Può darsi che Papa Francesco si sia già pentito della disponibilità palesata a riaprire il caso Orlandi. Certo tirare in ballo un santo come Papa Giovanni Paolo II, citato dal fratello di Emanuela come un tale che la sera fuoriusciva da Città del Vaticano con due preti polacchi “non certo per benedire le case” é un’illazione che, se non viene spiegata e motivata bene, aggiunge equivoco ad equivoci. Pietro Orlandi e il suo avvocato Laura Sgrò hanno precisato di non avere accusato il papa santo di alcun che, limitandosi a svelare i contenuti di un video registrato con il pentito della banda della Magliana Marcello Neroni, depositato poi al promotore di giustizia del Vaticano Alessandro Diddi. Ora é vero che tutte le piste vanno seguite con scrupolo, ma é pur vero che bisognerebbe concentrarsi su questioni essenziali, probabili, utili all’inchiesta. Che a mio avviso sono le seguenti: quante sono state le ragazze rapite a Roma nel periodo del rapimento Orlandi, oltre Mirella Gregori, rapita il mese prima? E per di più mai più ritrovate? Dal conto fatto sarebbero parecchie. Come si é comportata la magistratura romana e quali conclusioni ha tratto? Quali sono stati i rapporti tra magistratura romana e Vaticano e tra quest’ultimo e servizi segreti italiani, visto che il pentito Neroni pare sia stata una fonte proprio utilizzata dai servizi? Quali rapporti sono esistiti tra il Vaticano e la banda della Magliana? Risulta che i fondi della banda fossero custoditi nello Ior del cardinal Marcinkus? Se il cardinal Marcinkus é “l’americano” che ha telefonato alla famiglia Orlandi cosa egli sapeva del rapimento di Emanuela? Perché il cardinal Poletti ha dato il via libera al seppellimento del capo della Magliana Renatino De Pedis nella chiesa di Sant’Apollinare e risulta che lo stesso cardinale appartenesse a una Loggia massonica interna alla Città del vaticano con una tessera della quale sono perfino stati rivelati i corrispettivi dell’iscrizione? Che ruolo avrebbe avuto questa Loggia nel rapporto con una banda di criminali? Risulta confermata l’affermazione di alcuni prelati, come rivela Pietro Orlandi, secondo i quali, dopo il rapimento di Emanuela, “bisognava indagare su ambienti vaticani dediti alla pedofilia”? Perché il procuratore di Roma Pignatone ha tolto le indagini sul caso Orlandi a Giancarlo Cataldo, suo vice, nel momento in cui quest’ultimo stava trattando un possibile baratto tra lo spostamento della tomba di De Pedis da Sant’Apollinare e le rivelazioni sul caso Orlandi con due incaricati del Vaticano, poi ha chiuso il caso ed é infine stato nominato di fatto capo della Procura vaticana? Queste e altre sono le risposte che attendiamo. Che Giovanni Paolo II facesse due passi fuori dalle mura del Vaticano, francamente, ci interessa poco. A meno che, sul suo conto venissero avanzate prove di una sua colpevolezza, quanto meno di negligenza, su questo episodio e sull’esistenza di una centrale del vizio (e dell’orrore) presente dalle sue parti. In questo caso si dovrebbe far luce non solo sui fanti, ma anche sui santi. E sperare che dal Cielo Dio interceda in sua difesa. Scagionandolo e trattenendolo in Paradiso.
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Direttore. Nasce a Reggio Emilia nel 1951, laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna nel 1980, dal 1975 al 1993 é consigliere comunale di Reggio, nel 1977 é segretario provinciale del Psi, nel febbraio del 1987 è vice sindaco con le deleghe alla cultura e allo sport, e nel giugno dello stesso anno viene eletto deputato. Confermato con le elezioni del 1992, dal 1994 si dedica ad un’intensa attività editoriale (alla fine saranno una ventina i libri scritti). Nel 2005 viene nominato sottosegretario alle Infrastrutture per il Nuovo Psi nel governo Berlusconi. Nel 2006 viene rieletto deputato nel Nuovo PSI. Nel 2007 aderisce alla Costituente socialista nel centro-sinistra. Nel 2009 é assessore allo sport e poi all’ambiente nel comune di Reggio. Dal 2013 al 2022 dirige l’Avanti online.