“Lo sai, mettersi ad amare qualcuno, è un’impresa. Bisogna avere un’energia, una generosità, un accecamento… C’è perfino un momento, al principio, in cui bisogna saltare un precipizio: se si riflette non lo si fa. Io so che non salterò mai più”.
Jean-Paul Sartre
L’aforisma di Sartre coglie con lucidità quasi crudele la natura vertiginosa dell’amore: non un sentimento che accade, ma un atto di coraggio che chiede slancio, fiducia, persino una certa cecità. Amare significa esporsi, rinunciare al controllo, accettare il rischio di cadere. E quel “non salterò mai più” non è rassegnazione: è la consapevolezza di chi ha visto il prezzo della caduta e riconosce che l’amore, per essere vero, pretende una forza che non sempre siamo disposti a rimettere in gioco. In poche righe, Sartre mostra che l’amore non è un destino, ma una scelta radicale e che ogni scelta radicale lascia cicatrici che insegnano, ma talvolta chiudono.
A.M.
Foto di Antonio Treccarichi

