluzione certa a questo enigma, posso però far notare che, nei possedimenti degli Accetti, troviamo un immobile composto da cinque ampi locali, sito in via Lago Tana, sempre affittato a tirchi e società turche, tra cui ricordo a titolo esemplificativo la Teknoset srl.
Musar Celebi e i Lupi Grigi
Dalla Cronaca dell’epoca
“Musar Celebi, noto leader del movimento ultranazionalista turco dei Lupi Grigi in Germania, è stato coinvolto in attività estremiste e violente che hanno attirato l’attenzione delle autorità internazionali. Celebi ha giocato un ruolo cruciale nel coordinare le operazioni e la propaganda del gruppo in Europa, mantenendo una forte influenza tra la diaspora turca. Celebi è stato arrestato a Francoforte e estradato in Italia in relazione all’attentato del 13 maggio 1981 contro Papa Giovanni Paolo II, perpetrato da Mehmet Ali Ağca. Durante il processo per l’attentato, è emerso che Celebi era stato in Italia nel 1980, dove aveva avuto incontri con figure di rilievo. Mehmet Ali Ağca, che ha sparato al Papa, ha indicato Celebi come complice durante gli interrogatori. Celebi è stato accusato di aver fornito supporto finanziario ad Ağca, incontrandolo a Palma di Maiorca e consegnandogli denaro per preparare l’attentato. Secondo quanto riportato da giornali italiani, Ağca, che sta scontando una condanna all’ergastolo in Italia, ha indicato Celebi come complice nel corso del suo interrogatorio“.
L’Unità, venerdì 14 febbraio 1983
Le indagini sui Lupi Grigi rivelano un quadro complesso delle loro operazioni, con Celebi che funge da punto focale per il coordinamento delle attività violente e della propaganda del gruppo. Numerosi rapporti di sicurezza e studi accademici documentano come i Lupi Grigi, sotto la guida di Celebi, abbiano mantenuto una forte influenza tra le comunità turche in Europa, nonostante il bando ufficiale in Germania nel 2020. Il gruppo continua a operare clandestinamente e online, mantenendo una presenza significativa e minacciosa.

“Celebi, ex presidente della “Federazione turca” di Francoforte, un’organizzazione creata per aiutare i turchi a integrarsi nella società della Germania occidentale, è il secondo turco arrestato nella Germania occidentale in relazione al complotto. Omar Ai, un altro turco arrestato ad Amburgo l’anno scorso con l’accusa di aver fornito ad Ağca una pistola e documenti falsi, è stato successivamente estradato in Turchia.”

“Il giudice Ilario Martella, incaricato delle indagini, ha interrogato Celebi e confrontato con Omer Bagci, un altro turco accusato di complicità nell’omicidio del Papa ed estradato in Italia dalla Svizzera in autunno. Celebi, di 30 anni, è sospettato di aver fornito denaro ad Ağca durante i preparativi per l’attentato. Gli atti processuali rivelano che Celebi avrebbe incontrato Ağca a Palma di Maiorca prima della sparatoria e gli avrebbe consegnato una somma di denaro non rivelata. Martella è volato nella Germania occidentale la scorsa settimana per interrogare un altro turco, Bekir Celenk, un uomo d’affari turco residente a Monaco e sospettato di aver sostenuto il complotto con 1,2 milioni di dollari, che è poi fuggito in Bulgaria.”
Durante il processo, il caso contro i complici turchi e bulgari è crollato quando Ağca, il testimone chiave, ha iniziato a fare dichiarazioni incoerenti, autoproclamandosi Gesù Cristo e predicendo la fine del mondo. A causa della mancanza di prove concrete, Celebi e gli altri imputati sono stati assolti nel 1986. Nonostante le accuse iniziali e il ruolo sospetto, Celebi non è stato condannato per l’attentato contro Papa Giovanni Paolo II.
La combinazione delle informazioni raccolte dagli atti processuali e dai rapporti investigativi offre una visione chiara del ruolo significativo di Celebi all’interno dei Lupi Grigi e delle sue attività in Italia e Germania, sottolineando la sua importanza nel contesto delle operazioni estremiste del gruppo. Celebi e i Lupi Grigi rimangono una presenza influente e pericolosa nella diaspora turca in Europa, con continue attività di propaganda e minacce.
Il gruppo è bandito in Germania dal 2020, ma continua a operare clandestinamente e online, mantenendo una forte influenza tra le comunità turche all’estero. Celebi oggi risiede al Parlamento Europeo, continuando a rappresentare una figura chiave nelle attività ultranazionaliste e mantenendo la sua influenza attraverso il network europeo dei Lupi Grigi.
