Segue da qui È un libro di Hannah Arendt rispetto al quale ciò che si sente dire in TV e suoi giornali è frutto di pericolosa ignoranza. Non vuol dire che chi fa il male è stupido o sciocco, vuole dire che per fare del male basta non fare niente, non compiere alcuna scelta morale.
Il testo della Arendt è il suo racconto come inviata del New Yorker per il processo fatto ad Adolf Eichmann a Gerusalemme nel 1961/62. Eichmann non fu processato a Norimberga: scappato in Argentina, fu letteralmente rapito dal neonato Stato di Israele (con scuse al governo argentino) per essere portato a processo a Gerusalemme.
Era una persona in un ruolo chiave per l’organizzazione del trasporto di chi destinato ai campi di concentramento. In particolare si occupava della “questione ebraica” poiché non tutti i deportati erano ebrei. Per poter fare ciò che ha fatto è assodato che Eichmann istitutiva in ogni Stato/Reggenza/Governatorato tedesco un “Consiglio Ebraico” il quale forniva lista dei nomi degli ebrei da deportare. Nel 1941/42 si arrivò alla cosiddetta “soluzione finale” ma nell’Europa dell’Est già dal 1938/39 si “trasferivano” ebrei.
I tedeschi, fino a quando non fu Himmler stesso che illuso di poter contrattare una pace con gli Alleati dichiarò fine alla “soluzione finale”, prendevano un tot a cranio per “il trasferimento” e il resto veniva lasciato al Consiglio Ebraico. 500 marchi in uno Stato, 1000 in un altro, cambiava a seconda della zona e dell’anno e dal prestigio della persona, ma la corruzione ovviamente è dilagata con l’approssimarsi della fine della guerra.
Consiglio vivamente la lettura di questo testo. Eichmann andava condannato, questo si sapeva fin dall’inizio. Ma in quali termini davvero? Ed era davvero Gerusalemme il luogo giusto per portare a processo qualcuno con responsabilità così gravi nei confronti del popolo ebraico? E quante cose emerse da quel processo non sono presenti nei libri di storia ancora oggi, che ci impediscono un sincero confronto rispetto al passato e a noi stessi?
Ma il punto della questione non è l’argomento del libro che, comunque, in un momento come questo mi fa piacere ricordare a dimostrazione che chi oggi vuol fare contestazione, manco sa la metà della storia.
Il punto è questo: Eichmann (se usate internet per qualcosa oltre che a imbruttirvi potete vedere foto e video anche del processo) era una persona qualunque, piccoletto, magrolino, pelato, uno di cui per strada nemmeno avreste percepito la presenza, non dico vederlo. Eppure gestiva in gran parte (ma non in tutto come si pretendeva che fosse “mostro” a Gerusalemme) la “movimentazione” specificatamente “ebraica” fosse prima il trasferimento che poi lo sterminio.
Quando gli fu chiesto a processo se avrebbe caricato sui quei treni anche i suoi genitori se gli fosse stato ordinato, dopo la terza incalzante ripetizione della domanda rispose “sì, se mi avessero ordinato di fare ciò l’avrei fatto”. Questa è la banalità del male. Non compiere alcuna scelta morale.
A Norimberga come in tutte le guerre c’è questo paradosso per il quale si passano al vaglio persone che hanno eseguito gli ordini perché se non avessero eseguito gli ordini sarebbero passati al vaglio. Chi stabilisce il confine di ciò? Anche in questo la Arendt è maestra. Leggiamo la storia oggi, qual è il confine?
Penso che il testo della Arendt sia straordinario per vari motivi: ella stessa era ebrea e ha saputo descrivere con straordinario senso critico di come si è trattato il processo, e di quella parte della Shoah di cui ancora si fa fatica a parlare.
