L’On.Oreste Pastorelli, presidente del Movimento Politico Socialista Liberale, interviene sulla riforma della separazione delle carriere.
Ci illustra quali saranno le posizioni del movimento e le strategie e ci regala anche qualche gustosa chicca storica.
Presidente Pastorelli, il senato ha licenziato in quarta lettura la riforma costituzionale della separazione delle carriere e ora si va verso l’inevitabile referendum. A destra esultano.
La separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e magistrati inquirenti è stata sì voluta da un ministro di questo governo di destra e da questa maggioranza è stato approvato, ma sotto il profilo culturale e ideologico non è roba loro. A destra se ne stanno appropriando ma le radici storiche e culturali di questa riforma sono ben altre.
Si spieghi meglio.
L’dea nasce a metà degli anni 80, all’interno del movimento socialista, quando si cominciò a pensare a una riforma del processo penale. Giuliano Vassalli, socialista, ministro di grazia e giustizia, ma anche esimio giurista e studioso di procedura penale, assieme ad un tavolo di esperti tra cui il Prof. Pisapia, gettò le basi del progetto che fu approvato nel 1988.
Il processo penale si trasformò da inquisitorio ad accusatorio e il cardine della riforma era la totale equiparazione tra accusa e difesa che prima non c’era. A seguire questa riforma il corollario sarebbe dovuto essere proprio la separazione delle carriere, che poi non fu possibile realizzare per le note vicende di tangentopoli.
In che senso la separazione delle carriere avrebbe completato la introduzione del nuovo processo.
Il nuovo processo penale voleva che il giudice fosse terzo tra accusa e difesa che a loro volta dovevano essere, rispetto a lui, sullo stesso piano. Va da sé la osservazione più immediata e forse banale e cioè che il P.M., ovvero l’accusa, non sarà mai visto sullo stesso piano della difesa fino a che il giudice lo continuerà a considerare come un collega. Ecco perché è necessario distinguerli.
Perché i socialisti hanno voluto la riforma del processo penale e, in secondo istanza, volevano la separazione delle carriere.
Perché nella cultura socialista c’è, e c’è sempre stata, anche quella garantista. Il processo penale deve essere un equo confronto, o se vuole chiamiamolo dibattito processuale, tra accusa e difesa senza che la prima prevarichi sull’altra. La colpevolezza deve essere e provata con delle prove certe e devono essere messe a disposizione della difesa per le sue valutazioni prima del processo e non durante. E il tutto deve essere ispirato al criterio della presunzione di innocenza. Senza prove non c’è colpevolezza.
Così non è che mandiamo colpevoli in giro?
Guardi che la presunzione di innocenza (o di non colpevolezza) è una questione di civiltà giuridica antichissima. Fu affermata da Socrate, che durante il suo processo letteralmente inventato, (fu accusato di corrompere i giovani e indurli verso divinità diverse da quelle ufficiali di Atene) disse proprio questo: che nessuno può essere condannato senza le prove e che ogni cittadino deve essere considerato innocente fino a prova contraria. Era il 399 a.C.
Quindi la destra italiana è garantista.
A giorni alterni.
Si scopre garantista su questa riforma, ma è giustizialista su tanti altri temi.
Per esempio sulla immigrazione e sulla sicurezza.
Il decreto sicurezza recentemente approvato è un provvedimento fortemente giustizialista che inasprisce alcuni reati e ne introduce di nuovi, anche d’opinione. Poi magari nei commissariati non hanno i soldi per mettere la benzina alle volanti o non hanno personale per prestare servizi di prevenzione adeguati.
A destra fanno solo propaganda.
La sinistra, parliamo di PD, 5Stelle e Sinistra Italiana sono contrari.
Anche questa è una anomalia. Io sono cresciuto in un’epoca, quella del 68, in cui tutto il mondo della sinistra, quello socialista ma anche quello molto forte della sinistra extraparlamentare, era profondamente garantista. Il PCI meno. Però il garantismo era patrimonio culturale della sinistra mentre le forze di destra e conservatrici erano fortemente giustizialiste.
Vedere il PD, non parlo dei 5Stelle, schierato in trincea contro questa riforma mi fa specie. Se fossero stati guidati da una componente illuminata avrebbero dovuto collaborare alla riforma, o almeno non fare ostracismo preconcetto, e impedire che la destra la potesse fare solo sua appropriandosene e dandosi la patente da garantisti.
Presidente le sue considerazioni stanno anticipando la risposta all’ultima domanda. Al referendum voterete sì?
Non solo al referendum inviteremo i nostri iscritti a votare sì e faremo propaganda per il sì, ma abbiamo già dato la nostra adesione al “Comitato Giuliano Vassalli”, che raccoglie oltre ai socialisti liberali anche altre componenti riformiste e liberali della società italiana, per promuovere in tutte le sedi e in tutte le forme un convinto sì al voto referendario.


