“La cultura non serve solo a sembrare più colti, ad ambire a posizioni lavorative più alte o fare bella figura in contesti sociali.
È il nostro alleato in quei giorni in cui non abbiamo risposte, in cui ci serve qualcosa che ci faccia rallentare e riconnettere con noi stessi.
Non sempre possiamo cambiare una giornata storta, ma possiamo scegliere i gesti che la attraversano”.
Da Libreriamo
La cultura non è un trofeo da esibire, ma un luogo interiore in cui tornare quando il mondo si fa stretto.
È quel luogo quieto che ci abita quando tutto fuori accelera.
Non pretende di salvarci, non cambia l’andamento di una giornata storta: semplicemente ci ricorda che abbiamo un centro, un ritmo nostro, una profondità che non dipende dagli eventi.
È un gesto di ritorno a sé, una pausa che rimette in ordine il respiro.
In questo suo modo discreto di accompagnarci, ci insegna che non serve dominare il giorno: basta attraversarlo con consapevolezza.
A.M.
Foto di Antonio Treccarichi
(Monastero dei Benedettini, Catania).

