Uniti per un lavoro sicuro, la celebrazione del Primo Maggio di Cgil, Cisl e Uil si concluderà a Roma a Piazza nel tradizionale anfiteatro di San Giovanni dove una cinquantina di artisti si esibiranno sul palco in una maratona di oltre 10 ore tra musica e riflessioni, con in primo piano il tema della sicurezza sul lavoro.
I tre leader sindacali dal canto loro si distribuiranno in mattinata lungo la penisola in luoghi che sono stati simbolo di incidenti sul lavoro.
Il tema sarà pero unitario e sarà quello della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, con un forte accento sull’emergenza delle morti bianche.
Il leader della Cgil, Maurizio Landini, interviene a Roma dove il corteo da Piazza Vittorio si concluderà sul palco ai Fori Imperiali.
“Abbiamo scelto di mettere al centro la vita delle persone”, ha sottolineato presentando le iniziative per la festa dei lavoratori, “e dire basta alle morti sul lavoro. Lavoro sicuro vuol dire lavoro non precario, lavoro ben pagato”.
Daniela Fumarola, la leader della Cisl, sarà a Casteldaccia, la cittadina siciliana dove il 6 maggio del 2024 morirono 5 operai impegnati al lavoro per la rete fognaria.
“I sindacati confederali”, ha spiegato “hanno scelto di dedicare questo Primo Maggio a salute e sicurezza sul lavoro perché è un tema che ci unisce, sul quale assolutamente non ci possono essere divisioni”.
Il leader della Uil, Pierpaolo Bombardieri, da par suo p, sarà a Montemurlo, in provincia di Prato.
“È una scelta” spiega, “per ricordare Luana D’Orazio, morta il 3 maggio 2021 a 22 anni, stritolata da un macchinario in una azienda tessile”.
Nel pomeriggio alla ragazza il comune di Montemurlo le intitolerà una strada alla presenza del Ministro del Lavoro Marina Calderone
“Parliamo di vite umane” ha aggiunto Bombardieri, “parliamo di sicurezza, di tutela della salute. Sono i temi che saranno sul palco e nelle piazze”.
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Vice Direttore. Nato nel 1956, studi classici e poi laurea in giurisprudenza, oggi è avvocato nella sua città, patria di Ovidio e Capograssi: Sulmona. Da bambino, al seguito del padre ingegnere, ha vissuto, dall’età di 6 sino ai 12 anni, in Africa, tra Senegal, Congo, Ruanda, Burundi, rimanendo anche coinvolto nelle drammatiche vicende della rivolta del Kivu del 1967. Da pochissimi anni ha iniziato a cimentarsi nell’arte della letteratura e ha già pubblicato quattro romanzi: “La Foglia d’autunno”, “L’ombra dell’ultimo manto” "I leoni siamo noi" (a quattro mani con la giornalista Francesca Di Giuseppe) e "Virgilia". Quest'ultimo vincitore del premio letterario internazionale Ovidio edizione del 2024. Giornalista pubblicista è anche opinionista del Riformista, di Mondoperaio, del Nuovo Giornale Nazionale. Impegnato in politica è attualmente membro del movimento Socialista Liberale.

