Premessa
Fino ad oggi, ogni volta che abbiamo affrontato il Caso Garramon, ci siamo concentrati su quel fatidico giorno, il 20 dicembre 1983, e poco abbiamo indagato su quali fossero le sue abitudini, le sue passioni, insomma, come trascorreva la sua vita di giovane dodicenne.
In questo articolo mi dedico alle amicizie di Josè e alle loro attività quotidiane di ragazzini di 12 anni. Josè frequentava la scuola media presso la St. George, dove aveva anche trovato una fidanzatina, Francesca. Tra i suoi amici, il più assiduo nella frequentazione era Alvaro V., classe s1970,. Anche lui uruguaiano, era figlio di amici di famiglia; i due ragazzi si conoscevano da appena quattro mesi ma, quando non occupati con gli impegni nelle rispettive scuole, trascorrevano insieme il loro tempo libero.

L’Eur di Josè
Josè e la sua famiglia abitavano a Roma, in zona Eur, in un appartamento sito in via dell’Aeronautica 99. Era qui che il ragazzino frequentava con assiduità l’amico Alvaro, con il quale condivideva alcune passioni come la pesca al laghetto dell’Eur e i modellini di aeroplani che facevano volare nel campo poco distante da casa, davanti al bar Rosati.
Alvaro ricorda con affetto quei momenti: «Trascorrevamo il nostro tempo libero al laghetto dell’Eur, dove ci intrattenevamo a pescare. Anche in quelle occasioni, comunque, eravamo sempre noi due soli».
Il Tragico 20 Dicembre
Quel tragico 20 dicembre, nel pomeriggio, Josè si sarebbe dovuto incontrare con qualcuno. Qualcuno di cui non è mai stata individuata l’identità. Come riferito da un compagno di scuola, Josè quel pomeriggio avrebbe dovuto incontrare una persona non meglio definita, e con questa avrebbe scambiato un suo aeroplanino a motore con uno più grande. Un’offerta decisamente allettante per un giovane appassionato di modellini.
Martha, la governante, riferisce che Josè tornò con la sorellina Valentina da scuola alle 16.30 circa, per affrettarsi dopo pochi minuti verso la “Farmacia”. Martha, honduregna di lingua spagnola, non è totalmente sicura che si trattasse proprio di una farmacia, ma è invece certa che il dodicenne doveva acquistare del lubrificante per il motore elettrico di un aeroplanino. Inoltre, su richiesta della governante, acquistò anche un tramezzino per un loro ospite, il signor Mario, diretto in Valtellina.
Le Amicizie di Josè
Josè, nel suo quartiere, non frequentava altri ragazzi, solo Alvaro, il quale ribadisce più volte che nel quartiere Josè aveva solo lui come amico. Trascorrevano il tempo libero sempre insieme. Solo nell’ultimo mese di dicembre non si erano visti in maniera assidua come di consueto, perché Josè si era spesso recato a casa di due amici e compagni di scuola: l’israeliano Ido Miran e il finlandese Kristien Hainnikainen.
L’amicizia con Ido era più assidua e intensa. Ido sarebbe andato a casa di Josè a Natale per celebrare insieme a loro la festività cristiana. Entrambi gli amici di scuola abitavano nei pressi di Villa Ada, quindi possiamo presumere che Josè andasse lì anche per giocare all’aria aperta quando era con loro.
In sintesi, la vita di Josè Garramon era quella di un normale dodicenne, divisa tra la scuola, le amicizie e le passioni per attività tipiche della sua età. Le sue giornate erano piene di incontri e attività, tutte rigorosamente condivise con pochi ma stretti amici. La tragica fine di Josè, quindi, si inscrive in un quadro di normalità quotidiana, rendendo ancora più incomprensibile il mistero che avvolge quel fatidico 20 dicembre
La testimonianza di Magdalena Chindris
Julieta Andrada Magdalena Chindris, scomparsa nel nulla il 31 maggio 1995, è un teste del processo Garramon, chiamata in Tribunale dagli avvocati della difesa di Marco Accetti. Magdalena è ascoltata circa la natura dei rapporti che il Pifferaio Tragico assume nei confronti di ragazzini e ragazzine.
