L’intervista di Conte sul Corriere di oggi non lascia spazio a dubbi. Renzi nel campo largo il movimento Cinque stelle non lo vuole. Intanto ha ottenuto di espellerlo dalla coalizione che sostiene Orlando alla presidenza della Liguria. Non sono bastate le dimissioni del suo assessore dalla giunta Bucci e non é bastato neppure che i renziani abbiano accettato di non correre con la loro lista ma con una denominata Riformisti. Non basta. Non basta mai. Per Conte il campo largo si restringe ad un triangolo rettangolo: Pd, Cinque stelle, Avs. E non é detto che a capeggiarlo sia Elly Schlein, l’ipotenusa, perché la somma delle aree dei cateti é pari a quella dell’ipotenusa, vero Pitagora? Tutto tace, ma sotto sotto crescono i malumori anche in Umbria e in Emilia-Romagna. Tutto questo mentre in parlamento il nuovo consiglio della Rai é stato approvato coi voti dei Cinque stelle (che hanno ottenuto un loro rappresentante) e non coi voti del Pd e anche di Italia viva e di Azione. A proposito di lotta alla lottizzazione, questa é un’arma da sempre impugnata dai non lottizzati. E’ la solita storia. Quando il Consiglio Rai era composto dai rappresentanti della maggioranza Dc-Psi, ma vi trovava spazio anche uno dell’opposizione (col direttore di Rai tre rigorosamente comunista) il Consiglio della Rai perdeva i caratteri lottizzati che invece assumeva quando si limitava ad esprimere candidati della sola maggioranza. Una farsa, un gioco per convincere gli imbecilli. Che Conte si sia venduto per una poltrona, come ha rivelato Renzi, non ci piove. Che Renzi sia caduto nella trappola del campo largo ottenendo veti e scomuniche, anche. Difficile spiegare il motivo per cui un uomo politico di valore come lui sia caduto nella trappola. Passare la palla alla Schlein può fruttare un’apertura politica, ma sostituire Conte con un giocatore in panchina, Mario Draghi, suscita solo perdurante ostracismo. Povero Matteo, e soprattutto povera Italia viva, cioè morta.
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Direttore. Nasce a Reggio Emilia nel 1951, laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna nel 1980, dal 1975 al 1993 é consigliere comunale di Reggio, nel 1977 é segretario provinciale del Psi, nel febbraio del 1987 è vice sindaco con le deleghe alla cultura e allo sport, e nel giugno dello stesso anno viene eletto deputato. Confermato con le elezioni del 1992, dal 1994 si dedica ad un’intensa attività editoriale (alla fine saranno una ventina i libri scritti). Nel 2005 viene nominato sottosegretario alle Infrastrutture per il Nuovo Psi nel governo Berlusconi. Nel 2006 viene rieletto deputato nel Nuovo PSI. Nel 2007 aderisce alla Costituente socialista nel centro-sinistra. Nel 2009 é assessore allo sport e poi all’ambiente nel comune di Reggio. Dal 2013 al 2022 dirige l’Avanti online.

