di Paolo Bolognesi
Da odierne notizie di stampa (27.08.26) che riferiscono pure di tanti messaggi di cordoglio, ho appreso della prematura scomparsa di Marco Rossi, che ha raggiunto in cielo il padre Bruno, due figure cui mi lega il ricordo degli anni successivi a Tangentopoli, durante i quali, in terra reggiana, si cercava di salvaguardare l’identità socialista, dopo la immeritata fine del vecchio PSI, che pareva destinare all’oblio la storia di un partito mai sottrattosi alle problematiche, talora anche molto complesse, succedutesi nella vita del nostro Paese
In collaborazione con la sorella, Marco aveva realizzato un documentario-intervista al padre, dove questi raccontava quanto successe alla loro famiglia nei giorni precedenti al 25 aprile 1945, un tragico evento che, ancora ragazzino, poco più che decenne, lo privò dei genitori e della sorella di maggiore età, ad opera di reparti del Terzo Reich in ritirata, e quel meritorio lavoro dei due fratelli venne presentato a Guastalla, in una sala gremita, dove ascoltammo con emozione Bruno ripercorrere quelle drammatiche giornate.
In seguito alla morte di Bruno, avvenuta nel 2015, l’on. Del Bue, allora Direttore dell’AVANTI online, gli dedicò un articolo dall’eloquente titolo “La tragedia del compagno Bruno Rossi: la strage della sua famiglia” che riprendeva quei dolorosi fatti, e anche Marco ne fece la premessa della memoria con cui ricordò il padre alla FESTA AVANTI di Guastalla dell’ottobre 2025, dove era previsto nel programma, e pure io avrei dovuto essere fra i relatori, ma un imprevisto mi costrinse a non potervi partecipare, ed ebbi poi modo di conoscere i tratti principali di quella sua memoria, che mi parve molto autentica.

