di Angioletta Massimino.
Perché oggi c’è bisogno di Socialismo: l’eredità viva di Riccardo Lombardi
In un tempo segnato da crisi multiple – economica, sociale, ambientale, democratica – ricordare Riccardo Lombardi, nel 41° anniversario della sua morte, che avvenne il 18 settembre del 1984, non è un atto rituale, ma una scelta di responsabilità.
È chiedersi cosa significa, oggi, parlare di Socialismo.
È interrogarsi non su una ideologia del passato, ma su ‘un’idea viva di futuro’.
E allora, interpretando gli interrogativi di chi sente parlare di Socialismo, soprattutto i giovani, mi pongo delle domande a cui cerco di dare delle risposte, alla luce del pensiero di Riccardo Lombardi.
1 – Perché, nel 2025, c’è ancora bisogno di Socialismo?
Riccardo Lombardi ha dedicato l’intera vita a questa risposta, con rigore morale, lucidità intellettuale e una straordinaria coerenza politica. Il suo pensiero ci serve ancora. E soprattutto, serve ai giovani in cerca di un senso nella vita, di giustizia e partecipazione, in un mondo che spesso li lascia ai margini.
Oggi c’è bisogno di Socialismo perché il modello dominante – fondato sul profitto, sulla competizione sfrenata e sull’individualismo – ha prodotto profonde ingiustizie sociali, instabilità ambientale e solitudine esistenziale.
Il Socialismo, nella sua forma più alta e democratica, offre una visione alternativa di società, fondata su alcuni principi essenziali.
Primo fra tutti, il principio di Giustizia sociale.
In un mondo dove l’1% della popolazione possiede più della metà della ricchezza globale, serve una politica che redistribuisca opportunità, diritti e risorse, per garantire dignità e accesso ai beni fondamentali, come istruzione, salute, lavoro, casa.
Se viviamo, dunque, in un mondo dove tra la popolazione ci sono delle diseguaglianze così marcate, dove milioni di giovani sono costretti ad accettare lavori precari, malpagati o a emigrare… una società così non è libera. È bloccata.
‘Non c’è vera libertà senza giustizia sociale’, senza possibilità reali, senza uguaglianza delle condizioni di partenza.
Lombardi ce lo ha insegnato: ‘libertà e uguaglianza non sono in conflitto. Sono inseparabili’.
Tra i principi essenziali, il Socialismo rivendica, inoltre, i diritti universali, i quali non devono dipendere dal reddito, dal genere, dalla provenienza. Oggi, tra guerre, migrazioni, discriminazioni e precarietà, difendere i diritti umani è un’urgenza politica, non solo morale.
Riccardo Lombardi non ci lascia un monumento, ci lascia una lezione di rigore e coraggio, una sfida morale e politica, da rivolgere oggi soprattutto ai giovani:
“Siate protagonisti del cambiamento – diceva – non lasciate che la politica sia un mestiere per pochi. Abbiate idee, abbiate visione. Non adattatevi: trasformate”.
E allora, c’è bisogno di Socialismo:
– Perché c’è bisogno di giustizia.
– Perché c’è bisogno di libertà vera.
– Perché c’è bisogno di futuro.
Se sapremo raccogliere questa eredità, non sarà solo Riccardo Lombardi a parlare a noi. Saremo noi a parlare al mondo con la sua voce.
2 – Perché il lavoro ha perso la sua dignità?
Lombardi considerava il lavoro ‘non solo un mezzo di sussistenza, ma uno strumento di emancipazione’.
Oggi il lavoro è spesso sfruttato, deregolamentato, svalutato.
Serve un nuovo Socialismo che ‘difenda il lavoro dignitoso’, che garantisca sicurezza, tutele, tempo di vita e che metta la persona al centro.
Nel tempo del precariato, il Socialismo propone un modello in cui il lavoro non sia sfruttamento, ma realizzazione personale e contributo sociale, con tutele, salario equo e tempo libero.
3 – Perché le disuguaglianze ancora oggi sono tornate a crescere nella nostra società?
Viviamo in un tempo in cui si invoca spesso la ‘meritocrazia’. Ma dietro questa parola, a volte, si nasconde la giustificazione di un ordine sociale diseguale.
Lombardi ci insegna che ‘il merito autentico può emergere solo in una società che rimuove i privilegi’, che garantisce uguali condizioni di partenza, accesso alla cultura, alla formazione, al lavoro.
Come si può parlare di merito, se chi nasce in periferia parte già svantaggiato, rispetto a chi eredita scuole migliori, conoscenze, contatti, possibilità?
Come può valere davvero il talento, se a contare è la rete familiare o il capitale economico e non la qualità della persona?
E ancora oggi abbiamo dei fulgidi esempi di ‘figli di Papà’, i cui padri non sono stati il massimo della correttezza e dell’onestà, durante la loro carriera politica, per esempio, tanto da finire nelle patrie galere.
Nonostante ciò, però, i loro figli, senza alcun merito e soprattutto senza esperienza, vanno a dirigere grosse aziende.
Non è certamente un bell’esempio, questo, per i giovani di oggi!
Il Socialismo di Lombardi era il contrario del clientelismo, del nepotismo, della cooptazione.
Era una lotta per l’uguaglianza delle possibilità.
Premiare il merito, sì, ma a condizione che tutti abbiano la possibilità di dimostrarlo, poiché il Socialismo di Lombardi non era contro il merito, era contro i privilegi.
Questo è giustizia. Questa è ‘una meritocrazia vera, non di facciata’.
