di Alessandro Palumbo.
Cerco un centro di gravità permanente cantava Battiato quando eravamo giovanissimi innescando una discussione se fosse poi cosi giusto avere un punto di riferimento permanente o inseguire il dubbio come insegnava Socrate.
Ma il centro a quei tempi c’era e aveva le forme e il nome della Democrazia Cristiana, un monolite intorno al quale ruotava la vita del nostro paese.
Quel centro senza dubbio dopo quasi 50 anni si è sgretolato, lasciando però evidentemente una grande nostalgia, se da tempo si auspica da tanti il ritorno di una formazione di centro. il leitmotiv è sempre lo stesso: in Italia manca il centro, per questo non vota il 50% degli italiani, per questo l’opposizione di sinistra non vincerà mai le elezioni; perchè si, si parla sempre del centro come un fedele alleato della sinistra pronto a metter i propri voti per consentire la vittoria.
Cosi tanti volenterosi ci hanno provato a costruire questo centro, in autonomia come Renzi, che dimentico dei suoi passati di leader del partito della sinistra, improvvisamente ha pensato che centro fosse la parolina magica, o Calenda re Mida al contrario, ma anche in subordinata, ecco infatti tanti esponenti del PD che lo vorrebbero come un fedele (caratteristica più canina che umana) alleato.
Da Prodi a Franceschini a tirar fuori nomi dal cilindro : Rutelli, Cottarelli, Sala, dulcis in fundo Ruffini (un colpo di genio in un paese che odia le tasse scegliere come leader il direttore dell’Agenzia delle entrate).
Ma la domanda sorge spontanea (come in una vecchia trasmissione televisiva) ma questo centro cosa proporrebbe? Quale politica? ha delle proposte? una visione della società? Perchè mai gli astenuti o i forzisti dovrebbero correre a votarlo? Perchè sarebbe il partito dei moderati si risponde.
Moderati a far cosa? e che significa moderati? il partito dei cattolici allora, ma da quando i cattolici nella seconda (o terza non si sa) repubblica hanno una visione politica comune.
Politica industriale, sanità, intelligenza artificiale, diritti civili, politica estera. Cosa vuol dire essere moderati in questi campi? e i cattolici cosa hanno da dire? Oppure prendono appunti quando parla il Papa?
Viene da pensare che questo sia solo il teatrino della politica, per usare la metafora berlusconiana.
In Italia non c’è bisogno di un centro, c’è bisogno di una sinistra che abbia una proposta seria e una visione moderna del governo di una nazione complessa e membro del G7.
Una politica industriale non ideologica, che non rincorra visioni bucoliche, che ponga al centro il lavoro (smart working, settimana breve, alta tecnologia con IA, salari adeguati, produttività), una politica della salute che affronti il tema della medicina di base (medici di base assunti dal SSN che lavorino 30 ore settimanali in case di prossimità) con un mix di pubblico e di welfare privato, una politica della sicurezza e integrazione, una politica della PA con salari adeguati e una efficienza ora sconosciuta. una politica dei diritti civili che metta da parte ogni assurdità di linguaggio corretto, una politica che investa sulla istruzione e la cultura eliminando il funesto amichettismo, una politica estera saldamente occidentale, senza un rigurgito di terzomondismo pacifista.
Magari anche di cultura politica (quando sento Calenda parlare di partito liberaldemocratico, portando ad esempio Rosselli mi cadono le braccia).
A questo proposito sarà bene ricordarlo che è un problema della destra costruire un moderno e civile partito liberaldemocratico, il nostro scopo è costruire una moderna sinistra.
In una parola ha bisogno di un partito socialista liberale, il problema non è costruire un fantomatico centro, ma costruire una sinistra che elimini i residui massimalisti, che non voglia solo piantare bandierine, ma governare.
Se il PD non è capace di trasformarsi in questo partito, rimanendo un movimento irrisolto che guarda ai 5 stelle (unica vera grande disgrazia di questo paese), allora si c’ è bisogno di un nuovo partito, ma non una DC di sinistra in sedicesimo, ma di un moderno partito socialista liberale.
Un processo probabilmente lungo, vista l’assenza di leader credibili e visto un certo reducismo che anima gli eredi socialisti, ma questo è il tema e non altri.
“io sono un giovane socialista di tipo nuovo e pericoloso”
Carlo Rosselli

