di Roberto Giorgi Ronchi
“dedicata alle vittime di errori giudiziari”.
Lo scorso 4 agosto la Camera dei Deputati ha approvato l’istituzione della giornata dedicata a Enzo Tortora ed alle vittime degli errori giudiziari: sarà il 17 giugno, giorno in cui, nel 1983, l’innocente Enzo Tortora fu arrestato e fatto sfilare in manette avanti alle telecamere.
L’iniziativa ha illustri precedenti nel mondo: negli USA ed in Canada il 2 ottobre si celebra il “Wrongful conviction day”, una giornata dedicata alle vittime di ingiuste condanne. L’iniziativa è partita anni fa da associazioni che si occupano di diritti civili, poi è stata adottata da numerose ed importanti istituzioni locali, come ad esempio la città di Toronto. Il significato è sensibilizzare i cittadini sulle conseguenze legali, personali e sociali delle condanne ingiuste e riflettere sulle cause di questi drammi, per cercare di prevenirli.
In Italia invece la proposta e’ rimasta a languire in Parlamento per anni, sino ad oggi.
Eppure il nostro Paese avrebbe un gran bisogno di questa iniziativa: com’è noto, infatti, dal 1991 al 2025 i contribuenti italiani hanno speso una cifra mediamente pari a quasi 29 milioni di euro all’anno, per indennizzare le vittime di errori giudiziari e di ingiusta detenzione.
Ma c’è di più: una giornata dedicata alle vittime di malagiustizia potrebbe essere un’occasione per rilanciare la cultura delle garanzie e per divulgare i valori del giusto processo, cioè i valori espressi nella nostra Costituzione in tema di Giustizia.
Potrebbe essere il momento adatto per pensare alle tantissime persone che hanno avuto la vita rovinata sulla base di semplici sospetti: nel nostro Paese la presunzione di non colpevolezza, pure espressa con forza nella Costituzione all’art. 27 comma 2, di fatto è abrogata da tempo nel costume, nel linguaggio, nel mondo della comunicazione. La situazione che si è creata è paradossale se si pensa che le norme sullo status di indagato sono state congegnate anche e proprio a garanzia dell’interessato, per tutelare il suo diritto di difesa nella delicatissima fase delle indagini preliminari, per evitare l’infamia, tipica dei regimi autoritari, delle prove prefabbricate nelle segrete stanze, senza che la Difesa possa in alcun modo sapere né interloquire: oggi invece essere indagato vale già come una condanna, nella vita sociale e professionale, e non importa se poi, molti anni dopo, una corte certificherà l’innocenza del malcapitato, perché nulla potrà restituirgli la carriera stroncata, la famiglia distrutta, la vita rovinata.
Una giornata “Enzo Tortora” potrà essere l’occasione per riflettere, nelle scuole, nelle università, nelle pubbliche istituzioni, sul valore delle garanzie difensive e sulla presunzione di non colpevolezza.
L’approvazione della giornata dedicata alle vittime di errori giudiziari è dunque un’ottima notizia, ma è presto per festeggiare: ora occorrerà vedere se il Senato approverà in tempo la proposta, prima della fine della legislatura. Speriamo non diventi l’ennesima occasione persa per rafforzare la nostra democrazia, per diventare tutti noi un po’ meno sudditi ed un po’ più cittadini.

