“Il secondo governo più longevo della repubblica,” ha dichiarato con orgoglio.
E subito si sono aperti i festeggiamenti.
La frase è diventata d’un tratto il mainstream che i suoi fedelissimi hanno rimbalzato di social in social, da intervista a intervista, da un salotto all’altro del talkshawismo italico.
Per la verità l’ultima volta che abbiamo sentito ‘sti discorsi, “durare più a lungo”, era una intervista a Rocco Siffredi, forse sull’Isola dei Famosi o forse quella fatta da Virginia Raffele.
È la stessa storia della copertina del Time con il suo primo piano in bella vista e fa niente che poi in effetti nell’articolo se ne parlò molto male.
Nella fantasia del destronzismo tricolore quella era la celebrazione di Giorgia Meloni come la più prestigiosa statista del momento nell’intero pianeta.
In prima linea tra i Trumpisti e coccolata dal biondotinto del presidente americano, la nostra premier si sentì di garantire agli italiani che la sua amicizia con l’inquilino della Casa Bianca avrebbe garantito una decisiva crescita del benessere.
Poi si sa come è finita: Trump l’ha insultata e con gli alleati europei ci siamo ritrovati a elemosinare il pagamento della rata del PNRR.
Sul terreno della politica interna è uguale.
Gli indicatori ci narrano di livelli economici nettamente inferiori al primo semestre del 2022, quando governava Draghi.
Sul piano dello sviluppo non si fa una riforma e quella che s’è fatta è stata sonoramente bocciata dagli Italiani.
La sanità è tutta una coda di attesa per qualunque prestazione; le infrastrutture sono esattamente come la storia del “ponte sullo stretto”, una storia infinita; la scuola affonda tra carenze di strutture e mancanza di strumenti educativi; la benzina aumenta di giorno in giorno e i prezzi pure; l’occupazione latita e i giovani migrano all’estero mentre Vannacci pensa alla “remigrazione”.
Però abbiamo il secondo governo più longevo della storia repubblicana e il popolo della destra brinda alla Meloni perché è quella che “dura più a lungo”.
E vabbé ma quello funziona come per Rocco, se stai fermo e non ti muovi è chiaro che duri.

