Sulla manovra la Uil si stacca da Landini e si avvicina alla Cisl. Il segretario del sindacato Bombardieri lo dice chiaro e tondo: “Siamo soddisfatti dei due miliardi che il governo ha destinato ai temi della contrattazione e della detassazione degli aumenti contrattuali, non solo per la cifra in sé ma perché riconosce il fatto che il contratto possa essere lo strumento di democrazia economica del nostro paese”. E ha aggiunto: “Auspicavamo di più, ma in una manovra di questo tipo (di 18,7 miliardi) due miliardi al rinnovo dei contratti può dare un messaggio forte al Paese. E’ chiaro, ha rilevato Bombardieri, “che nel resto della manovra ci sono alcune misure che noi non condividiamo, sulle pensioni non é stato fatto nulla, si é peggiorata la situazione (leggero aumento dell’età pensionabile ed eliminazione di opzione donna). E su quest’ultimo punto la Fornero dovrebbe proprio chiedere i danni. Salvini si era più volte esposto nel dichiarare la volontà di abrogare la sua riforma che invece é lì, intatta, dalla fine del governo Monti (2013) ad oggi. Non era anche uno dei cavalli di battaglia del centro-destra in campagna elettorale? Ma, si sa, un conto sono gli slogan e altro é il governare, con vincoli europei e necessità di rispettare la percentuale del Pil sul debito. Diciamo che gli slogan sono fatti di parole, il governare é fatto di conti e spesso di rigidità. D’altronde ritoccare profondamente la Fornero e ridurre l’età pensionabile é sbagliato per due motivi: l’appesantimento del deficit e, come avvenne per lo scalone da parte del governo Prodi, ritenere l’età pensionabile per lavori non usuranti, e non per esempio le pensioni minime, un’emergenza del Paese. Si sono tassati i profitti delle banche, e questo e un altro fatto positivo. I quattro miliardi e mezzo di prelievo potevano essere utilizzati proprio per aumentare le pensioni minime o per alzare il tetto di spesa della sanità che viene elevato, ma poco, di due miliardi o poco più, e non per tagliare di soli due punti l’Irpef per i redditi del ceto medio (da 30 a 50mila euro): si tratta di poco più di 30 euro al mese (una pizza fuori casa). Non credo che nessuno se ne accorgerà. La manovra é una manovretta. E’ la minore dopo quella del governo Letta, che era attorno ai 15 miliardi. Ancora in bilico la maggior tassazione dei cosiddetti affitti brevi, che secondo Lega e Forza Italia potrebbero indurre ad un aumento generalizzato dei costi anche della prima casa. Probabilmente questa tassazione cadrà in Parlamento e verrà sostituita da altre entrate. Un giudizio generale? Una manovra tra luci e ombre. Carlo Calenda, leader di Azione, ha così commentato: “Abbiamo chiesto due cose e una delle due credo l’abbiano accettata. Rimettere Industria 4.0 e ridurre i costi dell’energia, visto che è l’85% superiore a quello europeo. Insieme ovviamente alla questione dei medici, infermieri e del pronto soccorso. Su Industria 4.0 pare che abbiano ascoltato. Mi pare che intanto bisogna capire qual è la strada”. Poi un affondo: “Se non metti a posto i servizi fondamentali dello Stato, cioè sanità, sicurezza e se non pensi alla crescita, il taglio delle tasse è inutile”. Un caffè al giorno, anzi, con l’aumento del prezzo del caffè, solo una ventina al mese…
- Associazione socialista liberale
- Cose di provincia
- Dai teatri e altro
- Dal mondo
- Economia e Lavoro
- Il Mondo è Bello perché è Avariato
- Giustizia
- Il Corriere della Pera
- In evidenza
- Istituzioni e territorio
- L’editoriale
- L’occhiodelbue
- Non menare il can che dorme
- Parliamo di noi
- Pillole di cultura
- Politica
- Politique d’abord
- Prampoliniana
- Prima pagina
- Redazione
- Route El Fawari
- Sanita
- Sport in pillole
- Storia socialista
- Suffrangetta
Direttore. Nasce a Reggio Emilia nel 1951, laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna nel 1980, dal 1975 al 1993 é consigliere comunale di Reggio, nel 1977 é segretario provinciale del Psi, nel febbraio del 1987 è vice sindaco con le deleghe alla cultura e allo sport, e nel giugno dello stesso anno viene eletto deputato. Confermato con le elezioni del 1992, dal 1994 si dedica ad un’intensa attività editoriale (alla fine saranno una ventina i libri scritti). Nel 2005 viene nominato sottosegretario alle Infrastrutture per il Nuovo Psi nel governo Berlusconi. Nel 2006 viene rieletto deputato nel Nuovo PSI. Nel 2007 aderisce alla Costituente socialista nel centro-sinistra. Nel 2009 é assessore allo sport e poi all’ambiente nel comune di Reggio. Dal 2013 al 2022 dirige l’Avanti online.


2 commenti
Ridurre i costi dell’energia: sono “calende greche”.
Visto che questa “manovrina” sembrerebbe proporsi di rispettare le indicazione UE riguardo al tener sotto controllo i conti pubblici, non si comprendono i supercritici della sinistra, giustappunto verso l’attuale bozza della Legge di Bilancio 2026, dal momento che tale forza politica si professa convintamente europeista (ma forse vale anche qui la logica del “doppio binario” che negli anni abbiamo ben conosciuto in tema di garantismo).
Mi viene inoltre di aggiungere che quando si chiedono maggiori risorse per l’uno o altro settore, occorrerebbe anche dire in parallelo da dove poterle ricavare (il che salvo mie viste non succede mai), pena il veder giocoforza aumentare il debito pubblico, in palese contrasto con quanto ci chiede la UE, e anche con la ragionevolezza visto che “il mantenere in ordine i conti” ci ha ridato credibilità e abbassato il costo degli interessi.
C’è poi chi sostiene la tesi secondo cui ai maggiori investimenti nella sanità, scuola, ecc …, dovrebbe corrispondere una contestuale minor spesa nel campo della difesa, rispetto a quella che si va preventivando, il che pare tuttavia contraddire le scelte politiche adottate in materia dalla UE, aspetto verosimilmente non ignorabile dai convinti europeisti (ho francamente l’impressione di trovarci davanti ad una bella somma di incoerenze).
Paolo Bolognesi 25.10.2025