Si dirà. Cosa volete che siano due ebrei assassinati quando Israele ha massacrato 50mila palestinesi radendo al suolo Gaza. E’ un gioco a cui non mi presto perchè è proprio questa equiparazione che giustifica il razzismo e il duplice omicidio di Washington. Questo terrorista che spara ai due giovani impiegati dell’ambasciata israeliana che si trovavano all’esterno del museo ebraico al grido di “Palestina libera” compie un gesto ispirato da puro razzismo frutto di un delinquenziale sillogismo. Netanyahu è un terrorista, Netanyahu è ebreo, tutti gli ebrei sono terroristi. Esattamente come la logica che ispirò la notte dei cristalli il 10 novembre del 1938: l’attentato a Parigi di un giovane ebreo polacco a un diplomatico tedesco. Siccome l’attentatore era ebreo, i tedeschi hanno fatto fuoco e fiamme contro gli ebrei in tutta la Germania. Si tratta di un procedimento molto pericoloso, come pericoloso è l’assunto: Palestina libera dal fiume al mare. Il che comporta l’eliminazione da quel contesto geografico dello stato d’Israele. Fuori luogo infine le accuse di Netanyahu ai leader europei, in particolare Macron e Starmer, di aver fomentato questo barbaro omicidio. Non si può ritenere che Israele sia andata ben oltre il legittimo diritto di rispondere alle stragi del 7 ottobre con i massicci ed incessanti bombardamenti su Gaza senza sposare l’antisemitismo? E chiederci se per colpire un terrorista sia legittimo ammazzare cento innocenti? L’Europa proprio perchè ha condannato il comportamento del governo israeliano deve con forza mettere al bando ogni forma di razzismo e di antisemitismo. Elias Rodriguez, un trentenne di Chicago, membro di un movimento marxista-leninista, ha ucciso Yaron Lischinsky, diplomatico ventottenne, e la sua fidanzata Sarah Milgrim, impiegata dell’ambasciata. La coppia era in procinto di sposarsi. Aveva appena partecipato all’iniziativa sul dialogo tra Israele e l’Africa del nord. Ha pagato con la vita il suo essere ebreo. L’uno e l’altra non avevano altra “colpa” per la quale essere ammazzati.
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Direttore. Nasce a Reggio Emilia nel 1951, laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna nel 1980, dal 1975 al 1993 é consigliere comunale di Reggio, nel 1977 é segretario provinciale del Psi, nel febbraio del 1987 è vice sindaco con le deleghe alla cultura e allo sport, e nel giugno dello stesso anno viene eletto deputato. Confermato con le elezioni del 1992, dal 1994 si dedica ad un’intensa attività editoriale (alla fine saranno una ventina i libri scritti). Nel 2005 viene nominato sottosegretario alle Infrastrutture per il Nuovo Psi nel governo Berlusconi. Nel 2006 viene rieletto deputato nel Nuovo PSI. Nel 2007 aderisce alla Costituente socialista nel centro-sinistra. Nel 2009 é assessore allo sport e poi all’ambiente nel comune di Reggio. Dal 2013 al 2022 dirige l’Avanti online.


1 commento
Ci sarebbe da cominciare dalla diaspora. Ma sarebbe troppo lunga.
Riprendiamo dalla Germania e dall’Italia, che legiferarono la messa la bando degli ebrei e attuarono la “shoah”.
Nazisti e fascisti sterminarono gli ebrei. Chi aveva nel cuore la libertà e combatteva per cancellare nazismo e fascismo, aiutò e amò gli ebrei. E continua ad averli nel cuore. Israele fu un faro nel buio. Israele dei kibbutz, Israele socialista, colmava i nostri cuori. E continuammo ad amarli, anche dopo l’assassinio di Rabin.
La politica della destra israeliana ha causato in molti sentimenti che portano ad affievolire il passato ed a considerare Israele come fautrice di “progrom” contro gli arabi. Gaza mette a dura prova i sentimenti.
Chi non li ha o li ha persi può confondersi e agire da nazifascista.