“La soap opera a ‘campo lungo’ è un genere televisivo caratterizzato da trame che si sviluppano in lunghi periodi, seguendo le vicende di un gruppo di personaggi per molti anni”. Se dovessimo parlare della Sinistra o del famigerato centro sinistra avremmo tutti gli elementi per parlare più di Soap Opera che di “Campi”.
L’ultima stagione di questa lunga telenovelas si è aperta con un bell’uomo giovane, rampante, e fuori dalla politica tradizionale. Ha poco più di 40 anni, tutti i capelli, l’aria curata, non indossa la cravatta, si infervora ed è a proprio agio sul palco. Il copione è già visto? Berlusconi, Renzi… No, Onorato, romano, viene dalla periferia, quella di Ostia, quella che una volta se ci vivevi eri spacciato (o spacciatore).
La regia della Kermesse è affidata a Marco Agnoletto, abile come non pochi nella comunicazione politica ma che ha usato lo stesso copione, anche se i personaggi sono diversi.
Il Sindaco Manfredi, il Sindaco Gualtieri, la Sindaca Salis. Gualtieri da buon romano ‘non se scorda’ ed è lì più per gratitudine per i voti portati dall’assessore al Turismo, Moda e Sport di Roma Capitale che per rilanciare un altro partito, Manfredi è un altro outsider come l’assessore, mentre la vera star dello spettacolo è proprio lei, Silvia Salis. Accolta con un tripudio.
Stavolta nello spettacolo abbiamo anche il coro greco: Bettini, Bonaccini, Conte. Parlano, ma con il loro silenzio, pronti a dare il loro contributo, o una bella spallata a questo Pd che non sembra farli contenti.
Bettini, ama creare impasti nuovi, anche a costo di vedere tutti gli elettori con il mal di pancia; Conte si ritrova a capo di un partito che continua a perdere consensi ad ogni tornata elettorale e Bonaccini sta mostrando tutta la sua disapprovazione ‘dentro’ e fuori dal partito di cui è presidente.
Da giorni dopo quel lunedì al Parco dei Principi non si è parlato altro che di quarta gamba, ma a chi segue queste vicissitudini l’unica vera novità sembra quella della Sindaca genovese.
Se Schlein ormai sembra più recitare il copione che le hanno affidato, ma sulla sinistra ripete slogan che non sembrano riguardarla, Salis continua a recuperare consensi e a stupire per la sua capacità di captare i bisogni di una classe lavoratrice in cerca di un leader.
In queste ore arriva la notizia che il Comune di Genova potrebbe anticipare gli stipendi arretrati dei lavoratori dell’impresa Manelli, impegnati nei cantieri della metropolitana di Certosa, Brin e piazza Corvetto. Durante un incontro con gli operai, la sindaca Silvia Salis ha espresso piena solidarietà e disponibilità a intervenire nei limiti della legge, assicurando che il Comune farà il possibile per garantire i pagamenti dovuti da settembre. Salis ha inoltre difeso il diritto di sciopero, definendo “inaccettabile e offensivo” attribuire allo sciopero la causa delle difficoltà economiche dei lavoratori.
E mentre Onorato prova a fare un’invasione di campo provando ad occupare lo spazio lasciato libero dopo il divorzio tra Renzi e Calenda, Salis guadagna terreno e conferma che quando si parla di gambe non bisogna esagerare nel valutarle perché vale sempre il detto “il mio falegname con 30 mila lire la faceva meglio”.

