È necessario stropicciarsi gli occhi, perché il rischio di immaginarsi al cinema immersi in un film di Sergio Leone è grande.
L’attacco è stato durissimo senza precedenti.
Toni intimidatori, critiche sanguinose e parole che suonano come un ricatto.
Ma la risposta del Papa, in volo per un lunghissimo viaggio pastorale che lo porterà in Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale, è stata anch’essa durissima, con toni sereni ma secchi e determinati.
“Io non ho paura dell’amministrazione Trump”, ha detto il Papa durante il volo verso Algeri sempre con quel tono della voce dolce e tranquillo “parlo del Vangelo” e quindi “continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra”.
“Non ho intenzione di entrare in un dibattito con lui“, ha infine chiuso il Pontefice.
Una perentorietà che mette a tacere l’arroganza ormai delirante del Presidente americano.
“Leone dovrebbe essermi grato”, aveva esordito Trump, “perché, come tutti sanno, la sua nomina è stata una sorpresa sconcertante. Non figurava in nessuna lista dei papabili ed è stato scelto dalla Chiesa esclusivamente perché americano; si riteneva, infatti, che quello fosse il modo migliore per gestire il rapporto con il presidente Donald J. Trump. Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano”.
“Non voglio un Papa che trovi terribile il fatto che l’America abbia attaccato il Venezuela” ha attaccato ancora Donald capello giallo, “e non voglio un Papa che critichi il presidente americano poiché sto facendo esattamente ciò per cui sono stato eletto, con una vittoria schiacciante, vale a dire portare la criminalità ai minimi storici e creare il più grande mercato azionario della storia”.
Infine la ciliegina sulla torta: “Preferisco di gran lunga suo fratello Louis perché è totalmente Maga. Lui ha capito tutto”.
“Purtroppo”, ha proseguito Trump, “l’atteggiamento di Leone, troppo debole sul fronte della criminalità e su quello delle armi nucleari, non mi va affatto a genio. Né mi piace il fatto che incontri simpatizzanti di Obama come David Axelrod, un fallito della sinistra, uno di coloro che avrebbero voluto vedere arrestati fedeli e membri del clero”.
“Leone”, ha insistito il presidente americano “dovrebbe darsi una regolata nel suo ruolo di Papa, usare il buon senso, smettere di assecondare la sinistra radicale e concentrarsi sull’essere un Grande Papa, anziché un politico. Questo comportamento gli sta arrecando un danno gravissimo e, cosa ancora più importante, sta danneggiando la chiesa cattolica!”
Parole di fuoco che solo un pazzo potrebbe pronunciare.
Interpreta le parole di Leone come un endorsement alla sinistra.
E’ chiaramente l’indice di una ossessione della quale ormai Trump è preda totale. Per lui è come se essere di sinistra sia un crimine ciontro l’umanità e una cosa di cui vergognarsi
Il messaggio di Leone è quello che tutti i Papi hanno sempre pronunciato, ultimi i più recenti, da Pio XII al Papa buono Giovanni XXIII, da Papa Luciani a Woytila, da Benedetto XVI per finire a Papa Francesco.
È sempre lo stesso perché è il messaggio di Cristo.
Ma sono anche le parole che la intera umanità spera si realizzino.
Chi nel mondo potrebbe ripudiare le parole pace, libertà, solidarietà, eguaglianza, se non fanatici, estremisti, razzisti.
A partire da Giorgia Meloni che ha definito “inaccettabili le parole del Presidente Trump nei confronti del Santo Padre. Il Papa è il capo della Chiesa Cattolica, ed è giusto e normale che invochi la pace e che condanni ogni forma di guerra”, le reazioni della politica italiana sono state unanimi e trasversali tutte nel segno dello sdegno e della solidarietà per Papa Leone.
Matteo Renzi.
“Trump attacca il Papa. Difendere Leone XIV è oggi un dovere non solo per i cattolici ma anche e soprattutto per i laici. Erano secoli che non si vedeva una così plateale aggressione verso il romano pontefice. Che è appunto “costruttore di ponti” a differenza di Trump, distruttore di relazioni e di civiltà. L’attacco della Casa Bianca al Vaticano è semplicemente vergognoso”
Elly Schlein.
“Con gli attacchi e le minacce al Papa il Presidente Trump sposta oltre ogni tollerabilità il metodo di arroganza che lo ha fin qui caratterizzato. Insultare il Papa per il suo fortissimo richiamo alla pace, al dialogo e alla dignità umana è atto gravissimo, che rivela fino in fondo la cultura della sopraffazione di chi non tollera voci libere. Esprimo quindi, anche a nome della comunità del Partito democratico, piena solidarietà a Papa Leone XIV”.
Elena Bonetti, presidente di Azione.
“Nell’ultimo delirio di Donald Trump, questa volta contro Papa Leone, c’è un’ottima notizia: nessun governo, tantomeno quello italiano, può più nicchiare e far finta di prendere le distanze da questi Stati Uniti senza dire una parola chiara e compromettente. Il momento è finalmente arrivato: la solidarietà al Papa non serve a nulla, Giorgia Meloni condanni questo attacco e prenda le distanze dell’arrogante follia di Donald Trump”.
Maurizio Lupi.
“Solidarietà piena e convinta a Papa Leone XIV dopo le inopportune parole del presidente Trump. Noi invece condividiamo totalmente le parole del Pontefice sulla necessità del dialogo e della mediazione. E come noi la maggioranza degli italiani e degli europei e, crediamo, anche degli americani. In un tempo pieno di incertezze e di irrazionalità ancora una volta è la Chiesa a indicare la via, che è quella della pace, alle istituzioni internazionali.”
Stefania Craxi.
“Restiamo sgomenti di fronte agli attacchi rivolti al Pontefice, al quale esprimiamo piena e convinta solidarietà. Fin dai momenti immediatamente successivi alla sua elezione al Soglio Pontificio, Leone XIV ha indicato la pace come obiettivo epocale e irrinunciabile, perseguendolo con un impegno costante e quotidiano in un quadro internazionale segnato da crisi e conflitti di straordinaria gravità. Siamo convinti che il richiamo alla pace, all’unità e alla responsabilità condivisa, anche nei momenti in cui questi trovano difficile applicazione, resti una guida imprescindibile non solo per i credenti cattolici ma per l’umanità intera”.
Matteo Salvini.
“Se c’è una persona che si sta spendendo sul tema della pace e sulla soluzione del conflitto è Papa Leone. Attaccare il Papa, uomo simbolo di pace e guida spirituale per miliardi di cattolici, non mi sembra una cosa utile e intelligente da fare”.
Galeazzo Bignami.
“Piena e forte solidarietà al Santo Padre Leone XIV per gli inaccettabili attacchi subiti. Per Fratelli d’Italia il Santo Padre rappresenta una figura di riferimento non soltanto sul piano spirituale. Una guida per tutto l’Occidente le cui radici affondano nei valori della cristianità”.
Pina Picierno.
“Le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump nei confronti di Papa Leone XIV sono un attacco grave e inaccettabile, che colpiscono non solo la persona e la funzione spirituale del Pontefice ma anche il ruolo della Santa Sede nello scenario internazionale. Attaccare il Papa significa, inevitabilmente, colpire anche la sensibilità e i riferimenti di circa un miliardo e mezzo di cattolici nel mondo, alimentando fratture che la politica dovrebbe invece contribuire a ricomporre.”
Ora però dopo le parole è necessaria una concreta conseguenzialità.
Trump va isolato. Dal mondo intero.

