Come nei più avvincenti dei film di azione, ma di quelli belli tipo Mission Impossible, dalla inchiesta sul dossieraggio spunta di tutto, dalla intelligence israeliana al Vaticano, dalla Cia ai sondaggi tarocchi, in un sequel di scene mozzafiato che porta allo spettatore picchi di adrenalina entusiasmanti
Da un resume delle indagini (fonte LaPresse) emergono una serie di notizie inquietanti e stuzzicanti allo stesso tempo.
Dalle intercettazioni su Gallo sarebbe emerso che le informazioni raccolte attraverso la sua vastissima rete di relazioni erano poi vendute con prezzi fino a 15 mila euro per gli incartamenti più completi su un determinato soggetto.
Tra gli acquirenti di questi veri e propri ‘dossier’ vi erano imprenditori e politici.
Ma non solo.
Negli atti delle intercettazioni figurerebbe che gli indagati Nunzio Calamucci e Massimiliano Camponovo avrebbero parlato anche di una commessa degli israeliani da un milione di euro.
Mentre in Equalize sarebbe accertata la presenza “di soggetti legati all’intelligence israeliana”.
Tra le tante conversazioni non potevano mancare gli attacchi degli hacker russi in Italia, e sul punto tra gli indacati si era parlato anche di un presunta commessa proveniente dal Vaticano.
“La aiutiamo la Chiesa contro la Russia o no?”, avrebbe infatti detto Calamucci in una delle intercettazioni.
Non manca la Meloni: in uno dei contatti telefonici il manager Pierfrancesco Barletta, anch’egli indagato per accesso abusivo a sistema informatico, avrebbe riferito a Sergio Scalpelli di aver avuto notizia che i servizi segreti americani avrebbero premuto sulla premier “per dissuaderla dal designare come ministro degli Interni” Matteo Salvini, “in quanto sarebbero potuti emergere i dossier sui finanziamenti della Federazione Russa alle organizzazioni politiche italiane”.
E passiamo a Milano dove sarebbe stato intercettato lo stesso Pazzali (il regista del tutto), che chiedeva all’Istituto Swg di “truccare” un sondaggio in cui il suo nome veniva contrapposto a quello del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, per non danneggiare il primo cittadino che contribuisce a nominare i vertici della Fiera.
A Roma invece la Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo, al momento senza indagati, su una presunta rete di “spie” che accedeva abusivamente alle banche dati investigative in uso alle forze di polizia, con base nei pressi di piazza Bologna.
Insomma questo è quanto emerge dagli atti dell’inchiesta della Dda di Milano sulla società di investigazioni private Equalize di Enrico Pazzali e dell’ex super poliziotto Carmine Gallo, ora ai domiciliari.
Dossier e dati rubati con un sistema di spionaggio informatico che è stato ricostruito nella maxi informativa di quasi 3900 pagine dei carabinieri del Nucleo investigativo di Varese e del Ros e inviata alla Dda di Milano, a giugno 2024, dalla quale emergono questi contatti degli indagati anche con i servizi di intelligence italiani e stranieri, oltre a un vero e proprio “archivio di Polizia” conservato negli uffici di via Pattari.
A confronto la inchiesta sulla Loggia P2 fu un fumetto di Topolino.
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Vice Direttore. Nato nel 1956, studi classici e poi laurea in giurisprudenza, oggi è avvocato nella sua città, patria di Ovidio e Capograssi: Sulmona. Da bambino, al seguito del padre ingegnere, ha vissuto, dall’età di 6 sino ai 12 anni, in Africa, tra Senegal, Congo, Ruanda, Burundi, rimanendo anche coinvolto nelle drammatiche vicende della rivolta del Kivu del 1967. Da pochissimi anni ha iniziato a cimentarsi nell’arte della letteratura e ha già pubblicato quattro romanzi: “La Foglia d’autunno”, “L’ombra dell’ultimo manto” "I leoni siamo noi" (a quattro mani con la giornalista Francesca Di Giuseppe) e "Virgilia". Quest'ultimo vincitore del premio letterario internazionale Ovidio edizione del 2024. Giornalista pubblicista è anche opinionista del Riformista, di Mondoperaio, del Nuovo Giornale Nazionale. Impegnato in politica è attualmente membro del movimento Socialista Liberale.