Nel corso della sua deposizione la Chindris racconta:
«Un giorno che è venuto al negozio io ero lì con la mia bambina, che in quel periodo mi sembra che aveva 11 anni, adesso 14 perché è passato del tempo sì, e l’ho invitato a pranzo a casa mia anche perché io non porto la macchina così mi ha dato un passaggio è venuto a casa mia a pranzo abbiamo pranzato lui aveva un po’ di fretta anche perché era vestito in tuta doveva andare a correre a villa Ada siccome la mia bambina è abbastanza vivace disse “Mamma voglio andare anch’io, voglio andare anch’io. Va bene Marco mi porti mi porti?” “Va bene va bene, vai” e l’ho lasciata tranquilla anche perché non mi sono questi problemi che gli può succedere qualcosa assolutamente, perché conoscevo Marco, avevo piena fiducia, ho visto che aveva un buon dialogo con tutti i bambini anche con gli adulti d’altronde aveva grande facilità nel conversare la bambina è ritornata e l’ha portata a casa mia, mi sembra, la sera, dopo, qualche ora, adesso che Marco Marco ha giocato a calcio con dei suoi amici e lei assisteva alla partita che ha visto qualche suo compagno perché la scuola è anche dei suoi compagni lì a villa Ada tutto tutto lì poi è passato mi sembra un po’ di tempo un po’ di tempo»
Questo racconto di Magdalena fornisce diverse informazioni sappiamo che Marco Accetti, l’uomo condannato per omicidio colposo aggravato e omissione di soccorso di Garramon, andava abitualmente a correre nel parco di Villa Ada. In questa occasione particolare si mette a giocare a calcio con gli amichetti di Ester, la figlia della Chindris, coetanea di Josè.
L’onnipresente
Miro e Kristien, amici e compagni di scuola di Josè, abitano a meno di 100 metri dall’ingresso di Villa Ada. Pertanto, non si può escludere la possibilità che Marco Accetti, abitualmente impegnato in attività fisica nel parco di Villa Ada e solito fermare adolescenti per vari motivi, annotandone le caratteristiche fisiche nelle sue agende, possa aver conosciuto non solo gli amici di Josè, ma anche Josè stesso.
Nelle vicinanze di Villa Ada, a circa 350 metri in linea d’aria, si trova la palestra di via Montebuono, un luogo spesso frequentato da Accetti. In questa struttura, diversi anni prima, Accetti aveva fatto la conoscenza di Gianalberto Larrosa, nato negli anni ’30 e divenuto in seguito un suo caro amico. Insieme, erano soliti recarsi alla spiaggia per nudisti di Capocotta. Negli anni ’80, Ostia e la spiaggia di Capocotta, situate vicino a Roma, erano luoghi significativi per la comunità omosessuale in Italia.
La spiaggia di Capocotta, in particolare, era celebre per essere un luogo di incontro per la comunità gay, caratterizzata da un’atmosfera tollerante e inclusiva, dove la nudità era accettata e la sessualità poteva essere vissuta liberamente senza timore di giudizi esterni. Anche Larrosa fu ascoltato durante il processo Garramon. Egli risiede nei pressi di Villa Ada, a circa 260 metri dalla casa di Miro.
Un altro noto e discusso amico di Marco Accetti risiede a soli 50 metri dall’ingresso del parco di Villa Ada e a 60 metri dall’abitazione di Kristien. Si tratta del pregiudicato e membro della Banda della Magliana, nonché braccio destro di De Pedis, Giuseppe Scimone.
Queste connessioni mettono in luce un intricato intreccio di relazioni personali e frequentazioni comuni, che potrebbe essere rilevante per comprendere meglio il contesto degli eventi legati a Josè e ai suoi amici.
