Siamo a San Siro, la partita è la classica bianconeroazzurra, mancano pochi minuti alla fine del primo tempo, circa dieci, e Kalulu, giocatore juventino di origini rossonere, guarda un giocatore dell’Inter sfrecciargli accanto. Guarda sì, proprio guarda nel senso che si è limitato a guardarlo.
Si chiamava Bastoni.
Questo stramazza a terra come se fosse stato colpito da uno dei missili rotanti di Mazinga Z, con evidenti intenti simulatori.
Giallo per lo juventino, anzi secondo giallo, ed espulsione. Bastoni resuscita meglio di Gesù e come un tarantolato si mette a esultare manco gli avessero dato un rigore,
La partita era sull’1 a 1 e la Juve stava giocando un gran calcio mentre l’Inter mica tanto. Insomma il contrario dei pronostici che avevano previsto un massacro da parte del “poderoso squadrone nerazzurro” ai danni del povero agnellino (altro che zebra) bianconero.
Invece voilà, la vecchia signora si era resa una milfona per di più cougar e stava rifacendo faccia al biscione d’Italia.
Ovviamente partita falsata e risultato finale 3 a 2 per l’Inter.
Tutto il mondo calcistico italiano è insorto, non c’è stato un talk show, una moviola, un giornale, un commentatore, un dirigente sportivo, lo steso Rocchi designatore degli arbitri che non abbia detto che l’errore arbitrale era stato talmente clamoroso da sfiorare lo scandalo.
Voi direte che caxxo c’entra tutto questo con un giornale d’opinione e soprattutto con la sua prima pagina.
In effetti non c’entrerebbe niente se non fosse che “c’entra perché ci capa”, come direbbero al mio paese, perché nella vicenda è entrato a gamba tesa Ignazio La Russa, il Presidente del Senato e seconda carica dello stato.
La Russa è un noto tifoso nerazzurro, molto fanaticuccio e spesso dedito a commenti non proprio perle di competenza calcistica.
“Caro Chiellini non sei la persona più indicata per dare lezioni”, ha detto, “siamo in credito. Avremmo vinto con 3 goal di vantaggio in 11 contro 11, perché non si sarebbero potuti chiudere in difesa, se si sentono derubati, per noi vincere in casa contro la Juve ci fa il doppio piacere”.
Eccolo qua. Il ducetto in miniatura della Milano da mangiare, emigrato dalla Sicilia della quale non ha perso neanche la calata, che decide lui chi ha diritto o meno di parlare pena un bottiglione di olio di ricino.
“Io intanto voglio dire due cose,” ha aggiunto La Russa, “che dopo l’1-1 abbiamo preso 2 pali e anche in 11 contro 11 avremmo vinto con 3 goal di scarto. Non c’è nessuna prova che a parità di uomini non avremmo superato la Juve, secondo me avremmo vinto comunque. Se si vuole incentrare tutto su un episodio ricordiamoci che siamo sempre in credito e ci siamo sentiti troppe volte derubati dalla Juve e per una volta fosse vero che abbiamo derubato un’espulsione, ed un po’ lo è, non è così grave”.
Ipse dixit.
Caso mai doveva essere il contrario: Bastoni ammonito per simulazione ed espulso per doppio giallo.
E poi vediamo come finiva.
Diciamocelo francamente, dopo aver apprezzato la classe e l’eleganza di Mattarella nell’inaugurare le olimpiadi, ancor prima spettatore discreto ma entusiasta della finale femminile degli Internazionali di Roma ad ammirare Jasmine Paolini e poi, due giorni fa, incantato dalla discesa elegante e trionfante di Federica Brignone, vedere questa smodata uscita di La Russa così lontana da qualunque sfumatura di garbo ed eleganza istituzionale ci inorridisce.
Si comporta con i modi prepotenti e arroganti dello squadrista, epigono dei gerarchi di fede nerazzurra Bottai, Starace e Balbo.
Del resto già in altri momenti il camerata La Russa aveva mostrato incuranza dell’etica e dei valori dello Stato Repubblicano Democratico e Antifascista figuriamoci se si faceva mancare l’occasione di mostrare gli stessi modi parlando di calcio.
E a costui che qualcuno ha pensato come futuro Presidente della Repubblica?
Mamma mia! Meglio Presidente dell’Inter. Una ragione in più per percularla ancor di più.
Del resto o in politica o nello sport il fanatismo ha sempre lo stesso sapore.
A quando l’obbligo del saluto romano per i giocatori schierati a centrocampo prima dell’inizio?
Eja eja, alalà.


1 commento
Il rifascio pensa a Meloni, che non deve essere interista.