Il fronte del no alla legge costituzionale per la riforma della giustizia é diviso in due. Ufficialmente il Pd, nel quale non mancano defezioni interne, e i Cinque stelle sbraitano sul pericolo dei pieni poteri, cioè di una sorta di dittatura della maggioranza, sbagliando referendum. Non si capisce infatti cosa c’entri una legge che istituisce la separazione delle carriere dei magistrati, che esiste in tutte le democrazie europee, con la svolta autoritaria. Forse si riferiscono al premierato. E anche su questo… Spiegateglielo, per favore. E poi c’é la posizione di Luciano Violante, sposata anche da Casini e Pomicino, secondo la quale la legge, con la costituzione del doppio Csm, uno per i giudici e uno per i piemme, favorirebbe il potere dei piemme. In che cosa non si comprende bene visto che gli sarebbero sottratte molte competenze, tra le quali quelle disciplinari affidate a un super comitato di toghe e laici. Ma la cosa che appare davvero contraddittoria é che questo presunto eccesso di potere dei piemme sia contestato dall’Associazione nazionale magistrati che é scesa in campo come tale in difesa del no alla legge. Dunque gli stessi piemme contestano questa attribuzione di un surplus di potere? Ne dubito fortemente. A proposito di una Anm che si é messa l’elmetto per combattere questa battaglia di conservazione andrebbero ricordati i confini entro i quali la Costituzione restringe un’azione politica della magistratura. La Costituzione prevede che si possano, con legge, stabilire limitazioni al diritto d’iscriversi ai partiti politici per i magistrati e la legge 109/2006 sanziona come illecito disciplinare “l’iscrizione o la partecipazione sistematica e a partiti politici”. La norma, secondo la Corte costituzionale, é precipuamente diretta a non consentire rapporti stabili tra i magistrati e i partiti politici. Come sostiene Mario Esposito, professore di diritto costituzionale su “Il Riformista”. “si tratta di un punto cardine dell’ordinamento vigente. Ma nel caso del Comitato si è ben oltre l’iscrizione del singolo magistrato ad un partito politico: è l’associazione dei magistrati che si fa partito politico, al fine di convertire il referendum costituzionale nella scelta tra un legislatore che è tale per attribuzione costituzionale e una sorta di “controlegislatore”, che quelle attribuzioni non ha”. Paradossale che l’accusa principale al legislatore sia quella di approvare una legge che lede l’autonomia della magistratura, quella stessa che, divisa in partiti politici (il sorteggio per l’elezione dei membri del Csm é uno strumento per impedirlo) rappresenta invece la più totale subordinazione dei magistrati alla politica. In tutto questo mentre i giustizialisti a Cinque stele agli ordini della grancassa di Travaglio e del Fatto quotidiano restano compatti sul fronte del no, nel Pd, a cominciare da Bettini, Gentiloni, Picierno e altri autorevoli esponenti si schierano per il sì. Incomprensibile la posizione di Renzi e di Italia viva che si é astenuta in Parlamento. Dirà di sì o di no visto che un “non so” non é ammesso? Che dire del Psi che in un manifesto indica di votare invitando a non attaccare la magistratura che attacca ad alzo zero la legge? Difenderà la legge ma non reagirà. Come un pugile suonato.
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Direttore. Nasce a Reggio Emilia nel 1951, laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna nel 1980, dal 1975 al 1993 é consigliere comunale di Reggio, nel 1977 é segretario provinciale del Psi, nel febbraio del 1987 è vice sindaco con le deleghe alla cultura e allo sport, e nel giugno dello stesso anno viene eletto deputato. Confermato con le elezioni del 1992, dal 1994 si dedica ad un’intensa attività editoriale (alla fine saranno una ventina i libri scritti). Nel 2005 viene nominato sottosegretario alle Infrastrutture per il Nuovo Psi nel governo Berlusconi. Nel 2006 viene rieletto deputato nel Nuovo PSI. Nel 2007 aderisce alla Costituente socialista nel centro-sinistra. Nel 2009 é assessore allo sport e poi all’ambiente nel comune di Reggio. Dal 2013 al 2022 dirige l’Avanti online.


1 commento
Caro Mauro noi siamo stati sempre per il Si ,e ha testa alta andiamo avanti così per non mollare mai, spero che il vostro gruppo voti Si