Se tutto ciò è stato possibile è perché non c’è stata solo volontà, ma anche assenza di volontà. Questo, a mio avviso, è il messaggio potente. La vera banalità del male: per farlo basta non fare niente, non compiere alcuna scelta morale. Lo ripeterò all’infinito. Gli idioti non capiranno lo stesso.
Eppure in questa estate di pastasciutte antifasciste… ma quanto siete (siamo) ridicoli. Continuate (continuiamo) a guardare il fascio di quasi un secolo fa e non vedete (vediamo) lo sfacelo di oggi, celato dal termine democrazia. Nemmeno i Greci consideravano come a noi fan credere: per i Greci “democrazia” significava che “si governava a turno” non che governa il popolo, la gente!
A parte tagli costanti a educazione, sanità, welfare… diamo soldi per una guerra in seno. Non c’è tutela su mega truffe di multinazionali web che non pagano tasse, multinazionali di energia che fanno ciò che vogliono… non ci sono progetti grandi e concreti per mettere i cittadini in condizione di creare un futuro che dia speranza. La unica macro-costruzione ventilata è il ponte sullo stretto di Messina.
Ma soprattutto mi fa rabbia questo: vedere degli studenti, qualche anno fa, in una via stretta a Pisa, che caricavano le forze dell’ordine e le forze dell’ordine solo facevano muro per calmare perché non so dove volessero arrivare questi studenti con il kefiah. Gli insegnanti, arrampicati sui muretti, urlavano imprecazioni, facendosi sentire dagli studenti, dicevano: “Sono degli stronzi, bastardi!” in direzione delle forze dell’ordine.
Negli stessi giorni, su un web come Reddit, passavano i video di quello che accadeva in Iran, dopo l’arresto e morte di Masha Amini. Anche oggi, se digitate Masha_ non è tra i primi risultati della ricerca. Men che meno quello che è successo dopo. Eppure questa è storia davvero. O almeno poteva esserla.
Cosa succedeva? Ragazzi della stessa età, uomini (perché per Masha sono scesi in piazza anche gli uomini in Iran) appesi impiccati a camion gru lasciati a marcire per giorni sulle strade di Teheran. Ma vi rendete conto che non capite (capiamo) niente così?
Per due anni almeno si è manifestato per Masha nelle strade di Teheran. Ne sono capitate altre come quella studentessa che si è spogliata all’Università per protesta rimanendo in slip e reggiseno ed è stata ricoverata in un reparto psichiatrico.
E voi (noi) di fronte a tale violazione inaudita dei diritti umani, vi schierate (ci schieriamo) dalla parte di quella parte di popolazione mondiale che di questa violazione di diritti ne fa la propria costituzione?
Mi fa inorridire quello che vedo, che ci sono due pesi e due misure. O decine di pesi e misure. L’importante è avere la scappatoia per non compiere alcuna scelta morale. L’importante è trovare la giustificazione per fare quel che si fa, tengo famiglia. L’importante è non assumersi responsabilità, così m’han detto di fare. E in ultimo, la versione trash della teoria dell’evoluzione di Darwin, funziona così.
Secondo me voi (noi) tutti che parlate (parliamo) così tanto di ciò che sta fuori dai confini nazionali state (stiamo) facendo una enorme ca***ta. Primo perché se non ti curi di casa tua, come puoi curarti degli altri. Secondo per ordine, ma non per importanza, che ci crediate (crediamo) o no, per queste persone ciò che accade sono guerre di religione. Sono inevitabili, necessarie. Siete (siamo) solo sciocchi e illusi a parlarne in termini di politica. Noi in Europa un po’ l’abbiamo superato, ma non c’è distinzione tra politica e religione nella maggior parte degli Stati Nazionali al mondo.
E voi state (noi stiamo) dalla parte di impicca giovani perché le donne non possono portare i capelli liberi e devono girare come fantasmi, imbacuccate da testa a piedi, rispetto a chi butta bombe sui bambini?
Mi sembra che stiamo facendo solo a chi piscia più lontano.
Segue qui…

