Arriva oggi in commissione affari costituzionali della Camera dei deputati, ma si sente odore di rinvio, il cosiddetto disegno di legge IHRA sull’antisemitismo. Presentato da una delegazione parlamentare che va dal centro-destra al centro-sinistra, il disegno di legge punta ad introdurre la definizione di antisemitismo proposta dalla IHRA, International Holocaust Remembrance Alliance. In cosa consiste questa definizione fatta propria da numerosi paesi? Leggiamola attentamente: “L’antisemitismo é una certa percezione degli ebrei che può essere espressa come odio per gli ebrei. Manifestazioni di antisemitismo verbali e fisiche sono dirette verso gli ebrei o i non ebrei e/o alla loro proprietà, verso istituzioni comunitarie ebraiche ed edifici utilizzati per il culto”. Dove sta lo stato di Israele? Sta, volendo leggere bene, in quella definizione di “istituzioni comunitarie ebraiche”. Negli esempi poi esplicitati lo stato di Israele viene citato solo in due casi. Il primo quando si ritiene antisemita “accusare gli ebrei come popolo o Israele come stato di essersi inventati l’Olocausto o di esagerarne i contenuti”. Ma su questo penso che, per quanto l’odio verso il governo di Israele sia montato dopo i massacri di Gaza, nessun partito di destra come di sinistra, anche i più estremi, possa avere il minimo dubbio. Mettere in discussione l’Olocausto sarebbe negare la storia del novecento. Il secondo esempio é quello più contestato. Rimettiamolo in ordine. Antisemitismo é “negare agli ebrei il diritto all’autodeterminazione, per esempio sostenendo che l’esistenza dello stato di Israele é un’espressione di razzismo”. Certo negare il diritto all’esistenza dello stato di Israele non é solo una forma di razzismo, lo é francamente in misura minima, ma é un’affermazione che contrasta con il diritto internazionale. Lo stato di Israele é stato costituito infatti dopo una delibera presa dall’assemblea dell’Onu del 1947 e subito messa in discussione cogli attacchi bellici delle nazioni arabe che, anziché costituire nei loro territori lo stato palestinese, anche questo alla luce di analoga precedente deliberazione Onu, hanno dichiarato guerra a Israele. Poi c’é un terzo esempio che riguarda il paragone tra la politica degli israeliani e il nazismo che viene giudicato antisemita. Il testo del ddl che parte da una proposta del sen Del Rio, poi emendata collegialmente, e già votata a marzo dall’Assemblea di Palazzo Madama, ha ottenuto i voti compatti delle forze di governo, quelli di Azione e di Italia viva, quelli di due senatori Pd, mentre quest’ultimo partito ha deciso di astenersi. Contrari Avs e Cinque stelle. Adesso la palla a Montecitorio. Ed esplodono le polemiche. La prima é che il testo, che si compone di sei articoli, dove non si parla affatto di Israele, ma si riprende all’articolo 1 la definizione di antisemitismo dell’Ihra, impedisca le critiche politiche allo stato di Israele. Questo é comico giacché la legge non impedisce nulla che non sia già impedito dalle leggi vigenti, non introducendo nuovi reati amministrativi o penali. Ma, di più, anche il testo dell’Ihra fatto proprio dalla legge non considera antisemitismo alcuna critica al governo dello stato di Israele. Cioè un conto é definire antisemita chi considera Israele uno stato che si basa sul razzismo (anche qui senza introdurre nuove pene), un conto é definire stragista il governo di Netanyahu. Ma le strumentalizzazioni di questa sinistra sono all’ordine del giorno. Laura Boldrini chiama il Pd al voto contrario, Piero Fassino si schiera, come i riformisti del Pd, dalla parte della legge. E l’Anpi, che dovrebbe attaccare le leggi razziste introdotte da Mussolini nel 1938, fa da scendiletto alle manifestazioni dei pro Pal, anche dinnanzi a Montecitorio, assieme a Sinistra e Verdi e ai Cinque stelle. E compaiono anche bandiere di Hamas, autore della strage del 7 ottobre, e di Hezbollah, e di quando in quando slogan quali “Palestina dal fiume al mare”, che significa distruzione di Israele. Nemmeno questa nefandezza é proibita per legge. E giudicarla antiebraica non può essere penalmente rilevante. Aggiungerei purtroppo, se non mi si accusasse di non essere un riformista.
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Direttore. Nasce a Reggio Emilia nel 1951, laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna nel 1980, dal 1975 al 1993 é consigliere comunale di Reggio, nel 1977 é segretario provinciale del Psi, nel febbraio del 1987 è vice sindaco con le deleghe alla cultura e allo sport, e nel giugno dello stesso anno viene eletto deputato. Confermato con le elezioni del 1992, dal 1994 si dedica ad un’intensa attività editoriale (alla fine saranno una ventina i libri scritti). Nel 2005 viene nominato sottosegretario alle Infrastrutture per il Nuovo Psi nel governo Berlusconi. Nel 2006 viene rieletto deputato nel Nuovo PSI. Nel 2007 aderisce alla Costituente socialista nel centro-sinistra. Nel 2009 é assessore allo sport e poi all’ambiente nel comune di Reggio. Dal 2013 al 2022 dirige l’Avanti online.