Conclusioni
La vita di Josè Garramon, fino a quel tragico 20 dicembre 1983, era quella di un normale dodicenne, immerso in un tessuto di relazioni e attività tipiche della sua età. La quotidianità di Josè era scandita dalla scuola, dalle sue passioni per la pesca e i modellini di aeroplani, e soprattutto dalle sue amicizie. Tra queste, spiccavano quelle con Alvaro V., Ido Miran e Kristien Hainnikainen, che condividevano con lui momenti di gioco e avventure nel quartiere Eur e nei pressi di Villa Ada.
La testimonianza di Magdalena Chindris introduce ulteriori elementi di riflessione. Le sue parole descrivono un ambiente in cui era comune incontrare vari personaggi, tra cui Marco Accetti, abituale frequentatore di Villa Ada. Questo parco, situato nelle immediate vicinanze delle abitazioni di Ido e Kristien, si rivela un punto cruciale di contatto per molte delle relazioni di Josè.
Non si può ignorare che Villa Ada e i suoi dintorni fossero un luogo di incontro per diverse persone, alcune delle quali coinvolte in situazioni ambigue o addirittura pericolose. Tra queste frequentazioni, figure come quella di Giuseppe Scimone. Marco Accetti e il suo amico Gianalberto Larrosa, condividevano invece una certa familiarità con ambienti e luoghi come la spiaggia di Capocotta, nota per la sua atmosfera tollerante e inclusiva, potrebbero aver incrociato le strade di Josè e dei suoi amici.
La testimonianza di Magdalena ci ricorda anche che Accetti frequentava Villa Ada con sua figlia Ester, dove giocavano con altri bambini. Questo solleva un interrogativo su quanto potessero essere intrecciate le vite dei giovani del quartiere. Chissà se Ester, durante quei giochi nel parco, abbia mai conosciuto gli amici di Josè, o addirittura Josè stesso.
L’intricata rete di relazioni che emerge da questi racconti solleva domande sulle frequentazioni e sui contatti che Josè e i suoi amici potevano avere, anche in modo indiretto, con persone che gravitavano attorno a questi luoghi.
In definitiva, comprendere meglio l’ambiente e le relazioni di Josè Garramon potrebbe offrire nuove chiavi di lettura per risolvere il mistero che ancora oggi avvolge quel fatidico 20 dicembre.
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14 commenti
La spiaggia di riferimento era chiamata il “Buco” di Torvaianica o Le Dune ed era una spiaggia per nudisti di ambedue i sessi . Noi 20enni si andava qualche volta per rimorchiare (donne preciso)Vi si trovavano anche transessuali .Le dune avevano il loro compito. Bambini non ne trovavi, se non con qualche rara famiglia “malata” …..era vietato, girava la buon costume. Un personaggio noto a Roma e assiduo frequentatore era Maga Mago’ (non ricordo il nome) faceva il cartomante a piazza Navona e vestiva sempre di nero con un grande cappello clericale . Fu poi trovato morto molti anni fa ma non ricordo dove ma sempre a Roma . Quando non si perde con giochetti con chi non e’ degno di rispetto e che le concede falsi scoop ,riesce a fare qualcosa di serio e costruttivo. Se lavora bene i conti tornano sempre e non sono coincidenze. Badi bene con chi ha a che fare.Non abbia mai rispetto per soggetti simili. Non le conceda mai spazio. Il tempo e’ nemico per le prove , ma forse qualcosa e’ rimasto. Si impegni
Buonasera, la ringrazio per il consiglio di cui farò tesoro. La vicenda di Maga Magò la conosco. Ricorda l’esistenza del circuito per automobili nella pineta di Ostia?
Circuito di Castelfusano . Ancora e’ presente in stato di abbandono ormai, un viale chiamato “Viale del circuito” che negli anni 30 si chiamava circuito dell’Impero simile a quello del Mellaha, in Libia, dove si correva il Gran Premio di Tripoli. I conti tornano sempre
Esattamente. Per quale motivo si lascia così dismesso ed abbandonato e nessuno osa alzarne una pietra?
