Poi è finita con le scuse, quelle del professore campano che aveva augurato a Ginevra, la figlia di Giorgia Meloni, la stessa fine di Martina la ragazza quattordicenne uccisa ad Afragola dal fidanzatino.
Frasi simili sarebbero state rivolte anche ai figli di Piantedosi, Tajani e Salvini.
La cosa ci indigna, sia ben chiaro, e questo seme di violenza, che ormai germoglia un po’ ovunque, va estirpato alla radice non potendosi risolvere il fenomeno con la solita frase di commento che recita che la mamma degli imbecilli è sempre in cinta.
Inutile dire che alla premier e ai ministri coinvolti va tutta la nostra solidarietà.
Però, però, c’è da dire una cosa importante.
Il fenomeno non si estirpa se non c’è la buona volontà di tutti.
Frasi, ma anche gesti di violenza, non vengono da una parte sola.
Vengono da fanatici e esaltati che sono equamente distribuiti sia a sinistra che a destra.
Non sono lontani, appena il 25 aprile scorso, gli insulti antisemiti indirizzati via social a Liliana Segre ancor più aberranti perché evocativi di una mostruosità come il nazismo.
Parimenti non sono lontanissimi (giugno 2024) gli insulti che sono circolati, all’interno della federazione romana di Fratelli d’Italia e rivolti alla loro stessa senatrice Ester Mieli perché ebrea.
Sarà difficile estirpare il fenomeno perché è figlio di un bipolarismo che mette solo le parti una contro l’altra. E finché durerà il sistema bipolare è facile che le cose funzionino sempre così.
Però, se un tentativo deve essere fatto e deve essere fatto, rimbocchiamoci le maniche tutti a partire dai leader e indigniamoci e reagiamo sempre, in tutti i casi, anche quando la violenza tocca gli avversari e non solo quando gli attacchi si rivolgono a noi.


3 commenti
Scusi, ma cosa vuole estirpare, l’erba verde del vicino? La violenza c’è sempre stata, fin dai tempi biblici, solo che con la nascita dei social network la cassa di risonanza si è amplificata. Non è un problema solo di oggi e non la si elimina con le chiacchiere e nemmeno con i politici di oggi che sono i primi ad alimentare l’odio contro gli altri. Veda Salvini che fa la vittima quando lui è il primo a istigare all’odio prima contro meridionali e adesso contro gli immigrati, definendoli un pericolo per la “pura razza padana”. Quindi, mi faccia la cortesia, non si erga a paladino della pace, che tollero tutto, meno l’ipocrisia. Grazie!
Certamente condannabile. Ma io credo che vada presa in seria considerazione la frustrazione di una voce del genere. Pentimento e negazione sono ancora peggio di quel post. Perchè certe cose succedono solo alla povera gente e la risposta dello Stato, la prevenzione dello Stato non esiste. E la gente è stanca. Delirante sì, ma se succedesse alla figlia della Meloni come è successo alle figlie di migliaia di italiani che si vedono l’assassino fuori dopo pochi anni?
Esatto! Vediamo, per esempio, cosa succederà al figlio di Ignazio La Russa, indagato per violenza sessuale e revenge porn, invece di pensare solo allo sfogo di un professore sciagurato ma forse esasperato.