Abbiamo incontrato la segretaria provinciale di Azione, Cristina Peddis, nella sua Torino. Classe 1967 (e classe da vendere), laurea in Scienze Politiche, da anni è un’affermata professionista nel campo dell’amministrazione condominiale. Cristina milita in Azione da sempre, e dallo scorso 2 marzo è stata riconfermata Segretaria Provinciale per il capoluogo piemontese nel partito di Calenda.
Non ci siamo fatti scappare l’occasione per farle qualche domanda su alcuni temi di attualità che coinvolgono tutti. Ecco le sue riflessioni.
Cosa ne pensa di questo invito dei politici governativi a disertare le urne dei referendum, a giugno?
Libertà è partecipazione. Che le istituzioni disincentivino il voto è surreale, le democrazie si nutrono della partecipazione, anche ai referendum. Azione è contraria all’uso spasmodico dello strumento referendario, che finisce per essere svilito. Ma se viene indetto un referendum, i cittadini hanno il dovere morale di partecipare, quale che sia la loro posizione sui quesiti. Azione infatti sta facendo campagna con il comitato del SÌ per il referendum sulla cittadinanza, Perché è giusto dare il diritto ad essere cittadino italiano a chi studia nelle nostre scuole e lavora nelle nostre imprese.
Torino, città sempre attiva politicamente: cosa ha preparato Azione in vista di questi referendum, per smuovere le coscienze dei torinesi?
Abbiamo già iniziato con una serie di banchetti, inoltre abbiamo organizzato diversi momenti di incontro con gli iscritti per discutere insieme del tema e invitarli al voto: l’obiettivo principale è il voto consapevole.
Città di grave crisi produttiva, anche, e di parallela crisi nel campo dell’integrazione sociale: Cristina Peddis, qual è il progetto di Azione per il territorio urbano torinese?
Sicuramente bisogna partire dalla riqualificazione urbana, ci sono diversi territori che hanno un estremo bisogno dell’attenzione delle istituzioni, che ad oggi è totalmente carente. Dobbiamo sanare le situazioni di disagio e mettere mano alle nostre infrastrutture per attirare investimenti e incentivare le imprese. L’ottica che abbiamo è quella di rilanciare lo sviluppo economico del nostro territorio, e quella di dare nuove opportunità a chi purtroppo oggi non ne ha. Quindi: infrastrutture, trasporti di merci e persone, servizi funzionanti. Torino deve diventare una grande città europea, per le opportunità che offre a studenti e professionisti.
Per finire: un parere sul nuovo papato. Ci sono margini di attenzione auspicabile, da parte di Leone XIV, per continuare sulla strada di Bergoglio verso l’accoglienza e la fratellanza?
Non conoscevo il Cardinale Prevost. Sicuramente sarà un papato in continuità con Francesco per l’attenzione agli ultimi e ai poveri. Porterà la novità del suo pontificato, che non potrà nom essere nella direzione di un messaggio di Pace tra i popoli.
Cristina accoglie cittadini e associazioni territoriali nella Sede di Azione in Via Monza 6, a Torino.