Forse ora qualche nostalgico amante di auto d’epoca andra’ a fare pulizia. Magari con il mio Georadar potrei ritrovare qualche specchietto o parafango . Molto ricercati sul mercato
Se vorra’ farmi compagnia nessun problema. E’ sempre un piacere trovare oggetti rari.
Con molto piacere
Fosso del Camilletto o fosso di valle Carbonara Villa di Plinio fosso del Quarticciolo fosso delle Rogare fosso di Capocotta fosso del Figurone Piscina , piscina Bassana sono km quadrati.Noi andavamo con le moto da cross e avendo ruote tacchettate spostavamo terra anche per mezzo metro a forza di ripassarci. Ed una volta volo per aria una parte di “volante ” Ragionammo se prenderlo per un museo storico magari, ma declinammo . Avevamo moto non targate da pista ed era vietato girare . Le avrebbero sequestrate. E li rimase! Credo ’81 ’82 ed eravamo giovani. Ma qualche cimelio si puo ritrovare anche a Roma sa! Basta conoscere i posti e lo stato in cui versavano in quegli anni. Perche i piu scalmanati alla guida lasciavano sempre qualche traccia di copertoni. Magari per ricordo di qualche sgommata e dire questa e’ la mia.
Sarebbe interessante scoprire se sui corpi ritrovati dei minorenni uccisi in quegli anni ci fossero simboli, segni particolari riconducibili a rituali di stampo massonico-esoterico, perché io continuo a essere dell’idea che tutti questi omicidi e scomparse di minori siano da ricondurre a rituali ben precisi.
Non c’entra direttamente con l’argomento Garramon, ma oggi leggevo in un sito di lingua inglese che durante la pandemia sono aumentate di oltre il 20% le scomparse di minori in precise aree degli Stati Uniti. I minori in questione sono tutti nativi americani, le aree sono appunto quelle dove i nativi vivono.
Non finisce mai purtroppo.
Minori che scompaiono nel nulla come le ragazze di cui ti stai occupando tu Roseella, e altri che vengono fatti ritrovare morti subito o anche dopo mesi.
La mente dietro queste scomparse è a mio avviso quasi sempre la stessa.
Lo scambio con Marinello è assai interessante e conferma molte cose già affrontate in questa rubrica.
Il puzzle ha migliaia di tessere che non è facile ricomporre, ma con pazienza e perseveranza si può.
non sempre una certa ritualità occultista lascia segni Evidenti . . A volte il rituale e lo svolgersi stesso della morte o una posizione, una data, un orario preciso che può essere la chiave di lettura di una ritualità esoterica deviata. Ad esempio a Garramon come a molti altri morti degli anni 82-83 manca una scarpa. A ketty skerl viene celato il volto con terra e foglie e viene uccisa in un tentativo mal riuscito di garrota. Esattamente come Rosa Martucci, a cui manca oltretutto una scarpa, o meglio uno stivale ..
Sarebbe bellissimo sentire questi amichetti per fare José un po’ più vivo nella sua memoria perché sempre si parla del ragazzino ucciso (come di quasi tutte le vittime) ma raramente glieli vediamo come le persone che furono prima di sparire/essere uccisi.
Una semplice ricerca mi conferma che tutte due Kristian & Ido sono sul FB, e anche Francesca. Sono sicuro che saresti bravissima a intervistare loro, Rossella! Complimenti per il lavoro svolto, come al solito.
Kristian pervenuto!!!! gli altri due ho provato con ogni canale ma…. per ora nulla
La figlia di Magdalena Chindris è mai stata sentita riguardo ai rapporti con lo Sceneggiatore Fallito?
Off-topic ma neanche più di tanto: la prima moglie dello Sceneggiatore Fallito ha mai chiarito perché il matrimonio finì così velocemente?