Si chiama Roberta Vallacchi, è nata a Milano e vive a Lodi.
È consigliere regionale in Lombardia per il PD.
Nei giorni scorsi è stata oggetto di una marea di insulti sui social (https://fb.watch/Jnx3zJiDyF/) per essersi presentata alla festa dell’Unità di Lodi, per presiedere un dibattito sulle stagioni della politica degli anni 80, con la testa coperta da un foulard.
“Togliti il velo fai schifo”, una delle frasi che le hanno detto e forse la meno volgare.
Ovviamente a urlare è il popolo di quella parte della destra intransigente, autoritaria, che si crogiola nel mito della forza e dell’impero romano, che invoca la purezza della razza e la epurazione degli stranieri.
Insomma i figli della propaganda demagogica vannacciana, salviniana e in parte anche meloniana.
Quelli che hanno sempre un approccio intransigente, violento a ogni fatto ma soprattutto frettoloso, superficiale, dozzinale.
Ed è proprio questa superficialità che li ha spinti a pensare che il velo della Vallacchi fosse un segnale per una sorta di vicinanza, solidarietà, al mondo islamico.
E come al solito hanno pensato male. A nessuno è venuto il dubbio che quel velo potesse avere un altro scopo e significato.
Purtroppo Roberta Vallacchi ha un brutto male e il velo che porta è per coprire la caduta di capelli causata dalla chemioterapia e non per riferirsi alla cultura islamica, cosa che comunque avrebbe potuto legittimamente fare.
Ovviamente il silenzio dei vertici della destra è assordante, Meloni in testa che è pure una donna.
Nessuno che abbia chiesto scusa a nome di quella gente, nessuno che li abbia redarguiti.
Nessuno che abbia detto che questi comportamenti sono figli di un degrado culturale dilagante.
Ah già, avrebbero dovuto dare ragione a Bonaccini.
Che in effetti evidentemente non ha torto.


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vannacciana, salviniana, meloniana: fascio e rifascio