Doveva essere una trappola “mortale” e invece ne è uscita vincitrice.
Trump l’aveva preparata a dovere.
No a un nuovo duello in TV, che nel primo le aveva prese di santa ragione, e invece facciamola sbranare da Bret Baier in una mezz’ora su Fox News a pochi giorni dal voto e la partita è fatta.
La paura di “capelli gialli” Donald Trump è palpabile.
Eravamo a pochi giorni da ferragosto quando come Cassyus Clay, saltellando con faccia feroce sul ring, esortava con il guantone il povero Biden, seduto all’angolo sfinito, ad alzarsi per il secondo round fiutando il colpo del KO.
Invece pochi giorni dopo dal cilindro de “l‘asinello”, spuntava Kamala Harris.
Trump credeva ancora nella vittoria, era una donna, e per lui le donne vanno bene solo per il sesso.
Pensava di mangiarsela a bocconi.
E invece il famoso duello in TV lo vide sconfitto, balbettante e incerto, cedere ai colpi ai fianchi di Kamala.
E allora via la baldanza. No a un secondo duello.
I sondaggi si erano ribaltati e i suoi +5 si erano tramutati in un -4.
E siamo ai giorni nostri.
La vittoria se la sente sfuggire di mano e ogni giorno c’è uno scivolone che erode la sua forza.
E allora come tutti i deboli aveva preparato la congiura, l’agguato e il pugnale era nelle mani del killer pronto a colpire.
Ieri su Fox News, il suo fortino personale, Trump si aspettava di vedere la morte elettorale della sua avversaria.
Dalla immigrazione all’aborto, dai transgender ai sevizi sociali, il giornalista che la doveva intervistare aveva preparato tutti i temi che, secondo Trump, erano il suo lato debole.
E invece Kamala, come Indiana Jones, ha ribaltato le punte dei pugnali, che erano ormai tra i suoi occhi, verso l’avversario.
Incalzata sull’immigrazione, la vicepresidente ha puntato il dito contro Trump per aver fatto naufragare l’accordo raggiunto nel Congresso:”Ha preferito correre” nella sua campagna sull’immigrazione “invece che risolvere il problema”.
Poi dopo che le avevano fatto vedere un suo video in cui affermava di voler sostenere gli interventi chirurgici per i transgender, Kamal Harris ha incalzato Baier, che già si leccava le labbra, ricordando che quello che lei aveva detto era il contenuto di una legge fatta proprio da Trump e che quei tipi di interventi erano stati eseguiti durante l’amministrazione Trump:”Seguirò la legge” ha detto, “e questa legge è stata fatta da Trump”.
La vicepresidente ha quindi incalzato a sua volta Baier per un video, a suo avviso ingannevole, su Donald Trump in cui venivano nascosti i commenti dell’ex presidente sui “nemici interni” più pericolosi di quelli all’esterno.
“Questa è una democrazia, e un presidente degli Stati Uniti dovrebbe essere in grado di gestire le critiche”, ha dichiarato Kamala ricordando poi l’attacco al Campidoglio, che Trump definì un atto di amore.
“Se Trump ama ed è riamato da uomini armati che invadono e devastano il parlamento che è un luogo sacro vuol dire che Trump ama la violenza e la prepotenza”.
E poi la perla finale. La rottura con il passato.
“La mia presidenza non sarà la continuazione di quella di Joe Biden” ha dichiarato severa, “come ogni nuovo presidente porterò le mie esperienze e le mie nuove idee. Provengo fa una nuova generazione di leadership”.
Il distacco finale, la rottura della continuità.
Ha tolto a Trump l’unico argomento che aveva e cioè di essere stata parte della amministrazione Biden che lui giudicava incerta e balbettante.
“Un uomo instabile e confuso che non può governare l’America” queste le ultime parole di Kamala Harris.
Una dedica per Trump che sa molto di finale della storia.

