Fuochi d’artificio, colpi di mortaio, non bastano più. Ad Afragola il nuovo anno si festeggia armi in mano e uccidendo con proiettili il vecchio anno che avrà pure tante colpe ma non per finire così. Spara di qua e spara di là ci scappa anche il morto, anzi la morta. Si tratta della 45enne Concetta Russo, colpita da un proiettile esploso da una pistola calibro 380. Il colpo é partito dalla stessa casa in cui si era riunita la sua famiglia per festeggiare il nuovo anno. Un povero clochard é stato rintracciato a Napoli l’indomani, morto per il freddo e la fame, rannicchiato in piazza del Plebiscito sotto il palco dopo la grande festa che si era protratta fino alle prime ore del mattino. Di lui non s’era accorto nessuno. La festa non poteva finire in tragedia. Anche a Roma un altro morto a causa di uno schianto nella zona di villa Pamphili attorno alle 4 e mezza del mattino. La vittima é un ragazzo di 27 anni che aveva trascorso la notte a festeggiare e molto probabilmente a bere. La società civile non sarà meglio di quella politica. Ma in questa occasione anche la politica si é adeguata a questa frenesia autolesionistica. Parliamo del caso Pozzolo, un parlamentare di Fratelli d’Italia che avrebbe sparato a un assistente alla sicurezza del vice ministro della Giustizia Delmastro. Qui la scena, raccontata, da più parti e anche con risvolti assai diversi, sarebbe stata la seguente. Delmastro, già noto per aver passato all’arcigno Donzelli informazioni riservate sul caso Cospito, che poi il buon Donzelli ha spifferato alla Camera, aveva organizzato una festa di San Silvestro nel suo paese (dove è sindaca la sorella, Fdi ci tiene assai alll’unità delle famiglie). All’una di notte si presenta il collega Pozzolo, dicono alquanto alterato e mostra una mini rivoltella ai presenti (non un libro di Filosofia su Parmenide scritto da Severino). Gli parte un colpo, non un mini colpo, che ferisce alle gambe un addetto alla scorta di Delmastro. Il quale, secondo alcune testimonianze, non era presente al momento dello sparo perche stava smaltendo i rifiuti. Pozzolo poi si ricrede. Il colpo sarebbe partito inavvertitamente a un ragazzo a cui aveva consegnato l’arma (una North American arms calibro 22 e non il libro di Collodi Pinocchio). Terza versione, odierna, il ferito si sarebbe ferito da solo evidentemente puntandosi contro l’arma perché non sopportava più la cena con Delmastro e Pozzolo. Questa ipotesi é stata poi subito ritirata perché debordava nell’assurdo. Mourir pour Danzique era discutibile, ma mourir pour Pozzolo proprio no. Resta la politica, ma quella semi seria. E gli interrogativi legittimi. Ma la Meloni di quale banda di imbelli si é circondata? il presidente del Senato che confonde una truppa di soldati delle Ss con una banda del liscio. il ministro Valditara che esalta l’umiliazione come fonte di crescita, il ministro Piantedosi che a proposito del disastro di Cutro attribuisce la responsabilità ai genitori cui la disperazione non può consentire di mettere a repentaglio la vita dei figli, l’accenno alla sostituzione etnica del solito cognato, il ministro Sangiuliano che sostiene che Dante Alighieri è stato l’inventore del pensiero di destra del nostro Paese, poi il caso Gianbruno, e adesso il caso Verdini figlio e le confessioni da dilettante allo sbaraglio al telefono su Matteo e sui parlamentari e amici su cui contare per i suoi affari con l’Anas. Chiude il cerchio un deputato che gira con una pistola e ferisce una guardia del corpo del suo più illustre collega. Basta? La Meloni, ha ragione Galli della Loggia, avrebbe dovuto fare altre scelte e non mettere il suo cerchio magico al potere. Esplosivo davvero.
- Associazione socialista liberale
- Cose di provincia
- Dai teatri e altro
- Dal mondo
- Economia e Lavoro
- Il Mondo è Bello perché è Avariato
- Giustizia
- Il Corriere della Pera
- In evidenza
- Istituzioni e territorio
- L’editoriale
- L’occhiodelbue
- Non menare il can che dorme
- Parliamo di noi
- Pillole di cultura
- Politica
- Politique d’abord
- Prampoliniana
- Prima pagina
- Redazione
- Route El Fawari
- Sanita
- Sport in pillole
- Storia socialista
- Suffrangetta
Direttore. Nasce a Reggio Emilia nel 1951, laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna nel 1980, dal 1975 al 1993 é consigliere comunale di Reggio, nel 1977 é segretario provinciale del Psi, nel febbraio del 1987 è vice sindaco con le deleghe alla cultura e allo sport, e nel giugno dello stesso anno viene eletto deputato. Confermato con le elezioni del 1992, dal 1994 si dedica ad un’intensa attività editoriale (alla fine saranno una ventina i libri scritti). Nel 2005 viene nominato sottosegretario alle Infrastrutture per il Nuovo Psi nel governo Berlusconi. Nel 2006 viene rieletto deputato nel Nuovo PSI. Nel 2007 aderisce alla Costituente socialista nel centro-sinistra. Nel 2009 é assessore allo sport e poi all’ambiente nel comune di Reggio. Dal 2013 al 2022 dirige l’Avanti online.

