di Francesco Accursio
Il grave episodio dell’aggressione a un rabbino, Tzemach Mizrachi, in piazza Bande Nere, in pieno giorno, nel cuore del quartiere ebraico, è un fatto che deve fare riflettere. Lo sdegno non basta. Per quanto grave, questo avvenimento non è un episodio isolato, ma la punta di un iceberg.
Ci sono stati a Milano, negli ultimi due o tre anni, numerosissimi episodi di insulti, intimidazioni, e anche violenze fisiche ai danni di cittadini ebrei.
Nel settembre 2026 due turisti che portavano la kippà, in piazzale Siena, sono stati aggrediti. Si sono verificati episodi di aggressione verbale ed anche inseguimenti in strada ai danni di cittadini ebrei che portavano simboli che li rendevano riconoscibili. Un turista francese, in compagnia di due figli piccoli, è stato seguito in bagno e picchiato nell’autogrill di Lainate.
Nel 2015 in via S. Gimignano il rabbino Nathan Graff è stato accoltellato alle spalle da un uomo incappucciato. E la lista potrebbe continuare.
Senza contare l’aggressione, in forze, da parte di estremisti “pro-Pal” durante il corteo del 25 Aprile, dove chi partecipava sotto le insegne della Brigata Ebraica (si trattava non solo di ebrei, ma in maggioranza di cittadini non ebrei, cittadini democratici, pacifici, vicini ai movimenti laico liberal democratici, Repubblicani, Liberali, Socialisti Liberali, e poi membri della comunità ucraina di Milano, e una nutrita rappresentanza della comunità degli esuli iraniani, che da sempre sono vicini agli ebrei milanesi e allo Stato di Israele) è stato aggredito con violenza. Dopo aver fermato il corteo sono stati malmenati, espulsi, e questo purtroppo nel silenzio più totale se non addirittura con il beneplacito dell’ANPI.
E’ evidente che non si può più andare avanti così, specie dopo l’aggressione al rabbino di pochi giorni fa, e soprattutto è chiaro che la Milano civile, tollerante, inclusiva, non può più fare finta di niente e voltarsi dall’altra parte.
Per dimostrare la solidarietà di Milano al rabbino aggredito e agli ebrei della Comunità cittadina è stata organizzata per la giornata di martedì 22 settembre una iniziativa pubblica nella bellissima piazza San Carlo, uno spazio circoscritto da tre lati ma aperto verso il quarto lato in modo che anche i passanti potessero vedere e sentire e se interessati, aggiungersi ai presenti. Una iniziativa informale, niente palco o oratori. Un semplice rialzo dal quale hanno parlato esponenti dei partiti e delle associazioni, tuttavia senza insegne politiche, bandiere di altri stati, o simboli religiosi, ma anche molti cittadini comuni di ogni estrazione politica, religiosa o culturale.
“Abbiamo le scuole vigilate, i luoghi di culto presidiati, e io stesso sono costretto a girare con la scorta. Una scorta che in precedenza avevo rifiutato ma che ora è diventata indispensabile.” ha detto Walker Meghnagi , presidente della Comunità ebraica di Milano. Ha poi rivolto un appello, forte, alle forze politiche democratiche di tutti gli schieramenti affinché votino il DDL contro l’antisemitismo, rivolgendosi in particolare al PD, partito nel quale purtroppo nel quale c’è una forte divisione su tale argomento.
E ha anche sollecitato il Presidente Mattarella, “un grande Presidente”, a prendere posizione.
Davide Romano, presidente del Museo della Brigata Ebraica, si è rivolto anche ai leader di AVS, Bonelli e Fratoianni, che nelle numerose iniziative contro l’antisemitismo non si sono mai fatti vedere, nemmeno una volta, come Casa Pound e Forza Nuova.
“Si stanno comportando come i neofascisti, decidano loro se è corretto quello che stanno facendo”, ha affermato Romano.
E di certo –aggiungiamo noi- è significativo che contro il decreto che vuole combattere l’antisemitismo ci siano da una parte Vannacci e dall’altra l’ANPI.
Quello di ieri in piazza San Carlo ha rappresentato un momento “alto”, una presa di posizione ferma e inequivocabile da parte di tanti cittadini milanesi.
Ora non resta che sperare che la giornata di martedì 22 non sia qualcosa di episodico, che scivola via, ma che resti, e diventi una di quelle che cambiano finalmente qualcosa nel rapporto di Milano rispetto all’emergenza dell’antisemitismo, che in città sicuramente c’è, è sotto gli occhi di tutti, e sta alzando la testa ogni giorno di più.

