Cosa escogiterà Emmanuel Macron questa volta per riconfermarsi al vertice della scena politica francese? Il risveglio dopo le elezioni europee e stato peggiore delle pur negative previsioni. Ai dati provenienti dalle urne con la grande affermazione del Rassemblement National di Marine Le Pen, alla sconfessione del suo Governo si è aggiunto un altro elemento negativo dopo la sua decisione di sciogliere il Parlamento e di andare a elezioni anticipate. Jordan Bardella, il presidente del movimento di estrema destra ha annunciato un accordo con i Republicains, moderati di destra, conosciuti anche come golliisti, che quindi si presenteranno uniti nelle prova elettorale prevista per il 30 giugno e il 7 luglio. Un bel guaio per la sua coalizione che finora aveva governato anche grazie spesso alla benevola astensione dei golliisti. Macron ha fatto notare che non poteva fare finta di nulla dopo la scoppola presa ma il fatto che sia riuscito sempre a superare le difficoltà e gli agguati e la sua indiscutibile cultura politica fanno presupporre che abbia ancora molte carte da giocare. Vediamo. Innanzitutto ha già precisato che qualunque sara’ il responso della prossima consultazione non si dimetterà. E cio rappresenta un calcolo che il Presidente francese non può aver fatto senza avere in testa una precisa strategia di rilancio. Un comportamento diverso da quello del Premier tedesco Olaf Scholz anche lui di fatto sfiduciato dall’avanzata dei popolari e dell’ estrema destra neonazista. Da Scholz una reazione di difesa rimanendo attaccato a un Esecutivo ormai delegittimato, da Macron un comportamento da attaccante determinato. Del resto per la destra francese l’accordo presenta ancora molte insidie. Molti big dei repubblicains infatti lo hanno giudicato affrettato e una decisione di vertice del presidente del partito Eric Ciotti, presa senza consultare gli iscritti. All’interno dei golliisti prevale in questo momento la paura di andare alle elezioni senza la certezza di essere riconfermati nel prossimo Parlamento e quindi si ragiona in termini di convenienza personale più che di scelta politica. Un segnale di disponibilità da parte della coalizione messa insieme da Macron potrebbe convincere molti a ritenere più conveniente allearsi con lui piuttosto che con la Le Pen. L’inquilino dell’Eliseo, per il suo ruolo istituzionale, non potrebbe fare campagna elettorale, ma la sua mano da esperto manovratore si è vista chiaramente durante la conferenza stampa in cui ha lanciato la proposta di un raggruppamento contro gli estremismi ed ha accusato i repubblicains di aver tradito lo spirito di De Gaulle. Guarda caso poche ore dopo un Esecutivo di questo partito ha espulso Ciotti ( che ha ritenuto non legale la decisione) rinnegando l’accordo con la Le Pen. Estrema destra che tra l’altro non risulta completamente rappresentata dal Rassemblement National e anche su questo Macron può giocare. Rimane il discorso che riguarda la sinistra francese erede dell’era di Mitterrand ma che Jean Luc Melenchon non è riuscito a rimettere in gioco in modo competitivo. Per due motivi. Il primo legato all’eccessivo accentramento di potere per lui all’interno di una coalizione che ha bisogno anche dei verdi e dei socialisti per vincere e invece e’ dominata dal suo movimento. Ma anche per le divisioni politiche esistenti soprattutto sui temi internazionali come la guerra in Ucraina e la situazione a Gaza. Sembra, con i parametri francesi, quello che sta succedendo nel nostro Paese, dove da una parte cinque stelle e sinistra radicale dall’altra Riformisti e parte del PD stanno, su questi temi, su fronti opposti. A Parigi Place Publique, che ha messo insieme il movimento di Raphael Glucksmann e i socialisti ed e’ arrivato terzo alle europee e primo tra i partiti della sinistra, vuole sbarazzarsi degli impresentabili e della politica antisemita di Melenchon. E qui, forse maggiormente che a destra, si aprono interessanti spazi di movimento per Emmanuel Macron che non ha mai rinnegato le sue origini socialiste e riformiste e che dalle trattative in atto per la nuova Commissione europea potrebbe trovare ulteriori possibilità di nuove intese politiche in Francia. Non mancano molti giorni alle elezioni anticipate e possiamo stare sicuri che un animale politico come Emmanuel Macron non vi giungerà impreparato o rassegnato.
Alessandro Perelli

