Avevano la stessa malattia causata da nuvole di fumo respirate in quelle riunioni dai tempi infiniti che si svolgevano nella sede di via di Torre Argentina, in cui erano ad un tempo vittime e carnefici. Fumavano e facevano fumare. Emma ha resistito qualche anno più di Marco, ma adesso se n’é andata anche lei. Sono rimasto colpito dalla scissione finale dei due, perché ho sempre pensato che fossero una persona sola. Lei diceva di lui: “Alla politica ci pensa Marco”. E lui di lei: “Al governo ci vada Emma”. Era una comunità, quella radicale, oggi purtroppo dissolta perché travolta da gelosie e incomprensioni. Eppure Emma resta per tutti il simbolo di tante battaglie di libertà. La donna che più di ogni altra si é esposta per la dignità di tutte le donne del mondo. La donna che non faceva bella mostra di femminismo ma era quella che più si batteva per la libertà e la salvaguardia delle donne, a partire dalle lotte non certo indolori e non tutte legittimate, per la legge sull’aborto. L’ho conosciuta e apprezzata personalmente. Mi mancheranno le sue risposte e i suoi commenti agli editoriali de La Giustizia che le inviavo. La comunità radicale si basava sull’intraprendenza a volte satanica di Marco e sul sorriso buono di Emma, che prese la sua strada dopo il litigio inspiegabile con Marco e dopo la morte di lui. Dopo avere raggiunto col suo nome e anche grazie a una candidatura alla presidenza della Repubblica il massimo della storia dei radicali alle elezioni europee del 1999,
Emma fondò Più Europa con l’ex radicale Benedetto Della Vedova. Aveva il culto di se stessa la comunità radicale, articolata in associazioni, Nessuno tocchi Caino con Sergio D’Elia convertito da Marco da terrorista a non violento, Elisabetta Zamparutti e l’infaticabile Rita Bernardini sempre in giro a visitare carceri e carcerati, e con l’obiettivo di eliminare la pena di morte nel mondo e le carceri in Italia, l’associazione Luca Coscioni, con la moglie Maria Antonietta sugli scudi, e tante battaglie sul fine vita e altre molte, tutte definite parti della galassia radicale. E chiunque ne facesse parte, come Rutelli o Capezzone o Della Vedova appunto, era per sempre. Il legame non era dissolubile. Aveva qualcosa di religioso questa comunità che assomigliava a una setta con Pannella capo e santone. Chi approdava in altri partiti, e succedeva spesso, non veniva abbandonato, ma seguito, vezzeggiato e in fondo ancora amato, perché radicale é per sempre. Chi ritornava era trattato come il figliol prodigo. Chi se ne andava accompagnato con calore alla porta e abbracciato anche. Lo spirito di Marco e di Emma, la comunità che discute per ore, che pensa e scrive, che lotta e fa banchetti per i referendum, che sfila davanti al papa per la fame nel mondo, che sfida tutti i poteri forti, in particolare la magistratura, candidando Enzo Tortora, che anticipa la società tecnologica, lanciando molti anni orsono um tesseramento online, che si basa su telefonisti e raccoglitori di firme, che promuove centinaia di congressi e di convegni anche a Ferragosto e alle sette del mattino o a mezzanotte della domenica sera per testare la passione dei militanti, questo bisognerebbe recuperare per salvare la politica. Un partito dotato di una radio che fa capo a Turco e dei soldi per finanziarla e di quelli raccolti per il tesseramento, perché i soldi servono per fare politica e se arriva qualcosa anche da Soros e servono per le carceri e i banchetti ben vengano santo Iddio. Questo spirito non muore con Marco ed Emma, indissolubili anche loro nonostante all’ultimo fossero divisi. Io non riesco a parlare di Emma senza parlare di Marco. Nonostante tutto, nonostante loro.
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Direttore. Nasce a Reggio Emilia nel 1951, laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna nel 1980, dal 1975 al 1993 é consigliere comunale di Reggio, nel 1977 é segretario provinciale del Psi, nel febbraio del 1987 è vice sindaco con le deleghe alla cultura e allo sport, e nel giugno dello stesso anno viene eletto deputato. Confermato con le elezioni del 1992, dal 1994 si dedica ad un’intensa attività editoriale (alla fine saranno una ventina i libri scritti). Nel 2005 viene nominato sottosegretario alle Infrastrutture per il Nuovo Psi nel governo Berlusconi. Nel 2006 viene rieletto deputato nel Nuovo PSI. Nel 2007 aderisce alla Costituente socialista nel centro-sinistra. Nel 2009 é assessore allo sport e poi all’ambiente nel comune di Reggio. Dal 2013 al 2022 dirige l’Avanti online.


1 commento
Sono certamente imputabile di una qualche partigianeria ma devo dire che non temo smentite dicendo che questo paese deve moltissimo ad Emma Bonino, a Marco Pannella, ai radicali. Anche e soprattutto chi non sa nulla di loro, spesso non sa neanche che siano mai esistiti. Tutti dobbiamo moltissimo. Quale altra personalità come Bonino, quale altro partito ha mai messo al centro della sua azione politica il concetto di amore? Di nonviolenza? Di fratellanza? Di autodeterminazione? La guerra alla sofferenza?