Questo è il Socialismo che serve oggi: un Socialismo che libera le energie individuali, ma rimuove gli ostacoli sociali. Che valorizza chi si impegna, ma non lascia indietro nessuno.
4 – Perché il capitalismo ha fallito sul fronte ambientale?
Riccardo Lombardi parlava già negli anni ’70 di ‘decrescita selettiva’, di sviluppo di qualità, di equilibrio tra economia e ambiente.
Oggi il riscaldamento globale, la crisi climatica e la distruzione delle risorse ci pongono davanti all’evidenza: il mercato non salverà il pianeta.
Serve una transizione ecologica giusta, che non penalizzi i più deboli. Serve una politica pubblica forte, guidata da una visione collettiva, cioè ‘un Socialismo ecologista’.
In un tempo di individualismo esasperato, di disillusione politica e disorientamento culturale, serve un’idea forte di comunità.
Il Socialismo di Lombardi non era ideologico, ma profondamente etico.
Era una scelta di civiltà. Una visione dell’uomo e della società, fondata sulla solidarietà, sulla libertà e sulla responsabilità.
Oggi abbiamo bisogno di utopie concrete. Di ideali realizzabili. Di speranza organizzata.
Oggi non si vuole celebrare un ricordo, magari assumere un impegno.
5 – E mi domando ancora
Perché la democrazia oggi è fragile?
Viviamo in una democrazia formale, sempre più svuotata, ridotta a sondaggi e spettacolo.
Ma la vera democrazia è partecipazione. È cittadinanza attiva. È capacità di contare, non solo di votare.
Lombardi lo sapeva bene. Per lui, la politica non era delega, era impegno.
Ecco perché oggi serve una democrazia sostanziale, inclusiva, dove ciascuno abbia voce. Dove nessuno si senta escluso.
6 – Perché nel Socialismo di Lombardi gli ideali avessero un ruolo così importante?
Rispondo a questa domanda con una frase dello stesso Lombardi.
“Perché senza ideali si è più deboli”!
Questa frase racchiude uno dei nuclei più profondi del pensiero di Riccardo Lombardi.
E allora, non c’è nulla di più moderno che tornare a parlare di ideali. Di giustizia, uguaglianza, libertà, dignità, responsabilità.
Non in modo astratto o retorico, ma come ‘strumenti per leggere il presente e cambiarlo.
Come ci ha insegnato Lombardi,
“Il Socialismo non è il rimpianto per un passato che non c’è più. È la speranza per un futuro che non si è ancora realizzato”.
E senza speranza, nessuna generazione può credere in sé stessa.
Eppure, ‘una società che perde i suoi ideali, perde anche se stessa’.
Riccardo Lombardi ci ha lasciato un messaggio profondamente attuale: il Socialismo non è una dottrina da manuale.
È ‘un’etica civile’, un’idea alta dell’essere umano.
È credere che la politica non sia gestione dell’esistente, ma ‘costruzione di futuro’.
È affermare che l’economia deve servire la persona, non dominarla.
È mettere ‘l’interesse generale prima degli interessi particolari’, e ‘la solidarietà al centro del legame sociale’.
Senza ideali, le diseguaglianze sembrano normali.
Senza ideali, i diritti si svuotano.
Senza ideali, la politica diventa una carriera e non una missione, come infatti oggi lo è per la maggior parte dei nostri politici.
Lombardi sapeva bene che “una società senza ideali è una società che si adatta, invece di cambiare”, che subisce, invece di trasformare.
Gli ideali non sono illusioni: “sono stelle polari”, che ci orientano, ci spingono a dare un senso alle scelte, anche le più difficili.
Senza ideali, si diventa spettatori. Con gli ideali, si diventa protagonisti.
Ecco perché oggi, in un tempo disilluso, c’è un bisogno profondo di “ideali forti, non di illusioni deboli”.
Perché solo chi crede in qualcosa di più grande di sé ha la forza di cambiare le cose.
E allora oggi, nel ricordare Riccardo Lombardi, non celebriamo solo una figura storica, ma celebriamo un modo di intendere la politica come servizio, come responsabilità, come scelta morale.
Ai giovani di oggi, Lombardi avrebbe affidato una missione:
quella di non accontentarsi. Di non adattarsi. Di “immaginare un mondo più giusto” e di impegnarsi per costruirlo, un passo alla volta.
Se raccoglieremo questa eredità,
“non sarà un ricordo a sopravvivere. Sarà una speranza a rinascere”.
Angioletta Massimino


2 commenti
Un articolo che ha il pregio di riportare la politica alla sua dignità: non un mestiere per sopravvivere, ma una missione per cambiare.
Angioletta Massimino restituisce a Riccardo Lombardi la sua attualità, senza imbalsamarlo nella memoria, ma rilanciandone la visione.
Nel suo pensiero c’è l’antidoto alle diseguaglianze, al lavoro umiliato, al capitalismo che divora l’ambiente. Non nostalgia, ma progetto.
E accanto a lui, la lezione di Saragat: il socialismo democratico e riformista, capace di unire libertà e giustizia, resta la bussola che abbiamo smarrito. Oggi la politica si è ridotta a marketing e convenienza, priva di ideali e di visione.
Lombardi ammoniva: “non adattatevi, trasformate”. Saragat ne fece bandiera.
Chi governa oggi, invece, si adatta per restare a galla.
Ecco perché c’è bisogno di Socialismo: perché senza riformismo, senza ideali, restano solo le macerie del potere.
Grazie per questo ricordo di Riccardo.
Il suo pensiero è ancora una formidabile base per riprendere la strada del Socialismo.