di Paolo Preti, Segretario nazionale PSDI
Siamo consapevoli che il dibattito pubblico, nel campo della politica, sia più facilmente polarizzato da questioni che toccano da vicino la “pancia” degli elettori.
Il rischio però è che affermazioni importanti non emergano e non siano oggetto di dibattito.
Mi riferisco a quanto dichiarato dal Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta nel suo intervento alla Giornata mondiale del risparmio: “E’ essenziale innalzare stabilmente il ritmo di crescita dell’economia oltre quell’1% stentato su cui sembriamo esserci assestati, preparando fin d’ora il terreno per la fase in cui non saranno più disponibili i fondi del Pnrr”.
E’ necessario prendere atto dei rischi che spirali recessive per la nostra economia possono portare. Il rallentamento del nostro export, complici le tensioni geopolitiche, va bilanciato con un rilancio della domanda interna, e per questo bisogna agire su salari e produttività. Incentivare la contrattazione di secondo livello e soprattutto agire sul costo del lavoro sono misure non più rinviabili se si intende affrontare un periodo, che potrebbe essere lungo, di possibile stagnazione anche sul fronte dei consumi. Ci vuole consapevolezza del fatto che il nostro welfare, che, sia pur zoppicante, ancora funziona, è sostenibile se c’è crescita economica. Ne va di pensioni, sanità e istruzione – temi sui quali i Socialdemocratici italiani sono impegnati da sempre.

