di Francesco Ruvinetti.
Sulla vicenda Venezuelana non riesco a condividere a posizione netta di condanna. Il rispetto della legge internazionale si dice. Ma non esiste più da tempo un ordine internazionale. Anzi, Cina, Russia, Brasile, India e i paesi del BRICS questo ordine lo vogliono cambiare.
Il documento del circolo Matteotti ecita: “tutti parlano del grande cambiamento. Ma cosa è cambiato per davvero? Non è lo scontro tra democrazie e autocrazie, perché questo ha accompagnato tutta la storia moderna e tutto il ventesimo secolo”. La novità del nostro tempo è un’altra: è la rottura tra nazioni e dentro le nazioni dell’Occidente.
Da anni negli Stati Uniti e in alcuni paesi europei è venuta crescendo la contestazione e l’erosione dei fondamenti dell’Occidente, e cioè la libertà individuale, la democrazia e la solidarietà sociale. Principi un tempo comuni a tutto il mondo occidentale, da cui gli Stati Uniti di Trump si stanno allontanando brutalmente. Parallelamente, in Europa crescono movimenti aggressivamente nazionalisti, reazionari e persino razzisti.
È presto naturalmente per dire se si tratti di una rottura definitiva – tutti ci auguriamo che non lo sia. In ogni caso, bisogna guardare in profondità per capire di che si tratta.
Se vengono meno gli equilibri propri di una democrazia liberale e in suo luogo si impone una oligarchia che non rispetta le libertà costituzionali e la separazione dei poteri, sfumano le differenze sostanziali rispetto alle dittature. Il capitalismo predatorio genera enormi disuguaglianze di reddito e di ricchezza e ha come conseguenza la plutocrazia. Quando la concentrazione di ricchezza supera ogni limite si rompe il contratto sociale. Allora si allarga il solco con le aspirazioni alla giustizia sociale e con la democrazia, quella liberale e costituzionale, che invece si regge su un insieme di regole e di vincoli comunitari entro i quali – e non oltre i quali – si esprime la volontà popolare.
Se tutto questo è vero, e lo è, che senso ha stare qui a disquisire sull’ordine internazionale violato, quando quell’ordine non esiste più? E se l’azione “illegale” di Trump portasse a liberare il Venezuela, Cuba e, anche, l’Iran, cosa diremmo? Io non me la sento di stare con Maduro o con gli Ayatollah sanguinari che massacrano le bambine, e con i dittatori cubani. Non me la sento di abbandonare quei popoli al loro destino, in attesa che un nuovo ordine internazionale legale dia loro la libertà. Trump è una sciagura per l’umanità, ma potrebbe anche avere fatto una cosa utile per la salvezza di quei popoli.
Il Riformista ha pubblicato una intervista con Alberto Pagani che io non conoscevo. Washington, dice Pagani, “non vede più il Venezuela come una dittatura regionale, ma come una piattaforma iraniana avanzata nelle Americhe”. La cattura di Maduro spezza quel legame e produce effetti sistemici su Theeran. E’ la perdita di un fronte geopolitico, non un semplice cambio di governo. “E poi ancora: l’Iran perde un canale vitale. Oro fisico-petrolio, flussi off-shore per aggirare sanzioni e SWIFT. Quel circuito sosteneva anche il rial. Con Maduro crolla l’economia ombra che teneva in piedi Theeran.” E tutto questo senza considerare il legame con Cuba, ma anche con Cina e Iran.
Il Venezuela era un centro di sistematica corruzione internazionale a favore delle dittature mondiali. E perché dovrebbe dispiacermi della sua caduta? E questo senza considerare i danni immensi al popolo? Il problema è che tutto questo accade senza che l’Europa possa mettere becco. E il nuovo ordine internazionale deve comprendere l’Europa.
Dopo l’intervento Russo in Ucraina, l’intervento americano in Venezuela. Non è sufficiente questo per fare dell’Europa e dell’Inghilterra, e del Canada (tutti alleati), ma anche del Giappone, un grande agglomerato capace di influire sui destini del mondo?


1 commento
Trump la gestirà benissimo. Farà benissimo anche con la Groenlandia.
Non lascerà fare il “benissimo” ai volenterosi + il Giappone.