“Quando smetti di raccontare ai tuoi amici ogni dettaglio della tua vita, i tuoi nemici resteranno a digiuno di informazioni. Niente pettegolezzi da far circolare. Nessuna possibilità di criticarti per le tue scelte. Non tutte le persone che consideri o chiami amici lo sono davvero. Alcuni fingono di esserti accanto solo per alimentare i tuoi nemici. Fai attenzione a chi chiami amico, perché uno dei nemici più pericolosi è chi finge di esserlo. La privacy è potere: ciò che la gente non sa, non può distruggere”.
Cit.
Ho imparato sulla mia pelle che non sempre il tradimento arriva da lontano. A volte siede accanto a te, ti parla con voce dolce e ti accompagna persino nei momenti più sacri, quelli che nessuno dovrebbe profanare. Nell’ultima notte di vita di mio padre, una persona che chiamavo amica era lì non per sostenermi, ma per carpire e riferire ogni cosa a chi mi voleva ferire, cosa che faceva già da molto tempo per puro e miserabile opportunismo. Dentro di me qualcosa già sapevo, ma non volevo crederci, mi avrebbe mostrato un’anima nera di una bruttezza incredibile. Poi i frammenti si sono ricomposti: episodi, sguardi, incoerenze, voce tremante, notizie giunte da terzi. E la verità è diventata nitida. Non ho fatto scenate, non ho cercato un confronto, sarebbe stato un disonore anche solo il proferir ancora una parola. Ho scelto il silenzio, che è la forma più alta di lontananza, la porta chiusa per sempre e la pace ritrovata. Da allora ho capito che la privacy non è diffidenza: è protezione. E che certe presenze di infimo livello morale non meritavano nemmeno di varcare la soglia della nostra casa, né di avvicinarsi a mio padre specie nel suo ultimo respiro. La falsità mostrata davanti alla morte è stata la misura definitiva della sua miseria: un tradimento consumato nel momento più sacro, quando Dio è più vicino che mai e tutto vede. Non ho più bisogno di verità: quella l’ho vista con i miei occhi. Ora attendo la giustizia, quella che non chiede il mio intervento, perché il male compiuto davanti al sacro porta già in sé la sua condanna. E quando la vita presenta il conto, lo fa sempre con precisione.
A.M.

