L’ultimo miglio, non quello del film, ma quello che ci conduce alle elezioni. Una settimana appena.
Sabato dalle 15,00 inizieranno le operazioni di voto.
I sondaggi non ci sono più e qualcosa sapremo domenica notte alla chiusura dei seggi con gli exit-poll e poi dovremo aspettare l’alba per saperne di più.
Sapere “chi” è sempre rilevante ma sapere “se” oggi lo è ancora di più.
La partita è importante e l’affermazione di una forza riformista e soprattutto terzo-polista è decisiva per il futuro del paese.
La nostra!
E non accozzaglie di “scopo”, alleanze di cartone come qualche scudetto dell’Inter, che si sono messi insieme solo per una “scopata” e non per una lunga storia d’amore. Una botta e via al misero prezzo di un 4 (per cento).
E già perché se si trattava di fare qualcosa per il paese, e non solo di mandare a Strasburgo la Bonino o la Bellanova, il progetto non poteva che essere quello di creare stabilmente, una reunion di forze omogenee, votate ai principi moderati del riformismo, della socialdemocrazia, della liberal-democrazia, delle culture popolari e riformatrici, che avesse la forza di resistere nel tempo e arrivare compatta alle prossime elezioni politiche con il chiaro “scopo” di scardinare il bipolarismo e creare un’area moderata che dia ascolto e respiro a quella parte di paese che non si riconosce più nei due poli, nelle estreme, negli integralismi di maniera che oggi dominano l’Italia.
Una volta tanto alle elezioni c’è una forza politica che non si è posta solo il problema di eleggere qualcuno ma di fare un primo passo per la costruzione di una nuova casa.
La nostra casa.
E questo progetto, questa ricerca di una nuova casa, come per il Santo Graal di arturiana memoria, ha i suoi cavalieri coraggiosi e ardimentosi, sono i nostri alfieri, senza macchie e senza paure.
Sono in ogni collegio delle europee, e anche in diversi comuni.
Eccoli. Sceglieteli e votateli.
Forza ragazzi!


















