La prima non te l’aspetti. Che un comunista trinaricciuto faccia asse con un generale di estrema destra che considera i gay dei malati e vuole remigrare gli extracomunitari senza cittadinanza, anche quelli che hanno un lavoro e sono in attesa di ottenerla, può sembrare almeno bizzarro. E inaccettabile per i comunisti persistenti che hanno subito sfiduciato Rizzo dal suo partito. Lui ha annunciato di voler fondare un nuovo partito perchè gli piace “un generale contro la guerra”. Non specifica quale ma s’intende quella dell’Ucraina alla Russia. Ucraina che dovrebbe dunque arrendersi di fronte all’aggressore in nome della pax vannacciana. I russi immagino che, come avvenuto in Romania e come avverrà in Germania, non staranno con le mani in mano neanche in Italia appoggiando in tutti i modi i movimenti e le personalità e gli organi di stampa fedeli a Mosca o quanto meno ostili a Kiev. Certo un comunista più un generale non fa un generale comunista e Vannacci continua a erodere consensi al centro-destra. D’altra parte s’avanza una coppia che si ricostituisce. Una coppia del passato come quella di Albano e Romina. Grillo ha ripreso la campagna anti Conte sul simbolo e la politica. E Di Bsttista e i suoi pare siano pronti a presentare una lista che si collocherebbe fuori dai poli. E qui saran dolori per i Cinque stelle e conseguentemente per il Campo largo che si restringe ogni giorno di più. Grillo ha sbeffeggiato il suo movimento: “Dovevano cambiare la politica e invece la politica ha cambiato loro”. Fallimento su tutta la linea e voglia di radunare coloro che non sono stati corrotti dalla politica e di mettere in difficoltà Conte e i suoi degenerati prodotti. Le due coppie potrebbero mandare all’aria il progetto contenuto nella nuova legge elettorale che prevede un premio di maggioranza alla coalizione che superi il 42%. Un contributo utile anche per il terzo polo che a questo punta per lo sgretolamento del bipolarismo e per costruire un esecutivo esclusivamente seguendo i risultati del proporzionale. A volte, dicevano i latini, “oportet ut scandala eveniant”.
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Direttore. Nasce a Reggio Emilia nel 1951, laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna nel 1980, dal 1975 al 1993 é consigliere comunale di Reggio, nel 1977 é segretario provinciale del Psi, nel febbraio del 1987 è vice sindaco con le deleghe alla cultura e allo sport, e nel giugno dello stesso anno viene eletto deputato. Confermato con le elezioni del 1992, dal 1994 si dedica ad un’intensa attività editoriale (alla fine saranno una ventina i libri scritti). Nel 2005 viene nominato sottosegretario alle Infrastrutture per il Nuovo Psi nel governo Berlusconi. Nel 2006 viene rieletto deputato nel Nuovo PSI. Nel 2007 aderisce alla Costituente socialista nel centro-sinistra. Nel 2009 é assessore allo sport e poi all’ambiente nel comune di Reggio. Dal 2013 al 2022 dirige l’Avanti online.


1 commento
La politica italiana continua a regalarci accoppiamenti che farebbero impallidire perfino gli sceneggiatori più fantasiosi. Mauro Del Bue li racconta con la consueta ironia, ma dietro il sorriso emerge una verità amara: quando le idee vengono barattate per un pugno di voti, la politica smette di guidare un Paese e si riduce a un mercato delle convenienze, ma, come dicevano i latini: oportet ut scandala eveniant: almeno il marciume fa riflettere