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CAMERA DEI DEPUTATI N. 5539
—
PROPOSTA DI LEGGE
D’INIZIATIVA DEI DEPUTATI
CREMA, BOSELLI, ALBERTINI, BRANCATI, CEREMIGNA,
SERGIO FUMAGALLI, PARENTI, SCHIETROMA, VILLETTI
Delega al Governo per la diversificazione
dei ruoli nella magistratura
Presentata il 21 dicembre 1998
ONOREVOLI COLLEGHI ! — Tra i princıpi del
giusto processo, riconosciuti in tutti i Paesi
democratici del mondo occidentale, il piu`
importante e` quello dell’imparzialita` del
giudice, al quale corrisponde il diritto del
cittadino ad un giudice terzo. Nel nostro
ordinamento questo principio e` costantemente vulnerato a causa della commistione
tra le funzioni giudicanti e requirenti, che si
e` manifestata sia per la frequente trasmigrazione dei pubblici ministeri nell’ambito
della magistratura giudicante o viceversa,
sia per i poteri decisionali che sono stati
impropriamente riconosciuti al pubblico
ministero, con la possibilita` di incidere
sulla liberta` personale e di condizionare il
giudice nell’adozione dei provvedimenti
cautelari e nella pronuncia delle sentenze.
Questo ha portato alla politicizzazione dei
pubblici ministeri ed al loro prevalere, anche in termini di rappresentanza all’interno
del Consiglio superiore della magistratura,
rispetto alla magistratura giudicante, sempre piu` negletta e umiliata dallo strapotere
dei pubblici ministeri.
La politicizzazione della giustizia e` avvenuta attraverso l’uso della custodia cautelare al fine di ottenere la « collaborazione
giudiziale », il tramutamento del « silenzio » dell’indagato in presunzione di colpevolezza, con l’inversione dell’onere della
prova, l’uso indiscriminato e massiccio
Atti Parlamentari —1— Camera dei Deputati
XIII LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI
delle intercettazioni telefoniche ed ambientali e il fenomeno delle polizie speciali
parallele, largamente irresponsabili. Lentamente si e` formata una cultura della
giurisdizione, non sempre rispettosa delle
regole dello Stato di diritto, che ha consentito ad alcuni di parlare di via giudiziaria della politica. Il problema riguarda
una parte minoritaria, ma assai potente e
priva di ogni controllo, della magistratura
requirente. Si rende quindi necessaria
l’adozione di un provvedimento legislativo
che, pur rispettoso dei princıpi aventi dignita` costituzionale, a garanzia dell’imparziale espletamento della funzione giurisdizionale, assicuri l’effettivita` della distinzione funzionale tra magistrato del pubblico ministero e giudice.
La presente proposta di legge facilita
l’adeguamento delle norme ordinamentali
interne ai princı`pi del giusto processo, consacrati anche a livello sovranazionale dall’articolo 14 del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, firmato a New
York il 19 dicembre 1966 e reso esecutivo
dalla legge 25 ottobre 1977, n. 881, e dall’articolo 6 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle liberta` fondamentali, firmata a Roma il 4
novembre 1950 e resa esecutiva con legge
4 agosto 1955, n. 848. Resta ferma l’inderogabilita` dei princıpi di autonomia ed
indipendenza della magistratura requirente, della obbligatorieta` dell’esercizio
dell’azione penale e di sottoposizione del
giudice soltanto alla legge.
Atti Parlamentari —2— Camera dei Deputati — 5539
XIII LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI
PROPOSTA DI LEGGE
__
ART. 1.
1. Il Governo e` delegato ad emanare,
entro sei mesi dalla data di entrata in
vigore della presente legge, uno o piu` decreti legislativi, al fine di introdurre la
separazione dei ruoli giudicante ed inquirente degli appartenenti all’ordine giudiziario e di disciplinare le modalita` del
passaggio dall’uno all’altro ruolo, secondo
i princıpi e criteri direttivi di cui all’articolo 2.
ART. 2.
1. Nell’attuazione della delega di cui
all’articolo 1, il Governo si attiene ai seguenti princıpi e criteri direttivi:
a) la separazione dei ruoli non deve
intaccare il principio per il quale la magistratura inquirente e quella giudicante
fanno parte di un organo autonomo ed
indipendente da ogni altro potere, in conformita` all’articolo 104, primo comma,
della Costituzione;
b) il pubblico ministero gode delle
garanzie stabilite nei suoi riguardi dalle
norme vigenti sull’ordinamento giudiziario;
c) il pubblico ministero fa parte dell’ordine giudiziario al pari degli appartenenti alla magistratura giudicante;
d) il pubblico ministero ha l’obbligo di
esercitare l’azione penale, in conformita`
all’articolo 112 della Costituzione;
e) i magistrati del pubblico ministero
devono avere sedi proprie, separate da
quelle della magistratura giudicante;
f) l’accesso alla magistratura giudicante ed inquirente avviene con concorsi
separati;
Atti Parlamentari —3— Camera dei Deputati — 5539
XIII LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI
g) e` precluso all’uditore giudiziario
che abbia effettuato la scelta per una delle
due funzioni, requirente o giudicante, il
passaggio all’altra funzione;
h) l’elezione dei membri togati del
Consiglio superiore della magistratura deve
garantire la presenza dei magistrati del
pubblico ministero e giudicanti secondo le
rispettive consistenze numeriche.
ART. 3.
1. Il Governo, entro un anno dalla data
di entrata in vigore dei decreti legislativi
previsti dalla presente legge, adotta i relativi regolamenti di attuazione.
27 anni orsono firmai per primo con i deputati socialisti questo Pdl che prevedeva la diversificazione dei ruoli nella Magistratura.
Se i governi dell’Ulivo nella XIII Legislatura approvavano la nostra proposta si risolveva tutto 27 anni fa.
on Giovanni Crema