Recentemente, il Parlamento Europeo ha raccomandato che i Lupi Grigi siano inseriti nella lista delle organizzazioni terroristiche dell’UE. Questa raccomandazione fa parte di un rapporto più ampio sulla situazione dei diritti umani in Turchia, criticando il deterioramento delle leggi e dei diritti umani sotto il governo attuale. La decisione del Parlamento Europeo riflette le preoccupazioni crescenti riguardo l’espansione e le attività del gruppo nei paesi europei, che minacciano la sicurezza e la stabilità della regione.
Le estreme destre evanescenti
Le letterature contemporanee, con il benestare di molta stampa, ci hanno convinto che non esistono organizzazioni internazionali di estrema destr, strettamente in contatto tra oro, dedite a una serie di crimini volti a generare l’adeguato profitto alla preparazione di ondate di propaganda, quando non colpi di stato. La negazione della pericolosità di qualsiasi movimento di origine “wasp” ha portato a definire lo stesso Breivick della strage di Utoya, un pazzo isolato. Peccato la rete di contatti europei.
Celebi e Aldo Accetti sono entrambi ingegneri, di buona disponibilità economica, membri di organizzazioni non riconosciute che interagiscono sotto traccia e caratterizzate da una spiccata natura nazionalista e iper settaria, che si propaga grazie a una cooperazione di forze che vedono la loro origine nei servizi segreti, e che si evolvono in altre realtà dal dubbio sentimento democratico.
C’è possibilità di relazione tra i Lupi Grigi e gli ambienti di estrema destra in cui si inserivano gli Accetti?
I movimenti di estrema destra italiani negli anni ’80, in particolare durante gli “Anni di piombo”, sono stati oggetto di ricerche approfondite, che hanno rivelato complesse transnazionali reti e scambi ideologici. Diversi studi suggeriscono che i gruppi neofascisti italiani avessero legami con altre organizzazioni estremiste, tra cui i Lupi Grigi turchi. I gruppi neofascisti in Italia, come i Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR), emersero da un contesto successivo alla seconda guerra mondiale che vide il declino del regime di Mussolini ma una continuazione delle ideologie fasciste.
I NAR e gruppi simili si caratterizzavano per la loro radicale opposizione all’establishment politico e per l’adozione di una strategia di tensione per destabilizzare lo Stato attraverso il terrorismo e la violenza. La strategia della tensione, che comprendeva bombardamenti e omicidi, mirava a creare caos e paura, portando potenzialmente a risposte autoritarie. Questo periodo vide significative attività neofasciste, con collegamenti a varie reti internazionali e influenze ideologiche da parte di figure come Julius Evola. In questo periodo furono attivi anche i Lupi Grigi, un’organizzazione ultranazionalista e paramilitare turca, noti per la loro posizione nazionalista di estrema destra e le attività violente.
I Lupi Grigi sono stati coinvolti in numerosi attacchi e hanno svolto un ruolo significativo nella violenza politica in Turchia. La ricerca indica che esistevano effettivamente collegamenti tra i gruppi neofascisti italiani e i Lupi Grigi. Queste connessioni sono state facilitate da obiettivi ideologici condivisi, interessi reciproci nel indebolire le strutture statali e alleanze pratiche in termini di risorse e formazione. Ad esempio, alcuni neofascisti italiani sarebbero stati in contatto con i Lupi Grigi, scambiandosi strategie e sostegno per le rispettive cause.
La collaborazione tra questi gruppi evidenzia la natura transnazionale delle reti estremiste. Sottolinea l’importanza di comprendere i più ampi paesaggi geopolitici e ideologici in cui operano questi gruppi. Lo scambio di tattiche e sostegno tra i neofascisti italiani e i Lupi Grigi esemplifica come tali alleanze possano rafforzare la loro capacità di condurre atti di terrorismo e sostenere campagne di violenza a lungo termine.
Conclusioni
Per anni si sono susseguiti tentativi volti a relegare l’Accetti a folle mitomane, completamente estraneo ai fatti. Più si scava, però, più questo individuo compare in luoghi, situazioni e in compagnia di elementi tutt’altro che di secondo piano.
La Commissione parlamentare non potrà evitare di approfondire la questione Accetti e dovrà farlo, logicamente ampliando l’indagine alla famiglia e alle sue attività che negli anni hanno aperto e chiuso i battenti con una repentinità che ci porta con la mente a un certo tipo di operazioni economiche e alle relazioni che questa a vissuto a livello tanto nazionale, quanto internazionale, accendendo il focus su alcuni paesi che tornano periodicamente in auge per poi essere ricoperti nuovamente di ombre e silenzi.


