E’ perfino naturale che la sconfitta delle due liste diciamo riformiste, quella di Stati uniti d’Europa, formata da Italia viva, Più Europa, Psi, e quella di Azione, con socialisti liberali e repubblicani, abbia messo in moto confronti e richieste di revisioni. Oggi da segnalare una lettera aperta di due dirigenti di Italia Viva e di Azione ai rispettivi partiti. Marattin e Costa, che già in passato avevano contestato la divisione di una lista che aveva conquistato quasi l’8% alle politiche e quasi 30 parlamentari, hanno messo nero su bianco. I due hanno scritto, dopo aver attribuito la responsabilità della sconfitta alla separazione: “Noi non ci rassegniamo a lasciare un pezzo di paese senza rappresentanza politica. Vogliamo contribuire a costruire, assieme a tutti coloro che hanno voglia di impegnarsi, un unico grande partito liberal-democratico e riformatore che non si arrenda a fare da vassallo ai populismi di questo bipolarismo.” Bene, su questa linea si é mosso anche il movimento socialista liberale che nel suo documento conclusivo ha parlato di “una Costituente senza personalismi e veti”. E a proposito di organizzazione del nuovo partito unificato sottolineano i due: “Leadership contendibile, classe dirigente qualificata, nessuna ambiguità sui contenuti, organizzazione territoriale efficiente e capillare sono gli elementi, ciascuno imprescindibile, di un progetto politico che voglia davvero definirsi tale. Tra i partiti pesanti del secolo scorso e i partiti personali di questi ultimi trent’anni, una terza opzione è possibile e ormai assolutamente necessaria se non si vuole far appassire la partecipazione politica o condannarla all’eterno scontro tra curve ultrà”. Verrebbe da dire: é proprio quello che ha chiesto il compagno Giovanni Crema con il suo intervento che si muoveva alla luce della sua esperienza nel territorio del Veneto. A lato un’intervista di Carlo Calenda non proprio omogenea rispetto all’esigenza di costruire un partito del terzo polo ed evidentemente condizionata dagli echi della situazione francese, che, come ammette lo stesso Calenda, é però molto condizionata dal sistema elettorale. Calenda propone a tutta l’opposizione di presentare un unico emendamento alla legge di bilancio per spostare le risorse stanziate per il cuneo fiscale sulla sanità. Proposta indubbiamente interessante. E c’é un articolo di Bettini sempre su Il Riformista che sostiene, anche se non lo scrive apertamente, la trasformazione del terzo polo in una sorta di Margherita a presidenza Rutelli. Che é poi la stessa posizione del segretario del Psi Maraio che sollecita la nascita di una corrente riformista del campo largo. Mi limito per ora a fare una carrellata delle opinioni e del confronto che si é aperto che testimoniano che l’argomento suscita un interesse generale. Torno alla lettera di Marattin e Costa perché, ovunque si voglia andare a sbattere, la separazione deve essere superata. Forse non dalle stesse persone che l’hanno provocata, ma da nuovi protagonisti. A volte un passo indietro, oggi si dice di lato, é necessario per farne uno avanti.
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Direttore. Nasce a Reggio Emilia nel 1951, laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna nel 1980, dal 1975 al 1993 é consigliere comunale di Reggio, nel 1977 é segretario provinciale del Psi, nel febbraio del 1987 è vice sindaco con le deleghe alla cultura e allo sport, e nel giugno dello stesso anno viene eletto deputato. Confermato con le elezioni del 1992, dal 1994 si dedica ad un’intensa attività editoriale (alla fine saranno una ventina i libri scritti). Nel 2005 viene nominato sottosegretario alle Infrastrutture per il Nuovo Psi nel governo Berlusconi. Nel 2006 viene rieletto deputato nel Nuovo PSI. Nel 2007 aderisce alla Costituente socialista nel centro-sinistra. Nel 2009 é assessore allo sport e poi all’ambiente nel comune di Reggio. Dal 2013 al 2022 dirige l’Avanti online.


2 commenti
Premesso che la proposta di dirottare i soldi per l’ eliminazione di pochi euro e dirottarli sulla sanità l’ aveva affermato la Schlein da Vespa in campagna elettorale…
Quindi Calenda come al solito…
Il famoso terzo polo sarà desueto sul nascere…
Se non propone riforme sociali vere, serie e soprattutto attuabili…
Visto il debito che pende sull’Italia come una spada di Damocle…
Da un recente sondaggio gli italiani
sono contrari in stragrande maggioranza alle riforme del centrodestra…
Il 20% poi non le conosce…
Parlare di un partito unico del terzo polo…
Mettendo come inizio la contrarietà al PD…E dove lo si veda un partito estremista di sinistra…
Ai 5S…
Ai Verdi e Sinistra…
Quando poi vediamo le priorità in temi ambientali e di tutta la galassia dei non diritti delle persone…
Dai morti sul lavoro…Allo schiavismo imperante…
Ai migranti e morti giornalieri…
Che andrebbero invece affrontate con soluzioni vere ed efficaci…
Da veri riformisti…Come lo furono i Matteotti ed i Prampolini di vecchia memoria…
Ma attualissimi…
Non è un buon inizio…
Sarebbe utile concentrarsi su pochi e veri temi che interessano alle persone comuni che sono ora in grande difficoltà…
Che da tempo non sono solo la cosiddetta classe operaia…
Poi si parli di costituente etc.etc…
Resta per adesso il tema insormontabile di prime donne che non fanno certo il passo di lato…
Visto che praticamente pagano loro ed i loro sponsors…
Spesso discutibili…
La politica costa…
Chi paga?…
Ma vogliamo farlo chiaro e tondo il nome del bullo che ha sabotato il terzo polo ? Smettendola di accomunare colpe…