di Marco Tabili
La Banca Centrale Europea (BCE) ha mantenuto il tasso di interesse di riferimento al 3,75%, come previsto, ma ha segnalato la possibilità di un ulteriore taglio nella prossima riunione di settembre. La presidente della BCE, Christine Lagarde, ha sottolineato in conferenza stampa che i rischi per la crescita economica sono al ribasso, nonostante abbia precedentemente evidenziato una ripresa trainata dalla domanda interna.
Lagarde ha descritto il 2024 come un anno di “crescita moderata e maggiore incertezza” e ha minimizzato l’attuale inflazione, attribuendola a fattori temporanei. L’euro, inizialmente stabile, è poi sceso di un quarto di centesimo rispetto al dollaro, in risposta alla possibilità di ulteriori riduzioni dei tassi. I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona, in particolare quelli a breve termine, sono diminuiti, con il rendimento del titolo biennale italiano che ha raggiunto un minimo di sei mesi al 3,09%.
In un momento in cui l’UE potrebbe affrontare una doppia guerra commerciale con Stati Uniti e Cina nel prossimo anno, Lagarde ha evidenziato i rischi per il settore delle esportazioni, tradizionalmente un motore di crescita per la regione. Secondo i dati della BCE, le esportazioni della zona euro nel primo trimestre di quest’anno sono diminuite di oltre il 4% rispetto all’anno precedente, a causa del calo della domanda negli Stati Uniti e delle conseguenze a lungo termine della perdita del gas naturale russo a basso costo sulla produzione ad alta intensità energetica.
Lagarde ha anche espresso preoccupazione per la perdita di quote di mercato europee a favore della Cina, che sta cercando di risolvere la propria crisi economica esportando di più, in seguito alla deflazione di una bolla immobiliare. Negli ultimi due anni, lo yuan si è svalutato di circa il 13% rispetto all’euro, aumentando la competitività della Cina sui mercati globali.