14 commenti
Se Marco Accetti è quello della foto con il Celib, mal si sposa con la descrizione del biondino che si è sempre fatta ! Fatemi capire, per piacere…
Peccato che sia un fotomontaggio. Fatto anche male! Sarebbe piu credibile con la foto originale . Che non esiste
Se me lo può dimostrare pubblicherò immediata smentita
Pubblichi l’altro mio messaggio ,visto che non lo vedo . Li vi ‘era la dimostrazione! Si faccia dare la foto originale dal suo amico. Sta facendo la fine di Peronaci affascinati dalle favolette di accetti emulatore di ZODIAC privo di capacita’ ma soprattutto poco intelligente e con seri problemi psichiatrici.Da quando frequentate quel signore dimostrate sempre meno consensi per i vostri falsi scoop. Evitatelo . Porta solo disgrazie . Piuttosto ,visto che e’ lei che pubblica, dimostri ai suoi lettori (pochi rimasti) che sia originale la foto.
PHOTOSHOP 20/03/2018
Avendo pubblicato la foto originale a suo dire, perche evidenziarla anche con risoluzione aumentata e ancor di piu’ nel dettaglio? Guardi che accetti e’ pratico di fotografia da sempre ma come in altre sue pratiche limitato nei particolri e nei dettagli . Puo riuscire anche lei se si impegna ad individuare i difetti , se poi vuole approfondire ci sono svariate app nel web tramite le quali trovera la data delle modifiche e l’app utilizzata
Come descritto in un mio messaggio precedente che pero’ non ha pubblicato
dalle analisi che ho fatto rifare escludono l’utilizzo di photoshop, dovrebbe inviare tutti i dati
Intanto la finissima investigatrice pdb sul solito gruppo la sta accusando di aver commissionato un fotomontaggio, solo che Accetti si sarebbe confuso e le avrebbe dato una foto del matrimonio del 2002 anzichè quello del 1982.
aggiungo: ma forse c’è anche una strategia dietro, perché (trascrivo dal solito gruppo dei fan della vedova del boss) “speravo in una Contro-querela perché si può richiedere un risarcimento maggiore, ma suppongo che forse la Pera non lo farà, sa che rischierebbe troppo… gliela farò io…”
Patrizia, ti dò del tu se me lo permetti, sono Inzillo come mi chiami tu, (non te l’hanno detto che è maleducazione chiamare le persone col solo cognome? È come prendersi confidenza e mettere le distanze allo stesso tempo), ti fornisco anche il nickname che uso qua dentro, per evitare che in futuro ti venissi di nuovo la voglia di attribuirmi frasi e profili di altri. Oltretutto devi analizzare meglio, non sei una grande osservatrice, basta confrontare i vari stili di scrittura per riscontrare le differenze, io ho un lessico che si distingue e non mi esprimo certamente con parole troncate, segni d’interpunzione, smile o quant’altro. Ti informo che mi urta non poco essere accostato a persone con un vocabolario molto più scarno del mio e mi urta che mi si dia dell’imbecille senza la controprova. Ed è la seconda volta che mi insulti deliberatamente, la prima volta è stata sul gruppo Nicotri, ti diffido a reiterare con i tuoi comportamenti nei miei confronti, se ti quarelo io la tua conteoquerela non sortirà molto effetto visto che io non ti ho mai accusato o insultato, al contrario tuo.
Non sono assolutamente un’esperta di foto, però la luce sui due volti mi sembra diversa, il viso dell’Accetti troppo illuminato rispetto all’altro. Poi intorno alla spalla sinistra di Accetti c’è una linea scura che parte dalla base del collo e che dovrebbe sembrare il contorno dello schienale del divano, ma lo schienale è più basso dietro Celebi e tra lui e Accetti. La linea nera anzi arriva fino alla nuca di Accetti.
Sembra che Accetti sia stato sovraimposto o la sua testa messa sopra il collo-corpo di qualcun altro.
Ripeto, non sono una esperta ma a me dà questa impressione.
Al di là della foto in ogni caso, se tali contatti tra Celebi e gli Accetti ci sono stati, una foto o meno dice ma non è fondamentale. Ciò che invece lo è, è capire che Accetti ha sempre avuto le spalle ben parate e coperte, e può quindi permettersi pure il passatempo per rampolli annoiati di far trovare al suo avvocato prove certe della sua colpevolezza.
Perché Accetti ha tanta voglia di finire in galera?
Perché sa che non ci finirà mai, e che è tutto un bel gioco che a questo mondo solo i ricchi, e persino non tutti, possono permettersi.
Cioè, nemmeno Trump al momento è sicuro di non finire dentro, per dire.
Vi è anche una strana linea nera che segue il profilo della gamba sinistra di Accetti. Ingrandendo la foto si vede chiaramente che all’altezza del ginocchio vi è un tessuto diverso da quello della camicia e dei pantaloni. Non può essere la giacca di Accetti perché lo spazio tra i due è poco e la giacca stranamente seguirebbe il profilo della gamba.
Si tratta di una distorsione ottica catturata dalla pellicola. Se noti bene, quella linea nera riprende le linee verticali alternate della camicia restituendo un effetto trama.